Molti di voi pensano che chiederemo a tutti una scansione del viso o un documento d’identità per usare Discord. Non è così, ma il fatto che così tanti lo credano ci dice che abbiamo fallito nel compito più elementare: spiegare cosa stiamo facendo.
Queste le parole del CTO di Discord, Stanislav Vishnevskiy, in un post che sa tanto di resa. La piattaforma ha annunciato che il lancio globale della verifica dell’età, previsto per il mese prossimo, è rimandato alla seconda metà del 2026.
Discord fa marcia indietro sulla verifica dell’età: lancio posticipato
Discord aveva comunicato l’intenzione di impostare tutti gli account in modalità “esperienza adatta agli adolescenti” per impostazione predefinita, a meno che l’utente non verificasse di essere adulto. L’idea, in sé, non è irragionevole, proteggere i minori sui contenuti sensibili. Ma la comunicazione è stata un disastro. Gli utenti hanno capito, o creduto di capire, che tutti avrebbero dovuto caricare documenti o sottoporsi a scansioni facciali per continuare a usare la piattaforma. La reazione è stata violenta.
Discord sostiene che il sistema riguarderebbe solo il 10% circa degli account, quelli che interagiscono con contenuti soggetti a restrizioni d’età o che hanno modificato le impostazioni di sicurezza predefinite. La maggior parte degli utenti, dice l’azienda, ha già un’età determinata dai sistemi interni.
Come fa Discord a capire l’età?
Ed eccoci al punto più delicato. Discord ha spiegato meglio come funzionano i sistemi interni per stimare l’età degli utenti. Si basano su segnali a livello di account: da quanto tempo esiste l’account, se c’è un metodo di pagamento associato, in quali server si trova l’utente e quali sono i pattern generali di attività. Discord assicura che il sistema non legge i messaggi, non analizza le conversazioni e non guarda i contenuti pubblicati.
Sappiamo che “fidatevi di noi” non basta,
ha scritto Vishnevskiy, promettendo di pubblicare la metodologia completa prima del lancio globale. Un gesto di trasparenza che arriva quando non serve più, ma meglio tardi che mai.
Il data breach
A peggiorare il clima è stata anche la storia del data breach. L’anno scorso un fornitore terzo usato da Discord per la verifica, ha subito una violazione dei dati che ha esposto informazioni degli utenti e copie di documenti d’identità scansionati. Discord ha precisato che la sua architettura è progettata per separare i dati, l’azienda non associa gli account ai dati identificativi e i fornitori non possono associare quei dati agli account Discord. Il fornitore coinvolto nella violazione è stato comunque liquidato.
C’è poi il caso di Persona, il provider usato per un “test limitato” di verifica dell’età nel Regno Unito a gennaio. Discord ha stabilito un nuovo requisito: qualsiasi partner che offra una stima dell’età tramite il riconoscimento facciale deve eseguire l’elaborazione interamente sul dispositivo dell’utente. Persona non rispettava questo standard, perciò adesso è fuori.
Cosa cambia prima del rilancio
Prima di ritentare il lancio globale, Discord ha promesso diverse modifiche. Arriveranno più opzioni di verifica, compresa la possibilità di usare una carta di credito. Verrà pubblicata la documentazione di ogni fornitore di verifica utilizzato. Comparirà un’opzione per creare “canali spoiler” come alternativa ai canali con restrizione d’età, per chi vuole semplicemente separare certi argomenti senza passare dalla verifica. E uscirà il famoso post tecnico che spiega nel dettaglio come funziona la stima dell’età.
Nei Paesi dove la legge già richiede piattaforme di verifica, gli adulti che vogliono accedere a contenuti con restrizioni d’età dovranno comunque verificarsi attraverso un fornitore come k-ID.
Discord, insomma, ha capito che partire in quarta con un sistema di verifica dell’età senza spiegarlo per bene non è stata una genialata. Basteranno sei mesi a riconquistare la fiducia degli utenti?