Di torrentisti e mercenari del copyright

Più di 6mila netizen finiti nel mirino dello U.S. Copyright Group, accusati di aver scaricato illegalmente il film di Stallone The Expendables. Prevista una multa di 2mila dollari per evitare di affrontare un processo

Roma – C’è chi ha ironicamente sottolineato la drammaticità del caso: rischiare migliaia di dollari di multa per aver assistito online alle mirabolanti gesta dei vecchi duri di Hollywood. Più di 6mila torrentisti sono infatti finiti nel mirino della società legale Dunlap, Grubb & Weaver (DGB), braccio armato dello U.S. Copyright Group .

6500 netizen accusati di aver scaricato illegalmente l’action-movie The Expendables (in italiano, I Mercenari), diretto da Sylvester Stallone con la partecipazione straordinaria di molte vecchie glorie del cinema adrenalinico. Gli avvocati di DGB cercheranno di ottenere migliaia di indirizzi IP, utili all’identificazione di tutti i colpevoli.

Un articolo pubblicato dalla testata online TorrentFreak ha fatto due conti: se l’80 per cento dei torrentisti pagasse i circa 2mila dollari di multa, i produttori di The Expendables arriverebbero a guadagnare circa 10 milioni di dollari . Il 10 per cento del totale incassato dal film al box-office in terra statunitense.

Le strategie dei legali di DGB potrebbero ora ricalcare quelle già intraprese per conto dei produttori indipendenti di Gray Man e Far Cry , oltre che per Voltage Pictures e il suo acclamato The Hurt Locker . Imporre cioè ai netizen una scelta: pagare subito circa 2mila dollari di multa o affrontare un difficile percorso legale .

Un vero e proprio sciacallaggio, almeno secondo gli aderenti a una class action avviata tempo fa contro il braccio armato del copyright a stelle e strisce. Un giudice di Washington aveva poi obbligato la società legale a sparpagliare i netizen accusati, impossibilitato a citarli in giudizio in massa presso un’unica corte del District of Columbia .

Mauro Vecchio

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  • Luca Tognoli scrive:
    Gears o della replica di dati e apps
    poco tempo fa Google aveva fatto Gears (se non sbaglio) proprio per duplicare in locale le info in cloud (funzionava per la posta mi pare e c'erano idee per gdocs). Poi gear è stato disabilitato ed è ora difficile avere i propri documenti in locale. Non penso sia una questione di data "retention" fatta ad arte, penso siano più i problemi tecnici di esecuzione in locale e di sincronizzazione ad avere bloccato tutto.Con la consapevolezza che i propri dati dovrebbero comunque essere anche replicati in locale (come i buoni backup di cui diceva qualcuno sopra) si può pensare ad un cloud computing a minor rischio di scollegamento della spina.
    • Teo_ scrive:
      Re: Gears o della replica di dati e apps
      - Scritto da: Luca Tognoli
      poco tempo fa Google aveva fatto Gears (se non
      sbaglio) proprio per duplicare in locale le info
      in cloudQuando il servizio è stato dismesso è stato in favore della funzione local storage di HTML5 (almeno così annunciavano). Non so a che punto siano.
      • pippO scrive:
        Re: Gears o della replica di dati e apps
        - Scritto da: Teo_
        - Scritto da: Luca Tognoli

        poco tempo fa Google aveva fatto Gears (se non

        sbaglio) proprio per duplicare in locale le info

        in cloud

        Quando il servizio è stato dismesso è stato in
        favore della funzione local storage di HTML5
        (almeno così annunciavano). Non so a che punto
        siano.Quella che se svuoti la cache del browser sparisce?
        • Teo_ scrive:
          Re: Gears o della replica di dati e apps
          - Scritto da: pippO
          - Scritto da: Teo_

