Danno esistenziale per un'ADSL

di V. Frediani (Consulentelegaleinformatico.it) - L'indebito distacco di una linea ADSL ha spinto un utente a far causa. L'ha spuntata, ottenendo in tribunale anche il riconoscimento dello stress subito

Roma – Anche la cattiva installazione di un modem può trovarsi alla base di una sentenza di condanna al risarcimento di danni di tipo esistenziale. Con una recente pronuncia, il Giudice di Pace di Catanzaro ha stabilito la responsabilità di Telecom Italia spa per aver cagionato ad un utente uno stress che si è ripercosso anche nella sua vita di relazione ; causa dello stress: non aver somministrato adeguatamente dei servizi.

Vediamo nello specifico cosa è successo.
Nel dicembre 2002 un utente attivava un servizio ADSL “Alice Time” con cessazione di una pregressa linea ISDN. Qualche mese più tardi il servizio veniva disattivato senza alcuna fondata giustificazione. Nonostante le numerose richieste di intervento da parte dell’utente, la mancata somministrazione del servizio si protraeva, perdendosi le segnalazioni nei meandri dei call center. L’impavido utente, snervato, procedeva contro Telecom lamentando sia danni economici che il suddetto danno esistenziale.

Su quest’ultimo, il Giudice chiamato a decidere stabiliva la violazione di alcune norme da parte di Telecom. Anzitutto rilevava come prima violazione quella relativa ai diritti del consumatore che sottoscrive un servizio a distanza: la normativa vigente all’epoca della lamentata violazione era il decreto legislativo n. 185/1999, ereditato da una direttiva europea, e recante le disposizioni in materia di protezione dei consumatori nei contratti a distanza. Normativa nei contenuti comunque valida anche oggi, essendo stata traghettata nel vigente Codice del Consumatore. Secondo il Giudice, Telecom ha violato dei principi posti a tutela del consumatore finale (soggetto che fa un uso del servizio per scopi personali e non professionali): è vietato difatti fornire beni o servizi al consumatore in mancanza di una sua previa ordinazione nel caso in cui la fornitura comporti una richiesta di pagamento; parimenti il consumatore non è tenuto ad alcuna prestazione corrispettiva in caso di fornitura non richiesta ed in ogni caso, la mancata risposta non significa consenso . Nei fatti accaduti tra l’utente e Telecom, quest’ultima non provvedeva a raccogliere la disdetta presentata dall’utente a suo tempo, incorrendo nella violazione dell’art. 12, avendo Telecom assunta una condotta di ostacolo all’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore.

Secondariamente, il gestore telefonico poneva in essere violazioni di circolari diffuse dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, proprio dirette alla tutela della posizione minoritaria del consumatore, ed impositive dell’ obbligo di trasparenza nella comunicazione delle condizioni contrattuali.

L’utente durante la fase processuale istruttoria aveva provato lo stress provocatogli durante il periodo di mancata somministrazione, pur non potendo fornire elementi oggettivi sulla quantificazione del danno subito. Il Giudice riconoscendo il danno esistenziale, pur non quantificabile nell’esatto ammontare, ha applicato il principio di cui all’art. 1226 del codice civile, secondo cui qualora il danno non possa essere provato nel suo preciso ammontare, è liquidato dal giudice con valutazione equitativa.

Telecom si è trovata così a dover risarcire 500 euro all’utente ed a sostenere i costi del giudizio.
Che la sentenza apra le porte ad una azione allargata da parte dei consumatori?

