Diverse aziende, tra cui SpaceX e Blue Origin, sono intenzionate a lanciare satelliti data center nello spazio per ovviare ai problemi presenti sulla Terra. Durante una conferenza stampa in India, Sam Altman (CEO di OpenAI) ha dichiarato che l’idea è ridicola e impraticabile per diversi motivi, alcuni dei quali evidenziato anche da vari scienziati.
L’idea di Elon Musk è ridicola
La costruzione di data center in orbita terrestre bassa è stata citata da Elon Musk quando ha annunciato l’acquisizione di xAI da parte di SpaceX. Nello spazio non ci sono i numerosi problemi terrestri, tra cui l’eccessivo consumo di energia elettrica e di acqua, oltre all’obbligo di rispettare un lungo elenco di normative (negli Stati Uniti si pensa al blocco dei permessi).
Durante un’intervista rilasciata a The Indian Express, Sam Altman ha dichiarato:
Onestamente penso che l’idea di installare data center nello spazio sia ridicola.
Il CEO di OpenAI ha sottolineato che i costi di lancio sono molto superiori a quelli dell’energia che si può ottenere sulla Terra. Inoltre è impossibile riparare o sostituire una GPU nello spazio. I data center orbitali non verranno quindi costruiti entro questo decennio.
Il lancio di un carico da 800 Kg con un razzo Falcon 9 di SpaceX costa oltre 5,6 milioni di dollari. Un rack con NVIDIA NVL72 GB200 può pesare fino a 1.500 Kg, senza considerare alimentazione, raffreddamento e connettività. È quindi evidente che i costi sono esorbitanti.
Elon Musk è invece convinto che il suo piano sia fattibile (ha già iniziato ad assumere ingegneri). Recentemente ha parlato anche di satelliti AI lanciati in orbita lunare con una catapulta spaziale.
Diversi scienziati hanno evidenziato una serie di problemi attualmente senza soluzione. Nessun chip moderno può resistere alle radiazioni solari. Inoltre, l’unico modo per dissipare il calore è quello per irraggiamento. Un satellite colpito dalla luce solare potrebbe diventare un thermos.
L’impossibilità di riparazioni in orbita comporterebbe la dismissione dei satelliti e quindi l’aumento della spazzatura spaziale con annessi rischi di collisioni a cascata (sindrome di Kessler).