Decoder unico, Adiconsum denuncia SKY

L'associazione prende di petto quello che molti utenti ed alcune aziende considerano uno scandalo e fa partire ricorsi all'Autorità TLC e all'Antitrust. Illegale - dice - il comportamento di SKY
L'associazione prende di petto quello che molti utenti ed alcune aziende considerano uno scandalo e fa partire ricorsi all'Autorità TLC e all'Antitrust. Illegale - dice - il comportamento di SKY


Roma – Le mosse di SKY Italia per la blindatura del mercato dei decoder e le conseguenti proteste dei consumatori , a cui hanno fatto seguito anche le denunce delle aziende di settore , sono oggetto di due ricorsi presentati contro l’operatore satellitare da Adiconsum .

In una lunga nota diffusa ieri, Adiconsum ricostruisce la storia del satellite italiano spiegando come si è arrivati ad una situazione ritenuta illegale dall’Associazione , una situazione già ben conosciuta ai lettori di Punto Informatico, in cui chi ha comprato un certo tipo di decoder presto dovrà rinunciare ad usarlo appieno, in cui molti costruttori rischiano semplicemente di uscire dal mercato.

Adiconsum ricorda come la legge 79/1999 sul decoder unico impone che “i decodificatori devono consentire la fruibilità delle diverse offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi radiotelevisivi digitali in chiaro mediante l’utilizzo di un unico apparato”. Nella nota si ricostruisce l’avvento delle codifiche SECA e NDS e la diffusione dei decoder relativi.

Tra i problemi attuali, Adiconsum spiega come “appare evidente che i decoder dedicati a SKY offrono buoni risultati se si vuole usufruire, esclusivamente dei loro servizi e dei loro programmi , sempre con delle limitazioni: perché un utente non è libero di dare una propria numerazione ai canali? Perché si deve per forza ed unicamente usare la numerazione decisa dall’emittente? Perché l’emittente non si limita ad offrire la propria impostazione come opzione? Non riusciamo a trovare una risposta”.

Inoltre le scelte di SKY secondo Adiconsum limitano le capacità dei ricevitori, “che potrebbero memorizzare 999 canali il GOLD BOX e 4000 l’NDS, come era possibile con TELE+ e STREAM”. “Ora sono ricevibili – accusa Adiconsum – complessivamente solo 150 canali “. Tutto questo a fronte di satelliti che “sparano” più di 1500 canali tv e radio. Per fruirne appieno un utente, spiega Adiconsum, deve dotarsi di un decoder Common Interface o di un decoder aggiuntivo a quello SKY.

E se i decoder non-SKY offrono anche capacità e funzionalità tecnologie più avanzate, come la registrazione digitale, l’integrazione con la motorizzazione della parabole a via dicendo, qualità che SKY con l’aggiornamento del software ha limitato, limitazioni, afferma Adiconsum, che colpiscono anche chi non è più abbonato SKY , che “si trova ad essere possessore di un decoder quasi inutile”.

In tanti hanno acquistato i decoder non dedicati esclusivamente alla ricezione dei programmi SKY, sostenendone i costi, perché garantiti dalla legislazione che prevedeva una compatibilità delle trasmissioni anche in futuro. Ma – spiega Adiconsum – “appare evidente che i ricevitori di SKY alla stato attuale non rispettano la legge del decoder unico ” poiché per ricevere tutti i programmi non è possibile utilizzare un unico apparato.

Il tutto secondo Adiconsum è reso più grave dall’abbandono del sistema SECA previsto da SKY, che abbraccia definitivamente l’NDS entro la fine di quest’anno . “Ci troviamo – commenta Adiconsum – di fronte all’ennesima imposizione da parte di SKY che provoca un’ulteriore limitazione alla libertà di scelta degli utenti”.

Il motivo secondo l’Associazione è che chi ha speso 500-800 euro per un “Common Interface” ora non potrà più utilizzare solo quello ma dovrà utilizzarne anche un secondo. E questo perché non viene commercializzato un modulo estraibile con la codifica NDS che consentirebbe da parte dei costruttori la realizzazione di decoder integranti le diverse tecnologie. “Naturalmente – commenta Adiconsum – non ci sarebbe alcun problema se SKY fornisse ai propri abbonati, possessori di questa tipologia di decoder, un modulo NDS, ma chi imporrà questa scelta?”

Adiconsum ricorda che SKY ha già chiesto al Parlamento di rivedere la legge sul decoder unico . “A SKY – spiega l’Associazione – è stato concesso il monopolio dei contenuti da trasmettere via satellite ma non è stato concesso di decidere anche come usufruirne, senza rispettare la Legge”.

“Occorre far presto – afferma l’Associazione – SKY sta inviando agli abbonati i nuovo decoder NDS e le nuove Smart Card. Tantissimi consumatori si rivolgono alla nostra associazione non volendo accettare l’imposizione di SKY, costretti a subire i soprusi dell’emittente senza avere strumenti idonei per difendersi. Le istituzioni preposte al controllo, devono dare risposte immediate a questi cittadini che nonostante la Legge si sentono non tutelati dato che nessuno si preoccupa di farla rispettare”.

“In conclusione – continua Adiconsum – si chiede un intervento urgente che blocchi la chiusura da parte di SKY della modalità SECA e che disponga il rispetto della Legge sul decoder unico, obbligando SKY ad utilizzare una sola codifica (NDS) solo dopo aver garantito l’utilizzo di tutti i decoder capaci di funzionare con tutti gli accessi condizionati, cioè il decoder Common Interface”, come previsto dalle delibere dell’Autorità TLC.

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22 07 2004
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