Avv. Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it
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  • fsdfs scrive:
    fsdfdsf
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  • lopez scrive:
    angelo
    sono disposto a pagare 10 euro in piu al mese come contributo per le case discografiche ma non ci devono rompere i c... viva il p2p grazie a tutti per questa vittoria stavo per disdettare l adsl
  • SaintJust scrive:
    indies
    cari amici della FIMI, mi ritengo una grande appassionata di musica e ho sempre frequentato grandi appassionati di musica, quindi mi sento titolata a parlare dell'argomento indies quanto se non pù di voi, che la passione per la musica ce l'avete solo in funzione della moneta che vi porta.La mia esperienza personale è questa:1) l'etichetta indipendente è un'etichetta quasi sempre di nicchia, quindi rivolta al pubblico di appassionati, e gli appassionati hanno sempre voluto, vogliono e sempre vorranno il supporto originale.2) possiedo circa 700 tra cd e lp rigorosamente ORIGINALI, perchè se un disco mi piace lo voglio originale, con copertina e tutto. Così anche tutte le persone APPASSIONATE di Musica che conosco. La passione è anche feticismo. L'appassionato di filatelia non vuole la fotocopia del francobollo, vuole il francobollo VERO.3) l'mp3 per l'appassionato di musica è nè più nè meno di quel che era la cassetta registrata dall'amico di 15 anni fa. Se il disco piace alla fine lo si compra, se non piace rimane in fondo a un cassetto e al prossimo trasloco lo si butta via. Non sostituisce l'acquisto, però permette di evitare di acquistare patacche, questo sì. Il che mi sembra più che legittimo.4) l'mp3 per l'appassionato di musica è nè più nè meno di quel che era la cassetta registrata dall'amico di 15 anni fa. Se un disco è introvabile l'mp3 ti permette di fruire di un'opera di cui non potresti altrimenti fruire. Il che mi sembra più che legittimo.5) le etichette indipendenti hanno politiche economiche ben più condivisibili e rispettabili delle stupidissime major, che col bacino d'utenza che hanno potrebbero permettersi di fare prezzi moooooolto più bassi rispetto alle indies. Invece curiosamente avviene il contrario. Una indie il più delle volte non la paghi più di 14-15 euro. E ci sono anche etichette che vendono a 10, sebbene le vendite attese non vadano oltre le migliaia di copie (non milioni!!!) e la qualità del prodotto sia quella del disco che TI RESTA PER UNA VITA, non certo quella del prodotto usa-e-getta (come le cagate che le major si permettono di spacciare per musica).6) non dimentichiamo che UN SACCO DI INDIES VENDONO CD NON COPERTI DA DIRITTO D'AUTORE. Avete capito bene: senza copyright. Perchè nessuno lo dice? Chi produce musica per PASSIONE fa anche questo, perchè il piacere di far diffondere l'artista che ami supera il piacere della moneta.7) per quel che riguarda gli "artisti" commerciali... beh, che vadano a zappare, la cosa non mi riguarda. E i loro produttori vadano a vendere prosciutti, che per loro vendere musica o vendere prosciutti è lo stesso.8) come già detto da qualcuno sul forum, trovo estremamente meschino e poco pertinente tirare fuori l'argomento indies. Sono un pianeta a parte rispetto al vostro, quelli trattano Musica, voi trattate musica (la minuscola è voluta) come se fosse prosciutto.Io compro e sempre comprerò dischi, ma veder soccombere certi imbecillotti vacui cinici e senza contenuti non può che farmi piacere.
  • giuseppe citro scrive:
    napoli
    mulannapoli
  • Anonimo scrive:
    Kokott dei miei sogni ...
