Di pirati, negozi musicali e remix sospetti

Un musicista statunitense che ha offerto gratuitamente le sue opere contro i colossi della distribuzione legale, accusati di aver ignorato la sua richiesta di rimozione di un plagio. Il profitto avrebbe sempre la meglio sugli artisti
Un musicista statunitense che ha offerto gratuitamente le sue opere contro i colossi della distribuzione legale, accusati di aver ignorato la sua richiesta di rimozione di un plagio. Il profitto avrebbe sempre la meglio sugli artisti

Anno 2008. Il chitarrista statunitense Benn Jordan si scaglia contro il colosso Apple, accusato di non aver versato un solo dollaro per la distribuzione su iTunes della sua musica. Alfiere del jazz moderno, Jordan decide di riversare i suoi brani sulle reti BitTorrent , offrendoli gratuitamente.

Anno 2012. Con lo pseudonimo di Flashbulb , il giovane chitarrista tenta invano di contattare i vertici dell’etichetta discografica Foul Play, dopo aver scoperto il plagio spudorato di uno dei suoi brani più celebri . Firmato dal misterioso Inventor , il remix si è limitato ad aggiungere sullo sfondo un effetto con dei cinguettii.

A Flashbulb basta una veloce ricerca su Internet per scoprire che il brano di Inventor è disponibile sulle principali piattaforme musicali, da Spotify a Rhapsody, fino agli store di Apple e Google . Come fare ad ottenere la rimozione della canzone in violazione del diritto d’autore? Jordan pensa subito agli strumenti offerti dal Digital Millennium Copyright Act (DMCA).

In fondo, il chitarrista statunitense ha già vissuto un’esperienza con gli strumenti anti-pirateria, quando Google gli ha inviato una notifica di rimozione per la presenza su YouTube della stessa canzone incriminata. Ovvero pensando che l’account di Flashbulb avesse violato i diritti detenuti da Inventor .

Indiavolato, Jordan decide di contattare tutte le piattaforme soniche per chiedere l’immediata rimozione del brano, accusando Inventor di violazione del copyright. Con un risultato avvilente: nessuna risposta da parte dei giganti della distribuzione legale . Mentre Inventor continua a fare profitti dal suo remix.

“Tengono solo ai loro profitti – accusa Jordan dal suo blog – Vogliono soltanto diventare il numero uno della distribuzione. Nessuno di questi negozi musicali ha un dipartimento, o anche un solo impiegato che si rapporti con gli artisti. Quando vendono la mia musica, fanno soldi, e anche tanti. Queste società sono disposte a lanciare mille avvocati contro chi scarica musica, ma non si degnano di rispondere ad una richiesta legale sull’effettivo furto delle opere”.

Mauro Vecchio

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23 10 2012
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