A fine ottobre, diversi siti hanno riportato la notizia sull’abbandono di Collabora Office da parte del governo danese e il ritorno a Microsoft Office. Collabora Productivity, azienda britannica che sviluppa la suite di produttività basata su LibreOffice, ha chiarito che si trattava solo in un test. Non era quindi prevista la sostituzione di Microsoft Office.
Test interrotto, ma prosegue la collaborazione
La software house spiega che il Ministero della digitalizzazione danese aveva avviato un’iniziativa nel 2025 per valutare alternative agli strumenti di produttività di Microsoft in nome della sovranità digitale. L’obiettivo non era la sostituzione completa con Collabora Office, ma offrire una maggiore libertà di scelta e ridurre la dipendenza da un singolo fornitore.
La prima fase del test è stata completata con successo. Collabora Office è stata integrata nella piattaforma F2 di cBrain usata da tutti i ministeri, garantendo la compatibilità con i formati dei documenti creati con Microsoft Office. Durante la seconda fase, i dipendenti dei ministeri hanno evidenziato alcuni problemi. Gli ingegneri di Collabora hanno risolto quelli segnalati gratuitamente, quindi senza spese a carico dei cittadini.
Prima del termine del lavoro, il nuovo governo in carica da giugno 2026 ha accorpato il Ministero della digitalizzazione a quello della ricerca e dell’educazione. Il test è stato quindi sospeso prima della valutazione finale. In pratica, l’uso di Collabora Office è stato interrotto prima della decisione sull’adeguatezza.
L’azienda britannica sottolinea quindi che non c’è stata nessuna bocciatura di Collabora Office. Anzi, il successo dell’integrazione tecnica nella piattaforma F2 di cBrain dimostra che potrebbe essere una valida alternativa a Microsoft Office. Collabora proseguirà la collaborazione con altre autorità pubbliche per supportare l’ambizione della sovranità digitale della Danimarca.