    Ricordate quando la legge Urbani venne approvata per questioni meramente politiche ?Ricordate come lo stesso Urbani disse che quella legge era da modificare e ridimensionare ?Ricordate come quel Verde di cui non ricordo il nome la appoggio' e ne favori' l'approvazione dicendo che aveva ottenuto assicurazioni che la legge sarebbe stata riveduta e ridimensionata, una volta approvata ?MA CI CREDETE ANCORA NEI POLITICI ITALIANI E NELLE LORO PROMESSE ??????? QUELLI SI RIFUGIANO NEL LORO CASTELLO DI CRISTALLO E LO PROTEGGONO A TUTTI I COSTI! NON VEDRETE MAI UN POLITICO CHE RINUNCIA AL PROPRIO VITALIZIO !!! PENSANO A SE STESSI MOLTO PIU' CHE AGLI ITALIANI !!!!!!!!Kokott, sei la donna dei miei sogni !!!! Vedete ? Lei si che hai le palle !!!! E non a caso NON e' un politico italiano !!!!!!!!!!!
  • cicciobasta rdo scrive:
    problema di fondo: civile vs penale
    "sostenendo che sia possibile condividere tali dati con soggetti terzi solo in caso di indagini per crimini gravi o di pubblica sicurezza, e non certo per illeciti civili."il problema è questo da noi è illecito penale(thx urbani!)in spagna a quanto pare no.
  • Ryo scrive:
    Ed è anche una bella donna!
    come da topic.
  • Anonimo scrive:
    Good, E la ipred2?
    Ma la ipred2 che nel testo aveva il fantomatico per scopo di lucro che andrebbe a sovrastare essendo un provvedimento europeo la legge urbani, che fine a fatto?
  • komar scrive:
    Ti amo!
    Juliane Kokott ti amo! Sei la donna della mia vita!(win)(win)(win)(win)(win)(win)(win)
  • daniel scrive:
    P2P libero!! basta musica spazzatura
    Le major hanno certo le loro colpe, ma anche le indie devono solo tapparsi la bocca perchè il 90% sono furfanti che illudono i musicisti spremendogli soldi per i soliti "progetti" da 1000 copie al costo di svariate migliaia di euro...con la scusa che ..devono campare.Ve lo dice un musicista che ne ha incrociati a bizzeffe di sta gente.Le major devono morire perchè hanno distrutto la musica in italia, oramai producono solo i "vecchi" che vanno avanti a suon di cagate e i nuovi che copiano a ds e sx producendo cd di musica che nn vale più un cazzo, nn fanno più concerti live perchè nessuno va a vederli e mettono i cd sempre più cari..ma che cazzo vogliono??Io faccio musica per 2 case dicografiche ESTERE e sono ben contento di aver lasciato l'italia ad affondare nella sua merda dopo decine di porte chiuse in faccia da gente che nn sapeva manco cos'è un re#...Ma crepa, SIAE.
    • bi bi scrive:
      Re: P2P libero!! basta musica spazzatura
      Grande!!!
    • crugio scrive:
      Re: P2P libero!! basta musica spazzatura
      pienamente d'acordo! il mercato musicale, soprattutto in italia, ha perso oramai la sua connotazione musicale e rimane il più becero dei mercati, dove si mercanteggia a senso unico su sogni e passioni di chi la musica ancora la fa davvero, macinando il tutto e restituendo amarezze, delusioni e perfino problemi...la situazione della musica in italia è davvero vomitevole, grazie proprio alle major ed alle indies (salvo qualche piccolo pazzo che forse ci crede...) che fanno soldi sfruttando la creatività degli altri e rifilandoti poi la solita melma su cui galleggiamo tutte le cagate più grandi che abbiamo...
      • Fetecchia scrive:
        Re: P2P libero!! basta musica spazzatura
        - Scritto da: crugio
        pienamente d'acordo! il mercato musicale,
        soprattutto in italia, ha perso oramai la sua
        connotazione musicale e rimane il più becero dei
        mercati, dove si mercanteggia a senso unico su
        sogni e passioni di chi la musica ancora la fa
        davvero, macinando il tutto e restituendo
        amarezze, delusioni e perfino
        problemi...
        la situazione della musica in italia è davvero
        vomitevole, grazie proprio alle major ed alle
        indies (salvo qualche piccolo pazzo che forse ci
        crede...) che fanno soldi sfruttando la
        creatività degli altri e rifilandoti poi la
