Dailymotion e copyright, risarcimento con conferma

La responsabilità della piattaforma va di pari passo con la consapevolezza delle avvenute violazioni da parte degli utenti. La compensazione nei confronti dell'emittente danneggiata è dovuto, ma il filtraggio preventivo non si può imporre

Roma – Erano diverse centinaia i video caricati in violazione dei diritti dell’emittente francese TF1 dagli utenti di Dailymotion, contenuti che la piattaforma non ha provveduto a rimuovere con tempestività a seguito delle segnalazioni: pagherà un risarcimento pari a 1,38 milioni di euro al gruppo francese. Ma il servizio di video sharing resta un semplice intermediario, e spetta al detentore dei diritti vigilare sulle violazioni e segnalarle alla piattaforma, che non è tenuta ad agire preventivamente.

A deciderlo è la sentenza di appello pronunciata dalla giustizia d’Oltralpe. Il caso, aperto nel 2007, era incentrato su qualche centinaio di video di cui il gruppo TF1 detiene i diritti, caricati illecitamente dagli utenti di Dailymotion. L’anno successivo l’emittente francese lamentava ritardi nelle rimozioni dei contenuti oggetto delle segnalazioni circostanziate fatte pervenire alla piattaforma, rimasti accessibili agli utenti anche per 50 giorni dopo la notifica. Nel 2012 il Tribunal de Grande Instance di Parigi aveva condannato la piattaforma a versare 270mila euro per la mancata tempestività nelle rimozioni in seguito alla puntuale segnalazione del detentore dei diritti, e le aveva imposto di introdurre un sistema di filtri che agisse sul sistema di suggerimenti del motore di ricerca interno, evitando di far comparire la parole chiave “TF1”.

La corte d’appello che ha riesaminato il caso ha confermato che i ritardi nelle rimozioni si configurano come atti di “concorrenza sleale e parassitaria” capaci di avere “un impatto negativo sul audience televisiva e di conseguenza sulle entrate pubblicitarie” dell’emittente che detiene i diritti. Per questo motivo, per i ritardi nel rimuovere gli oltre 500 video, sulla base delle visualizzazioni da parte degli utenti della piattaforma e dei costi sostenuti dal broadcaster per la produzione e l’acquisizione dei contenuti, è stato fissato un risarcimento pari in media a 2mila euro per ogni contenuto rimosso con ritardo , per un totale di 1,38 milioni di euro . Decisamente meno rispetto ai 78 milioni chiesti dall’emittente, ma in ogni caso in grado di garantirle una certa soddisfazione .

Meno soddisfacenti, per l’emittente, sono le prescrizioni del tribunale nei confronti della piattaforma: se è stata confermata la disposizione riguardo ai suggerimenti di ricerca, è stata soppressa qualsiasi ambizione di TF1 in materia di filtraggio preventivo. TF1 aveva chiesto infatti che Dailymotion provvedesse alla rimozioni e prevenisse il caricamento di ogni contenuto marchiato con il proprio logo, in modo da impedire la circolazione di video attinti dal flusso della propria programmazione televisiva. Confermando però quanto ormai emerge con chiarezza nella giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, a partire dal caso SABAM vs. Scarlet e in occasione di altre controversie , il tribunale d’appello francese ha ribadito che la piattaforma si configura come un semplice intermediario , un fornitore di servizi che mette a disposizione la possibilità di caricare dei contenuti a favore degli utenti , che detengono l’ effettiva responsabilità delle violazioni. La responsabilità della piattaforma, come prescritto dal quadro normativo europeo e dai recepimenti degli stati membri, entra in gioco nel momento in cui esse sono informate delle violazioni perpetrate dai netizen attraverso i loro servizi: per questo motivo Dailymotion è stata punita per i ritardi nelle rimozioni, per questo motivo non le è stato imposto alcun obbligo di sorveglianza e di filtraggio preventivo.

Gaia Bottà

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