DMA: Google deve garantire l'interoperabilità AI

DMA: Google deve garantire l'interoperabilità AI

Entro sei mesi, Google deve garantire ad altri chatbot AI un accesso equo ad Android e la condivisione dei dati del motore di ricerca a terze parti.
DMA: Google deve garantire l'interoperabilità AI
Entro sei mesi, Google deve garantire ad altri chatbot AI un accesso equo ad Android e la condivisione dei dati del motore di ricerca a terze parti.

La Commissione europea ha avviato due procedimenti per “aiutare” Google a rispettare gli obblighi di interoperabilità e condivisione dei dati previsti dal Digital Markets Act (DMA). L’azienda di Mountain View deve fornire a terze parti un accesso equo ad Android con i chatbot AI e i dati anonimizzati del motore di ricerca entro sei mesi. Non si tratta di indagini formali, ma l’inosservanza comporta ugualmente sanzioni.

Interoperabilità dei chatbot in Android

L’interoperabilità, ovvero la possibilità per gli utenti di usare app e servizi di terze parti sui sistemi operativi dei cosiddetti gatekeeper, è uno degli obblighi del DMA. Apple è sicuramente l’azienda che lascia meno scelta (recentemente ha annunciato miglioramenti con iOS 26.3, nonostante il ricorso presentato a giugno 2025).

Android ha meno restrizioni, ma Google potrebbe comunque ostacolare l’interoperabilità e avvantaggiare i suoi servizi. Il primo procedimento riguarda i chatbot AI. La Commissione europea spiegherà all’azienda di Mountain View come consentire ai fornitori terzi di servizi AI un accesso equo ad Android, come quello offerto a Gemini.

Condivisione dei dati del motore di ricerca

Il secondo procedimento riguarda Google Search. L’azienda di Mountain View deve consentire ai fornitori terzi di motori di ricerca l’accesso a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie ai dati anonimizzati relativi a posizionamento, ricerca, clic e visualizzazione.

L’obiettivo dei due procedimenti è quindi garantire una concorrenza leale nel mercato dei chatbot AI e dei motori di ricerca. La durata dei procedimenti è sei mesi. Entro aprile, la Commissione comunicherà a Google le sue conclusioni preliminari, indicando le misure che dovranno essere implementate per rispettare il DMA.

In caso di inosservanza, Google rischia sanzioni fino al 10% delle entrate globali annuali. Un portavoce ha dichiarato:

Android è progettato per essere aperto e stiamo già concedendo in licenza i dati di ricerca ai concorrenti nell’ambito del DMA. Tuttavia, temiamo che ulteriori regole, spesso dettate da lamentele dei concorrenti piuttosto che dall’interesse dei consumatori, possano compromettere la privacy, la sicurezza e l’innovazione degli utenti.

La Commissione ha già stabilito la violazione del DMA con Google Search e Play Store (potrebbe imporre sanzioni nelle prossime settimane). Una nuova indagine è stata avviata per la presunta manipolazione dell’algoritmo di posizionamento (ranking) del motore di ricerca.

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Pubblicato il
27 gen 2026
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