        solita melma su cui galleggiamo tutte le cagate
        più grandi che
        abbiamo...Basta andare a vedere come la SIAE ripartisce i diritti che riscuote e i bizantinismi che i membri del suo consiglio di amministrazione si sono inventati per riscuotere diritti maggiorati per i brani di cui loro godono i diritti rispetto a quanto sarebbe equo, cioè in rapporto ai diritti incassati, per concludere che è una mafia, anzi, forse peggio, visto che con un po' di coraggio si può affrontare la mafia e avere la legge dalla propria parte, mentre se affronti la SIAE la legge ce l'hai contro.
    • nobody scrive:
      Re: P2P libero!! basta musica spazzatura
      ma che dici??il festivalbar dove lo metti??per non parlar del festival di sanremodaiiii e lo zecchino d'oro??forza dove li metti tutti questi artisti?? (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
  • p2p sicuro scrive:
    mute e antsp2p
    con certa gente (ripeto, extracomunitaria, quindi neppure il mandato di cattura europeo li impaurisce) non si puo sempre fidarsi di chi dopo un po mette le leggimute e antsp2p invece risolvono il problema, la privacy va tutelata e quindi i mezzi tecnici per tutelarla li uso da me, senza aspettare che uno va a dire che non si possono dare in giro i nomi dopo che li hanno dati via.vi immaginate se una ditta dicesse in giro tutti i nomi dei proprietari di auto costose e poi il garante li zittisce, intanto i ladri sanno dove andarequindi mute e antsp2p sono fatti per prevenire questi spioni da avere il vostro indirizzo di casa, la legge sulla privacy come sanno quei 3mila e passa non li ha protetti da quegli extracomunitari la
  • Tony scrive:
    Proteggiamo la Privacy
    Il p2p di file protetti è illegale ma come dice la Kokot "La presunzione di colpevolezza non basta a obbligare gli ISP a spifferare tutto sui propri utenti" inoltre agginge che queste procedure dovrebbero essere messe in atto "Solo per Crimini gravi..di sicurezza nazionale"Oggi invece sembra che sia solo un pretesto per racimolare soldi!
  • nello scrive:
    Urbani?quello che è stato....
    Ma che diamine...Urbani è stato di recente inquisito per truffa!Ha fregato soldi alla rai e ha sistemato amanti varie in trasmissioni-munnezza...e se non era per il Pres Ciampi avrebbe messo in vendita anche il Colosseo, oltre alla villa di Tiberio a Capri per 100.000 euro....Quello come Ministro fece più danni di tutto il governo Berlusconi, tant'è vero che appena possibile lo fecero fuori...La legge sui media e internet fu criticata ancora prima di essere approvata...la verità è che si dovevano tutelare interessi superiori.Spero solo che finalmente si decidano a togliere l'odiata tassa sui cd vergine...Da quando è stata messa si è perso il conto delle aziende italiane produttrici di cd che sono fallite, con un buon numero di posti di lavoro che si sono persi.Ricordo che solo il 10 % del ricavato di un'opera, al massimo il 15%, va all'autore....per produrre un libro o un cd basta il 30-40% del prezzo al pubblico....totale max 50%...se un cd originale costa 10 euro (magari!) 5 euro coprono le spese e i diritti dell'autore ma gli altri 5 servono a "ingrassare" la siae e compagnia bella!E loro parlano di tutela delle piccole etichette....ma se fino a oggi le hanno cannibalizzate?Il sistema siae assorbe troppi soldi, nostri soldi...Perché non viene abolito? Stipendi d'oro a persone che si comportano davvero come delinquenti, pronte a saltare addosso a chi scarica da internet anche ciò che è legale!La smettessero di tutelare i loro interessi personali e iniziassero davvero a tutelare le arti , come stabilito nei loro regolamenti!Più musica in circolazione, più foto, più libri per tutti significa che c'è più possibilità di