Creative Commons? A norma di legge

Violati i termini di una licenza CC. Un teatro belga è stato condannato a risarcire una band locale per aver usato senza autorizzazione un loro brano. Si tratta di un'infrazione della legge sul diritto d'autore
Violati i termini di una licenza CC. Un teatro belga è stato condannato a risarcire una band locale per aver usato senza autorizzazione un loro brano. Si tratta di un'infrazione della legge sul diritto d'autore

Si tratta di una decisione che confermerebbe il pieno valore legale di licenze libere come le Creative Commons. Un giudice belga ha infatti sottolineato come siano direttamente riconducibili al diritto d’autore. In pratica, il mancato rispetto dei possibili usi di un’opera rilasciata in Creative Commons sarebbe del tutto equivalente ad una violazione delle leggi sul copyright .

Il caso preso in esame del giudice è quello di una band locale non meglio specificata, precedentemente scagliatasi contro una società specializzata in eventi teatrali, l’ ASBL Festival De Theatre De SPA . Un teatro in particolare aveva infatti preso in prestito una canzone del gruppo, modificandola in più parti per adattarla ad un messaggio pubblicitario relativo alla prossima stagione .

Lo spot era andato in onda su alcune emittenti radiofoniche locali, scatenando le ire del gruppo. I sei componenti avevano chiesto al giudice una sanzione di circa 10mila euro , in seguito alla violazione da parte della società dei termini fissati dalla licenza in Creative Commons a protezione del brano. Che prevedeva si dovesse chiedere l’autorizzazione a procedere per chiunque volesse sfruttare l’opera a fini commerciali , oltre che effettuare modifiche.

Non solo. La specifica licenza autorizza il download e la conseguente condivisione delle opere solo in seguito all’attribuzione della loro paternità , indicando – magari a mezzo link – il suo autore di riferimento. Nessuno di questi termini era stato rispettato nello spot del teatro. Alla band erano poi stati offerti 1500 euro in compensazione dei danni subiti. Somma rifiutata dai sei musicisti, che avevano deciso di avviare una causa legale.

Il giudice ha così obbligato la società a versare 1500 euro per ogni termine di licenza non rispettato . Rifiutate le tesi della difesa, che aveva sottolineato come i responsabili del teatro fossero caduti in un errore in buona fede. I loro legali avrebbero dovuto conoscere i meccanismi delle licenze, essendo rappresentanti di un soggetto che lavora in ambito culturale. Negati alla band i 10mila euro richiesti: una compensazione del genere sarebbe paradossale, perché più cospicua di quella che sarebbe stata negoziata nell’ambito di un contratto fra la band e la società.

Mauro Vecchio

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10 11 2010
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