          - Scritto da: Luca Tognoli


          poco tempo fa Google aveva fatto Gears (se non


          sbaglio) proprio per duplicare in locale le
          info


          in cloud



          Quando il servizio è stato dismesso è stato in

          favore della funzione local storage di HTML5

          (almeno così annunciavano). Non so a che punto

          siano.
          Quella che se svuoti la cache del browser
          sparisce?No, quella su cui lavori anche senza connessione (es. : http://demo.nithinbekal.com/html5todo/v1/)
  • leonestupidocane scrive:
    Evoluzione o taglio costi IT
    Che ci sia gente non dell'IT che di notte pensa e cerca in tutti i modi di ridurre i costi questo è un dato di fatto, che il metodo ultimo per ottenere questo risultato sia di ridurre all'osso il più possibile chi lavora nell' IT questo è un altro dato di fatto.Nel mio lungo elemosinare (perchè di questo ormai si tratta) di contratti di consulenza le ho viste praticamente tutte.Lavoravo in banca in poco meno di un mese decisione di fare outsourcing e addio lavoro per me altri come me.Lavoravo in ambito industriale, all'improvviso decisione di spostare tutto l'R&D in india e in poco meno di un anno via il lavoro a me e ad altri (anche dipendenti).Quello che mi manca è che dove lavoro attualmente spostino tutto su cloud e abbiamo fatto l'amplein.Ma i guru del risparmio capiscono fino in fondo cosa significa applicare scelte di questo tipo? non credo a loro interessa solo abbassare i costi.Ovviamente spostare lo sviluppo in india migliora i conti, ma a lungo andare il tempo di latenza, i costi acXXXXXri e nascosti, fanno cadere a picco i guadagni.Metterci giorni, settimane, mesi per risolvere un problema ad un cliente (l'india non e poi cosi vicina e muovere un loro programmatore e a dir poco impossibile) ha come risultato perdere installazioni e ritrovarsi con un prodotto si concorrenziale nel costo ma poco desiderato perchè non gestibile in emergenza dal cliente.Essere dipendente dalla società a cui ti sei affidato come outsourcing, ti mette a rischio di problemi inaspettati, come la piccola modifica quotata a peso d'oro, la perdita di competenze fino all'impossibilità di sostituire la società in questione quando le sue richieste diventano esose, o la richiesta di modifica e correzione finiscono in coda con il rischio di aspettare mesi per modificare una stampa.
    • Picchiatell o scrive:
      Re: Evoluzione o taglio costi IT
      - Scritto da: leonestupidocane
      Essere dipendente dalla società a cui ti sei
      affidato come outsourcing, ti mette a rischio di
      problemi inaspettati, come la piccola modifica
      quotata a peso d'oro, la perdita di competenze
      fino all'impossibilità di sostituire la società
      in questione quando le sue richieste diventano
      esose, o la richiesta di modifica e correzione
      finiscono in coda con il rischio di aspettare
      mesi per modificare una
      stampa.Pienamente d'accordo , ma finche' le scelte vengono operate da "manager" a contratto di max max due anni appena usciti dalle università ...Questo in ambito software ... senza contare che i contratti per la manutenzione dell'hardware non vengono piu' rinnovati...
  • Mimmus scrive:
    E il lavoro IT che fine fa?
    Forse sembrerò "luddista" ma, oltre agli (ovvi) problemi citati da Calamari, io ravviso serie difficoltà per i professionisti dell'IT: quante possibilità rimarranno al di fuori dei pochissimi fornitori di cloud?
    • spacevideo scrive:
      Re: E il lavoro IT che fine fa?
      la tendenza che vedo è che le aziende tendono a demandare in outsourcing il comparto IT, ormai diventato troppo oneroso, anche le apparecchiature sono sempre più spesso in noleggio, questo sia per un discorso fiscale, sia per affidabilità.Anche le verticalizzazioni hanno cambiato forma, solitamente consiglio sempre di personalizzare il meno possibile, ormai il mercato software offre tante possibilità, maglio adeguare per quanto possibile i processi, si ha un notevole risparmio, senza considerare che molto spesso i processi in essere presso le aziende se variati secondo alcuni software risultano più efficaci.
    • spacevideo scrive:
      Re: E il lavoro IT che fine fa?
      il lavoro IT comunque è oggi un punto centrale, buone scelte IT fanno risparmiare molto, alcuni investimenti si ripagano in poco tempo semplicemente con risparmio sul personale (il rovescio della medaglia naturalmente è l'occupazione)Ultima esperienza avuta con l'automazione del picking in un magazzino, è stata la sostituzione dei semplici lettori di barcode con terminali "intelligenti" il costo dell'operazione si ripagherà in 1 anno grazie all'ottimizzazione dei processi, un magazziniere riesce a prelevare il materiale 3 volte più rapidamente del vecchio sistema.
  • reXistenZ scrive:
    finalmente un bell'articolo
    Ero un po' prevenuto. Mi aspettavo una visione catastrofica, e invece ho letto un articolo misurato che descrive i nuovi orizzonti con i loro pregi e i loro difetti, cioè con i vantaggi (oltre a quelli presunti ce ne saranno alcuni reali, no?) e i pericoli che ne derivano. Insomma, iniziare senza sostenere che il cloud è il male assoluto è un buon punto di partenza. Tutto il resto si può discutere, e Calamari lo fa bene. Vorrei approfittare per segnalare a Calamari e agli altri che uso un servizio di cui non potrei (quasi) fare più a meno: Crashplan per la gestione dei miei backup in rete /criptati/. Non si tratta di cloud puro, ma di cloud+p2p. Ecco, se ci fosse qualche programmatore di buona volontà che fosse disponibile a farlo migrare nel p2p puro, sarei felice di contribuire economicamente anch'io, con una piccola quota. Nel frattempo, ringrazio il cloud che (insieme al p2p) mi pemette di fare molto meglio che rispetto alle mie sole risorse individuali.
    • anti cloud scrive:
      Re: finalmente un bell'articolo
      - Scritto da: reXistenZ
      Ero un po' prevenuto. Mi aspettavo una visione
      catastrofica, e invece ho letto un articolo
      misurato che descrive i nuovi orizzonti con i
      loro pregi e i loro difetti, cioè con i vantaggi
      (oltre a quelli presunti ce ne saranno alcuni
      reali, no?) decisamente NO
      e i pericoli che ne derivano.
      Insomma, iniziare senza sostenere che il cloud è
      il male assoluto è un buon punto di partenza.semmai è l'unica "critica" che si può fare all'articolo di calamari
      Vorrei approfittare per segnalare a Calamari e
      agli altri che uso un servizio di cui non potrei
      (quasi) fare più a meno: Crashplan per la
      gestione dei miei backup in rete /criptati/. criptati o no... che fai se di punto in bianco gli va a fuoco la serverfarm o se chiudono il servizio o se qualche polizia di turno va lì e si porta via i dischi?hai anche un backup locale?e allora a che ti serve quel "servizio"?
      Non
      si tratta di cloud puro, ma di cloud+p2p. Ecco,
      se ci fosse qualche programmatore di buona
      volontà che fosse disponibile a farlo migrare nel
      p2p puro, sarei felice di contribuire
      economicamente anch'io, con una piccola quota.queste cose già si possono fare tranquillamente oggi... basta volerlo fare (ma questo costa fatica e impegno personale) e fare "massa critica" (e mai la si farà se la gente preferisce pagare per farsi prendere per il c..o)...
      Nel frattempo, ringrazio il cloud che (insieme al
      p2p) mi pemette di fare molto meglio che rispetto
      alle mie sole risorse individuali.sicuro sicuro? permettimi ma ne dubito fortemente
      • cognome scrive:
        Re: finalmente un bell'articolo
        appoggio in pieno quello detto sopra.Non sono assolutamente d'accordo con il cloud.Oltre ha quello citato sopra, cioè che per un motivo o per un'altro tutti i dischi vengono sequestrati, il cloud è una fonte gratuita per gli scrocconi di grosso taglio, come google per esempio.In pratica: come ottenere del codice gratis da appassionati programmatori e sfruttarlo per applicativi commerciali.Non è la prima volta che succede.Hanno solo rettificato vecchi modelli di outsourcing, tutto li.Bon, chi ne è convinto, faccia pure, ma poi non venite qui o in altri forum a piagnucolare che qualcuno vi ha ciulato l'idea e i sorgenti per farne una bella app, perchè a quel punto è chiaro che siete stati solo degli idioti.Uomo avvisato...
        • pro cloud scrive:
          Re: finalmente un bell'articolo
          Mai lavorato ad un progetto serio eh ? Con persone situate a centinaia di km da te o anche di più.
        • pro cloud scrive:
          Re: finalmente un bell'articolo
          Ah una cosa.. più che Google, come possibilità di scrocco come sostieni tu (e ciò non avviene) ben maggiori, ci sarebbe GitHub e SourceForge tanto per citane un paio...Pensa GitHub è stato voluto da Towards per gestire progetti quali il kernel di Linux... fai un po tu.
      • pro cloud scrive:
        Re: finalmente un bell'articolo
        - Scritto da: anti cloud
        hai anche un backup locale?