scelta, più libertà...Il prezzo deve essere davvero stabilito dal mercato senza che ci siano tasse ulteriori per stipendiare pseudo paladini che , alla fine , non sanno nemmeno accendere i loro computer, regalatigli , molto probabilmente, da società come la peppermint o similari gusto per farli tacere su abusi, se non reti informatici, che loro compiono anche sugli artisti, oltre che sugli utenti del p2p...p2p non è solo pirateria, ma anche software open source, gratuito e più sicuro...scusate mi rendo conto solo ora che alla siae difficilmente un concetto come gratuito sarà chiaro!
    • Andrea Gardini scrive:
      Re: Urbani?quello che è stato....
      p2p non è solo pirateria, ma anche software open source, gratuito e più sicuro...scusate mi rendo conto solo ora che alla siae difficilmente un concetto come gratuito sarà chiaro!Si e Prodi ha salvato l'Italia...insieme alle solite marmotte che impacchettano la cioccolata
  • aniceweb scrive:
    perchè sono nate le etichette ....
    ... di nicchia?Non sono forse nate per poter distribuire la musica che alle grandi compagnie non interessava? Ora questi gradassi si ricordano di difendere questi artisti? Che schifo!
    • Punto e Virgola scrive:
      Re: perchè sono nate le etichette ....
      La FIMI ha tirato fuori argomenti di una tristezza e pochezza disarmante.(le indies? ma cambiare spacciatore no eh?)Molte indies non sarebbero manco conosciute se non esistesse internet (nel bene e nel male).Beh d'altronde non è che ci si può aspettare molto da gente che ancora accampa diritti e glielo lasciano fare impunemente:Diritto d'autore ovunque: nel supporto, nel testo, nelle note plagiate o ritrite (Sol-Do).E fa piacere vederli contorcere su se stessi. Hanno ucciso il mercato con prezzi esagerati e adesso piangono....vi sta bene imbroglioni.Continuate così che andate di bene in meglio.E anche noi !Movimento per l'eliminazione della musica inutile dal pianeta.
  • d-_-b scrive:
    Sentenze europee vs italiane
    Perché i giudici europei sono pronti a pronunciarsi anche a difesa dei cittadini, vedi questo caso, l'abolizione dei costi di ricarica o altri casi di antitrust, mentre nelle corti italiane la spuntano sempre i poteri forti?
    • ZERO TOLERANCE scrive:
      Re: Sentenze europee vs italiane
      - Scritto da: d-_-b
      Perché i giudici europei sono pronti a
      pronunciarsi anche a difesa dei cittadini, vedi
      questo caso, l'abolizione dei costi di ricarica o
      altri casi di antitrust, mentre nelle corti
      italiane la spuntano sempre i poteri
      forti?Benvenuto in Italia.
    • MESCAL. scrive:
      Re: Sentenze europee vs italiane
      - Scritto da: d-_-b
      Perché i giudici europei sono pronti a
      pronunciarsi anche a difesa dei cittadini, vedi
      questo caso, l'abolizione dei costi di ricarica o
      altri casi di antitrust, mentre nelle corti
      italiane la spuntano sempre i poteri
      forti?Perche' vivi in una repubblica delle banane dove comanda chi paga di piu'...
      • peppuzzo scrive:
        Re: Sentenze europee vs italiane
        onestamente parlando non mi sembra che in italia scaricare senza fini di lucro ma solo per scopi personali sia stato sanzionato in maniera grave o con multe in denaro.Alla fine oramai la prassi comune in europa è di investigare su chi fa attività di rivendita o comunque ne ha un profitto su quello che scarica , non il nerd comune che scarica tutto solo perchè fa figo.
        • nononloso scrive:
          Re: Sentenze europee vs italiane
          - Scritto da: peppuzzo
          onestamente parlando non mi sembra che in italia
          scaricare senza fini di lucro ma solo per scopi
          personali sia stato sanzionato in maniera grave o
          con multe in denaro.

