Dici VPN e pensi a NordVPN. È quasi automatico, per assonanza e per via della massiccia campagna di marketing che ormai da anni promuove il servizio ovunque, soprattutto online e coinvolgendo gli influencer. Dietro a quel nome si nasconde però un mondo fatto di professionisti, e ancor prima di persone, che non è facile scorgere se ci si ferma a osservare il brand, a fruire il servizio. Cos’è davvero NordVPN? Da dove arriva? E soprattutto, cosa sta diventando e a cosa punta? Abbiamo preso un aereo in direzione Vilnius per scoprirlo.
Due giorni a Vilnius, per conoscere NordVPN
È una capitale vivace, quella della Lituania, con il suo aeroporto a misura d’uomo che dista solo 10 minuti in auto dalla città, 20-25 minuti col picco del traffico nel tardo pomeriggio. Atterrati poco prima di mezzanotte, prendiamo un Bolt (come Uber, ma più economico) e poco dopo siamo nel centro. Qualche ora di sonno (una la perdiamo per il fuso, +1) e, dopo colazione, in meno di mezz’ora a piedi arriviamo al Cyber City. Da una parte della strada c’è la sede di Vinted, il primo unicorno del paese, dall’altra quella di Nord Security, il secondo a raggiungere lo status.

Siamo in mezzo a un complesso di edifici che si stagliano alti contro il cielo non troppo limpido del fine maggio lituano. Si contano quattro torri di vetro e cemento, tre già operative e una che sta per essere ultimata, tutte ricavate negli spazi di un’ex industria tessile di cui è rimasta una ciminiera come testimonianza. C’è molto vento, siamo intorno ai 15 gradi e di tanto in tanto minaccia pioggia. Ci aspettano dietro la porta girevole del building A: registrazione, badge e ci siamo.
Dove nasce la VPN (e non solo)
Sei piani più una terrazza da cui si vede tutto intorno. Sale riunioni e uffici ovunque disposti sui quattro lati, nello stile tipico di un quartier generale della Silicon Valley, solo a qualche migliaio di chilometri di distanza. Fuori una piazza colorata di rosa, per una bizzarra coincidenza siamo arrivati proprio nei giorni del Pink Soup Festival.

Dentro ci sono una palestra, un bar, cucine, spazi comuni da condividere, una sala prove con strumenti accessibili a tutti e una per i giochi. Non quelle con gli arcade anni ’90, purtroppo, ma a guardare bene in giro qualche PlayStation la si trova. È tutto funzionale a staccare la spina quando necessario, ad allentare la tensione prima di rimettersi al lavoro. Questione di mentalità, come ci ha spiegato Marijus Briedis (CTO) nella nostra chiacchierata.

Non chiamatela Virtual Private Network
È chiaro che NordVPN sia il brand più riconosciuto e riconoscibile nel portfolio di Nord Security, ma di certo non il solo. Ci sono NordPass per la gestione delle credenziali e NordLocker per lo storage, Saily per chi cerca una eSIM e Coveron contro i furti di identità, senza dimenticare servizi rivolti prettamente ai business come NordLayer e NordStellar.

Il fatto che spesso siano proposti in bundle con la Virtual Private Network porta a indicare come NordVPN anche ciò che volendo essere pignoli non lo è, ma è il frutto di una scelta precisa: il brand è troppo affermato per pensare di rinunciarvi passando da un rebranding. Oggi c’è molto di più della sola rete globale che permette di cifrare il traffico e ottenere un indirizzo IP estero, ma è ancora questo il marchio che identifica l’intera offerta. Le cose un giorno cambieranno? Dainius Ražinskas (Product and Engineering Manager) non l’ha escluso quando gliel’abbiamo chiesto nella nostra intervista, ma non a breve.
Cos’è il Next Gen Antivirus e perché è invisibile
In modo coerente con la scelta di rendere NordVPN una soluzione all-in-one per la sicurezza, fa il suo debutto ciò che Nord Security chiama Next Gen Antivirus. È un antivirus nel senso tradizionale? No. È un’applicazione standalone? Nemmeno. È una nuova funzionalità? Neanche, o almeno non proprio.
È come Nord Security ha deciso di battezzare la tecnologia integrata che non si limita più a scansionare i file alla ricerca dei malware (cosa che avviene già da tempo con Thread Protection), ma considera tutte le minacce del mondo online, cosa che solitamente non fanno gli antivirus tradizionali: campagne di phishing, spyware, leak, furti di identità e truffe di ogni tipo.
In un certo senso, potremmo dire che NordVPN sta facendo il percorso inverso rispetto ad altre realtà da sempre presenti nell’ambito della sicurezza: invece di aggiungere una Virtual Private Network all’antivirus, aggiunge una copertura antivirus estesa alla Virtual Private Network. E lo fa in modo discreto, quasi invisibile, senza lanciare un’app separata e senza rivoluzionare un’interfaccia con la quale molti hanno già familiarità.
Nord Security e l’acceleratore Tesonet
Concludiamo tornando esattamente al punto da cui siamo partiti, alla Cyber City di Vilnius. Arrivandoci, ancor prima di notare l’insegna di Nord Security dentro il building A, campeggia quella di Tesonet. Di che si tratta?

È l’acceleratore a cui fanno riferimento Nord Security e una miriade di altri progetti. Più di 4.000 prodotti e oltre 40 brand, tra i quali citiamo Surfshark (sì, un’altra VPN), Oxylabs, la piattaforma nexos.ai per l’intelligenza artificiale, Hostinger e il marketplace di Eneba. Uno di quelli appena nati e di cui sentiremo parlare? HeyPolo, con il suo approccio alla condivisione della posizione tra familiari. Per l’elenco completo rimandiamo al sito ufficiale.
Una piccola Silicon Valley europea
Tutto è calato nel contesto di un paese che sta vivendo un periodo di espansione e crescita, attirando capitali (ce lo ha confermato Invest Lithuania in un incontro dedicato), a tre decenni dalla riconquista dell’indipendenza e uno dall’adozione dell’euro, in cui la tassazione è al momento particolarmente favorevole sia per i privati sia per le imprese.
È impossibile non notare come sia tutto collegato: un’età media piuttosto bassa nella capitale, un forte connotato identitario e una presa di posizione netta su questioni geopolitiche come il conflitto russo-ucraino. E dove, se vi capita, dovete assolutamente provare il šakotis e il cepelinai, sempre che vi piacciano le patate.

Tutto ebbe inizio nel 1999 in una chat su IRC
Sulla carta, il prodotto ha meno di 15 anni, considerando la fondazione ufficiale del 2012. Chiedendo di raccontarci la sua storia per intero siamo però tornati a un’altra epoca di internet, quella in cui non c’era la fibra e si chattava su IRC. È lì che si sono incontrati i due fondatori nel 1999, Tomas Okmanas e Eimantas Sabaliauskas, arrivando quasi dieci anni più tardi alla creazione di Tesonet e poi al successo commerciale quando la Virtual Private Network ha iniziato a prendere piede.
Il servizio odierno è di fatto il risultato di un processo lungo quasi tre decenni, andato evolvendo di pari passo con il mondo online, passando da un semplice file di configurazione a un’app multifunzionale che oggi tiene conto delle sfide poste da AI e quantum computing. La rete globale con i suoi server, Next il Gen Antivirus, il Dark Web Monitor e il password manager sono tutti tasselli dello stesso puzzle chiamato NordVPN.