        e allora a che ti serve quel "servizio"? I servizi di questo tipo sono molto utili per coprire le distanze fra le persone che partecipano ad un progetto, tanto per citare un esempio, facendo risparmiare alle aziende una barcata di soldi.Coud o no cloud le copie locali sono assolutamente necessarie e vanno fatte in qualunque caso. Ne più ne meno come farebbe qualunque persona con um minimo di cervello e magari anche più di una copia.Ecco a cosa servono i servizi cloud.
  • Grullo scrive:
    Ridondare anche le nuvole
    Oggi molti hanno 2 pc un desktop e un portatile o un portatile e un netbook o più ancora, e magari pure un nas dove parcheggiare i file, ma non molto tempo fa molti piangevano il giorno che si accorgevano che anche gli HD si rompono ... ogni tanto.Se l'ADSL si ferma attacchi un cellulare HSDPA e navighi di nuovo in 5 minuti.Se oggi dipendiamo dalla rete è solo perché fa comodo e se uno vuole erogare i servizi in rete e bene che ridondi le sue nuvole possibilmente in località geograficamente distinte.A già ma e circa 40 anni che le banche fanno backup in siti geograficamente distinti....
    • cognome scrive:
      Re: Ridondare anche le nuvole
      - Scritto da: Grullo
      Oggi molti hanno 2 pc un desktop e un portatile o
      un portatile e un netbook o più ancora, e magari
      pure un nas dove parcheggiare i file, ma non
      molto tempo fa molti piangevano il giorno che si
      accorgevano che anche gli HD si rompono ... ogni
      tanto.Come no, io per esempio ho un paio di server Blade in clustering, che a loro volta mirrorano tra loro tutto quello che scarico da internet con la mia adsl da Burundi a 8 mega (magari in Biafra ce l'hanno piu veloce), mentre mi guardo i filmini di youporn.Ma va a XXXXXX...
    • shevathas scrive:
      Re: Ridondare anche le nuvole