          Alla fine oramai la prassi comune in europa è di
          investigare su chi fa attività di rivendita o
          comunque ne ha un profitto su quello che scarica
          , non il nerd comune che scarica tutto solo
          perchè fa figo.Fammi capire: quindi secondo te è accettabile che ci siano delle che configurano illeciti come reati penali perché tanto poi non li perseguono?Se di illecito si tratta, allora la legge deve essere modificata altrimenti finisce come finisce sempre in sto paese: qualche povero cristo paga per tutti e tra quelche decennio tutto depenalizzato perché la magistratura non riesce a stare dietro a niente.
          • . . scrive:
            Re: Sentenze europee vs italiane

            Se di illecito si tratta, allora la legge deve
            essere modificata altrimenti finisce come finisce
            sempre in sto paese: qualche povero cristo paga
            per tutti e tra quelche decennio tutto
            depenalizzato perché la magistratura non riesce a
            stare dietro a niente.Straquoto!(comunque anche interpretare bene la legge per capire cosa è davvero illecito e cosa non lo è affatto, sarebbe già un buon punto di partenza)
        • gohan scrive:
          Re: Sentenze europee vs italiane
          il problema è che la legge Urbani ha cambiato il "senza fini di lucro" a "per trarne profitto" ed è diventato reato penale. Quindi in termini di legge se scarichi un MP3 puoi finire in galera. Poi è vero che sul lato pratico non è mai stata applicata sul "nerd" a cui ti riferivi.
          • Marco Pigozzi scrive:
            Re: Sentenze europee vs italiane
            Quindi in termini di
            legge se scarichi un MP3 puoi finire in galera.Non e' vero, penale non e' uguale a galera. Equivale a fedina penale compromessa e multa, sei indagato, perquisizione, e altri problemi.Ma non finira' nessuno nemmeno un giorno per un reato del genere.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Sentenze europee vs italiane
            la legge però prevede 4 anni di carcere....
        • ba1782 scrive:
          Re: Sentenze europee vs italiane
          Beh insomma... è vero che le multe nn sono salatissime(cioè: magari io nell'hardi disk ho mp3 x un "valore commerciale" di 3000, ma mi fanno 200 di multa... o cmq il rapporto è simile), ma ci sono molte rogne come ad esempio la perdita(praticamente) del pc :)
    • daniel scrive:
      Re: Sentenze europee vs italiane
      Perchè i giudici italiani sono quasi tutti in malafede schierati politicamente, e quelli che nn lo sono nn vogliono problemi per poter far carriera.E' semplice, amico mio.
    • Jiraya scrive:
      Re: Sentenze europee vs italiane
      Matto! ... poi gli italiani ci farebbero l'abitudine ad essere tutelati.... e questo NON PUO' ACCADERE!... tristezza... desolazione...
  • floriano scrive:
    ahahahahahahahahah
    la pirateria aiuta invece le indie.se vendono pochi cd non è che gli cambi granchè qualche cd in meno, anzi probabilmente è grazie al p2p se riescono a farsi conoscere e incrementare la "popolarità" e i profitti.
    • Gesù scrive:
      Re: ahahahahahahahahah
      infatti io mi sono fatto conoscere grazie al P2P!
    • webwizard scrive:
      Re: ahahahahahahahahah
      Tanti anni fa, uscì un gioco chiamato "Tomb raider". Un amico mi passò una copia pirata del gioco, che mi piacque. Da allora ho sempre comprato gli episodi seguenti. Risultato: senza quella prima copia pirata, oggi Eidos avrebbe un cliente in meno. Infatti, statistiche alla mano, da quando esiste MP3 le vendite dei CD, in alcuni casi, sono pure aumentate. Quando si dice non capire una fava. 8)
  • Teo Teo scrive:
    mah..
    "Le realtà "indie", etichette indipendenti che si rivolgono ad un pubblico di nicchia e che vedono la propria sopravvivenza minacciata dallo scambio illecito"Invece secondo me grazie alla Rete hanno possibilità di decollare
    • enricox scrive:
      Re: mah..
      - Scritto da: Teo Teo
      "Le realtà "indie", etichette indipendenti che si
      rivolgono ad un pubblico di nicchia e che vedono
      la propria sopravvivenza minacciata dallo scambio
      illecito"

