Si chiama DFD, per esteso l’acronimo si legge DataFilm Disc. È la nuova tipologia di supporto ottico progettata da Folio Photonics che promette di poter archiviare fino a 10 TB di dati in una singola cartuccia, composta da più dischi. La capacità prevista per il singolo disco è invece nell’ordine di 1 TB. Mentre l’intera industria hi-tech sembra guardare ai data center del cloud come all’unica via percorribile per la gestione dello storage, l’azienda statunitense è convinta che l’approccio migliore sia un altro.
L’idea di Folio per il futuro dello storage su disco
L’innovazione è da ricercare in quello che è descritto come un metodo di coestrusione polimerica roll-to-roll ampiamente utilizzato e a basso costo, vale a dire la tecnica impiegata per la realizzazione del supporto stesso. Invece di aggiungere uno dopo l’altro gli strati su cui verranno salvate le informazioni (come avviene oggi con i Blu-ray), tutti i layer sono prodotti contemporaneamente, con l’obiettivo di semplificarne la produzione e di ridurne i costi.
Il documento condiviso da Folio Photonics fa riferimento a un disco fluorescente a 16 strati. A livello di costi, secondo le stime della società, dovrebbe risultare più conveniente rispetto alle attuali soluzioni di storage basate su nastro. 3 dollari/TB in un primo momento, poi meno di 1 dollaro/TB secondo la roadmap. Nel processo di sviluppo è stata tenuta in considerazione anche l’esigenza di rendere il supporto retrocompatibile, riducendo così la necessità di rimasterizzare e migrare periodicamente i dati, arrivando al ciclo vitale di oltre un secolo.
[…] possono durare fino a 100 anni e le unità ottiche hanno compatibilità di lettura retroattiva.
È bene precisare che non si tratta di una novità assoluta. Un white paper che analizza la fattibilità economica del progetto è datato 2019. Lo sviluppo della tecnologia era iniziato già negli anni precedenti. Poi, l’azienda ha iniziato a preparare le linee di produzione nel 2023, con l’obiettivo di portare il supporto sul mercato entro il 2026. A livello commerciale e consumer, potrebbe teoricamente sostituire i Blu-ray 4K. L’impressione è però che la destinazione d’uso principale sia un’altra, quella enterprise, per lo storage dei dati.
Una precisazione: l’immagine che apre l’articolo è generata dall’AI, sulla base delle informazioni incluse nel white paper.