      Se oggi dipendiamo dalla rete è solo perché fa
      comodo e se uno vuole erogare i servizi in rete e
      bene che ridondi le sue nuvole possibilmente in
      località geograficamente
      distinte.irrilevante. il tuo fornitore di nuvole puù anche avere i dischi sparpagliati fra 30 paesi del globo e i tuoi dati duplicati per 100 volte. Il problema è che se ti chiude la porta in faccia son rogne cloud o non cloud.
      A già ma e circa 40 anni che le banche fanno
      backup in siti geograficamente
      distinti....certo, ma si tengono "in casa" i loro dati critici.
    • Cbuttius scrive:
      Re: Ridondare anche le nuvole
      - Scritto da: Grullo
      Oggi molti hanno 2 pc un desktop e un portatile o
      un portatile e un netbook o più ancora, e magari
      pure un nas dove parcheggiare i file, ma non
      molto tempo fa molti piangevano il giorno che si
      accorgevano che anche gli HD si rompono ... ogni
      tanto.Esistono anche i NAS a doppio HDD, ma l'utonto preferisce configurarli per un RAID0 o un JBOD invece di un piu' affidabile RAID1. Forse i dati che mettono su tali periferiche non sono poi cosi' importanti...
      Se l'ADSL si ferma attacchi un cellulare HSDPA e
      navighi di nuovo in 5
      minuti.
      Se oggi dipendiamo dalla rete è solo perché fa
      comodo e se uno vuole erogare i servizi in rete e
      bene che ridondi le sue nuvole possibilmente in
      località geograficamente
      distinte.
      A già ma e circa 40 anni che le banche fanno
      backup in siti geograficamente
      distinti....Solo che in tal caso i dati erano(sono) fisicamente in diverse filiali dello stesso gruppo bancario proprietario dei dati medesimi.
  • Picchiatell o scrive:
    Unico appunto all'articolo
    Un unico appunto al (solito) ottimo articolo di Calamari, di fatto anche oggi senza "cloud" gli utenti ed anche il personale impiegato nel "frontoffice" piu' disparato senza la "rete" non puo' operare...Banche , poste, viaggi , trasporti , commercio ect de facto sono sotto un controllo centralizzato senza eguali...
    • cognome scrive:
      Re: Unico appunto all'articolo
      Non hai capito niente dell'articolo :DVabbe, comunque Calamari non ne sbaglia mai una IMHO.
  • jack scrive:
    l'IT è in mano a non tecnici
    come da oggetto: in qualsiasi struttura (azienda, pubblica amministrazione, in casa propria...) l'IT è gestita da personale che non la capisceda questa incompetenza nascono scelte sbagliate
    • Picchiatell o scrive:
      Re: l'IT è in mano a non tecnici
      - Scritto da: jack
      come da oggetto: in qualsiasi struttura (azienda,
      pubblica amministrazione, in casa propria...)
      l'IT è gestita da personale che non la
      capisce

