DAZN: doppia utenza e prezzi più alti?

DAZN: doppia utenza e prezzi più alti?

In base alle ultime indiscrezioni, DAZN offrirà abbonamenti differenti in base al numero di dispositivi registrati, stream contemporanei e qualità.
In base alle ultime indiscrezioni, DAZN offrirà abbonamenti differenti in base al numero di dispositivi registrati, stream contemporanei e qualità.

DAZN aveva comunicato che non ci sarà nessun cambiamento nella stagione in corso. Le novità sulla cosiddetta “concurrency” sono state quindi posticipate all’anno prossimo. Secondo alcuni organi di stampa, a partire dalla stagione 2022-2023, la condivisione dell’abbonamento sarà possibile solo a prezzi più alti. Al momento però non ci sono conferme ufficiali.

DAZN: piani differenziati come Netflix

Il costo standard dell’abbonamento è 29,99 euro/mese, ma molti utenti pagano 19,99 euro/mese grazie all’offerta di inizio stagione. In base alle condizioni di utilizzo del servizio è vietata la condivisione della password, pertanto non è possibile l’accesso contemporaneo con due dispositivi all’esterno dell’abitazione (quindi con due indirizzi IP differenti). DAZN ha recentemente inviato un’email per ricordare il rispetto dei termini d’uso.

A fine dicembre, Veronica Diquattro (CEO di DAZN Italia) aveva confermato che verranno introdotti abbonamenti modulabili in base alle diverse esigenze, prevedendo anche forme di sottoscrizione familiare. In base alle ultime indiscrezioni, DAZN dovrebbe annunciare abbonamenti basati sul numero di dispositivi registrati, sugli stream visibili in contemporanea e sulla qualità delle immagini. In pratica un approccio simile a quello di Netflix.

Resta tuttavia l’incognita del prezzo. Gli utenti sperano che per la visione su un solo dispositivo siano sufficienti 19,99 euro/mese e che la condivisione dell’abbonamento sia consentita con un abbonamento da 29,99 euro/mese. Considerati anche i vari problemi segnalati, spesso dovuti alla scarsa qualità dell’infrastruttura di rete italiana, un aumento dell’abbonamento potrebbe causare una perdita di utenti e un ulteriore incremento della pirateria.

Fonte: Corriere.it
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Pubblicato il 3 mar 2022
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