      Invece secondo me grazie alla Rete hanno
      possibilità di
      decollareconcordo pienamente, anzi aggiungo che il pericolo più grande x le "indie" non il P2P, ma le grandi etichette stesse che soffocano sapientemente le etichette piccole e gli rubano tutti gli artisti "buoni" accecandoli con i bigliettoni...
  • Ste scrive:
    indies
    Credo che i danni maggiori non li subiscono le indies. Proprio perchè le indies si rivolgono a segmenti e nicchie di appassionati, con prodotti spesso particolari. E chi è interessato a certi prodotti compra. Scarica, certo, ma compra di sicuro.I danni maggiori li subiscono i grandi produttori di monnezza, di quei pezzi cioè che sono giusto da scaricare, perchè dopo un mese nessuno si ricorderà più di loro.
    • 123 scrive:
      Re: indies
      - Scritto da: Ste
      Credo che i danni maggiori non li subiscono le
      indies. Proprio perchè le indies si rivolgono a
      segmenti e nicchie di appassionati, con prodotti
      spesso particolari. E chi è interessato a certi
      prodotti compra. Scarica, certo, ma compra di
      sicuro.

      I danni maggiori li subiscono i grandi produttori
      di monnezza, di quei pezzi cioè che sono giusto
      da scaricare, perchè dopo un mese nessuno si
      ricorderà più di
      loro.i così detti "tormentoni" ed infatti se vai a vedere la monnezza prodotta dai tedeschi son schifezze rese note da pubblcitià o monnezza varia...
      • Marco Pigozzi scrive:
        Re: indies
        Se fosse cosi' sul P2P non ci sarebbero discografie complete di autori...diciamo che e' fin troppo facile con un solo click scaricarsi tutto di un artista, mediocre o Dio del rock di sempre.Per le hit del momento una volta si registravano dal passaggio radio e poi si ascoltavano all'infinito non credo si siano mai comprati i singoli delle hit e dei tormentoni, magari servivano da pubblicita' per far comprare l'album che magari invece era noiosissimo e lagnosissimo a differenza dell'accattivante tormentone del singolo. Ma adesso il resto dell'album si scarica insieme al singolo e tanti saluti.
        • nome e cognome scrive:
          Re: indies
          - Scritto da: Marco Pigozzi
          non credo si siano mai comprati i
          singoli delle hit e dei tormentonila tua percezione del mercato musicale è distorta dalla tua particolare esperienza, le vendite dei 45 giri di antidiluviana memoria hanno (quasi) sempre superato quelle dei 33 giri da cui il brano veniva estratto; e in certi casi il 33 giri non veniva neppure prodotto perché l'unica cosa da commercializzare era il tormentone del momentoe il mercato (r)esisteva nonostante le registrazioni via radio
          • Gesù scrive:
            Re: indies
            credo comunque che lui in realtà si riferisse alla situazione moderna, con 99 tormentoni al mese contro i 2-3 dell'epoca a cui ti riferisci tu
          • Gino Vannelli scrive:
            Re: indies
            Io resto del parere che il problema si chiama SATURAZIONE. Penso che ci troviamo di fronte ad una crisi indipendente dal p2p (o dipendente in minima parte da questo). E' che non si vuole più spendere. Siamo martellati e nauseati da troppa offerta. C'è troppa, veramente troppa gente che suona e poche idee nuove che possano destare interesse in chi ascolta. Chi riesce a vendere oggi è perchè incontra il gusto di ascoltatori giovanissimi che ignorano quanto è stato fatto solo 10 anni prima. Per me siamo di fronte ad una crisi irreversibile e pretendere di far tornare le cose agli anni 60-70 oppure negli anni 80 quando bastava strimpellare qualcosa e fare un pò di battage pubblicitario per vendere, non è più possibile.
    • pi2pi scrive:
      Re: indies
      come non quotare...- Scritto da: Ste
      Credo che i danni maggiori non li subiscono le
      indies. Proprio perchè le indies si rivolgono a
      segmenti e nicchie di appassionati, con prodotti
      spesso particolari. E chi è interessato a certi
      prodotti compra. Scarica, certo, ma compra di
      sicuro.

      I danni maggiori li subiscono i grandi produttori
      di monnezza, di quei pezzi cioè che sono giusto
      da scaricare, perchè dopo un mese nessuno si
      ricorderà più di
      loro.
  • DarkDantesh scrive:
    e finalmente!
    finalmente l'hanno capita che i provider non c'entrano niente col p2p e non hanno nessun obbligo di fornire dati a nessuno! e meno ancora se tali dati vengono forniti senza il consenso diretto dell'intestatario e per un semplice illecito civile.finalmente qualcuno che capisce e parla seriamente.i miei complimenti a questa avvocatessa.
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