Digital Markets Act: Cook non vuole il sideloading

Digital Markets Act: Cook non vuole il sideloading

Durante un evento sulla privacy, Tim Cook ha evidenziato i pericoli del sideloading delle app, pratica che verrà consentita dal Digital Markets Act.
Durante un evento sulla privacy, Tim Cook ha evidenziato i pericoli del sideloading delle app, pratica che verrà consentita dal Digital Markets Act.

Apple aveva già espresso il suo dissenso verso il Digital Markets Act (e l’omologo Open App Markets Act degli Stati Uniti). Il CEO Tim Cook è tornato sull’argomento durante una conferenza sulla privacy, evidenziando ancora una volta i rischi derivanti dal sideloading delle app, ovvero il download da fonti esterne allo store ufficiale.

Tim Cook: sideloading pericoloso

Il sideloading è una pratica molto diffusa su Android, essendo facilitato dalla stessa Google attraverso una specifica opzione nelle impostazioni. Il Digital Markets Act (Legge sui mercati digitali) impone alle Big Tech diversi obblighi e divieti, tra cui l’interoperabilità tra le piattaforme di messaggistica, l’uso di sistemi di pagamento alternativi e appunto la possibilità di scaricare le app da altri store.

Senza nominare esplicitamente la legge che dovrebbe essere approvata entro fine anno, Tim Cook ha dichiarato che consentire il sideloading avrebbe conseguenze negative per sicurezza e privacy:

I politici stanno adottando misure, in nome della concorrenza, che costringerebbero Apple a consentire alle app di aggirare l’App Store attraverso un processo chiamato sideloading.

Il CEO ha evidenziato che il sideloading permetterà alle aziende “affamate di dati” di aggirare la sicurezza hardware per rintracciare le persone senza il loro consenso. Cook ha sottolineato che Apple crede nella concorrenza, ma solo se non incide sulla privacy degli utenti.

È sicuramente vero che le app provenienti da fonti esterne allo store ufficiale non possono essere controllate. Ma forse gli utenti dovrebbero avere la libertà di scegliere. Se la legge non verrà rispettata, Apple e altre aziende (i cosiddetti “gatekeeper”) rischiano multe fino al 20% delle entrate globali annuali.

Fonte: TechRadar
Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il 14 apr 2022
Link copiato negli appunti