      da questa incompetenza nascono scelte sbagliatenel nostro paese e' difficile trovare una ditta pubblica o privata medio-grande che sia gestita da chi ha conoscenze "tecniche" o anche solo conoscenze. l'ulteriore pericolo e' che anche i sottoposto fino ai "capisettore" hanno ancora meno conoscenze ma costano "meno"....
      • Izio scrive:
        Re: l'IT è in mano a non tecnici
        - Scritto da: Picchiatell o

        nel nostro paese e' difficile trovare una ditta
        pubblica o privata medio-grande che sia gestita
        da chi ha conoscenze "tecniche" o anche solo
        conoscenze. l'ulteriore pericolo e' che anche i
        sottoposto fino ai "capisettore" hanno ancora
        meno conoscenze ma costano
        "meno"....Ahimé, non è come dici tu. A gestire il paese è da un bel pezzo chi HA conoscenze: per ottenere un posto di rilievo, devi sicuramente CONOSCERE un assessore, un dirigente o un ministro. Se sei una bonazza, possibilmente minorenne, la conoscenza va intesa in senso biblico ;-)
    • cognome scrive:
      Re: l'IT è in mano a non tecnici
      - Scritto da: jack
      come da oggetto: in qualsiasi struttura (azienda,
      pubblica amministrazione, in casa propria...)
      l'IT è gestita da personale che non la
      capisce

      da questa incompetenza nascono scelte sbagliateNascono dalle "esigenze" degli amministratori.Se questi ti dicono che devi mettere a posto la LAN e BASTA, tu devi fare quello.Non hai tu il portafogli e devi fare quello per cui ti pagano.Punto.
      • pippO scrive:
        Re: l'IT è in mano a non tecnici
        - Scritto da: cognome
        - Scritto da: jack

        come da oggetto: in qualsiasi struttura
        (azienda,

        pubblica amministrazione, in casa propria...)

        l'IT è gestita da personale che non la

        capisce



        da questa incompetenza nascono scelte sbagliate

        Nascono dalle "esigenze" degli amministratori.
        Se questi ti dicono che devi mettere a posto la
        LAN e BASTA, tu devi fare
        quello.
        Non hai tu il portafogli e devi fare quello per
        cui ti
        pagano.
        Punto.E poi stranamente non funziona niente :DMa padrone comanda, schiavo corre...
        • badula badula scrive:
          Re: l'IT è in mano a non tecnici
          Fossero tutti come "cognome", la sodomia sarebbe la pratica più diffusa sul pianeta! Dice sempre zì buana e poi dopo qualche anno lo trovi col mitra asserragliato in ufficio a fare strage!
    • cognome scrive:
      Re: l'IT è in mano a non tecnici
      Parli troppo, per questo nessuno ti ascolta.Se ti chiamano per fare un lavoro, ti devi limitare a fare quello.Tutto il resto è solo polemica, non sei tu il padrone dell'azienda, e se lui vuole continuare a usare windows 98, tu devi mettergleli a posto.Fine.Se poi ti vuoi sbizzarrire, ti posso dare il mio indirizzo, cosi mi vieni a upgradare tutto quanto GRATUITAMENTE.Cosi ti levi la soddisfazione eh?Dai dai, fammi sapere eh?(Ma dove vivi?)
      • riddler scrive:
        Re: l'IT è in mano a non tecnici
        - Scritto da: cognome
        Parli troppo, per questo nessuno ti ascolta.
        Se ti chiamano per fare un lavoro, ti devi
        limitare a fare
        quello.
        (Ma dove vivi?)Hai ragione, si fa quello che dice il capo, anche se il capo è un povero folle suicida che vuole far colare a picco l'azienda a causa della sua incompetenza e incapacità di fidarsi dei propri collaboratori nelle rispettive aree di specializzazione.Ma allora perché prendere qualcuno per stare dietro ai pc dico io, faccia fare a suo cuGGino.
      • spacevideo scrive:
        Re: l'IT è in mano a non tecnici
        non è sempre così, certo ci sono committenti che ti dicono quello che vogliono e non hai possibilità di intervento, o molto limitata, ma ormai sono in estinzione, la quasi totalità quando si rivolge al consulente è per trovare insieme la soluzione migliore intesa come costi/benefici ...
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