Il Tribunale dell’Unione europea ha confermato la designazione di Meta come gatekeeper per Messenger sulla base del Dogital Markets Act (DMA). È stata invece annullata la designazione che riguarda Facebook Marketplace. La Commissione europea aveva già escluso il servizio di intermediazione online a fine aprile 2025. L’azienda di Menlo Park potrebbe presentare appello alla Corte di Giustizia, come fatto da ByteDance per TikTok dopo la sconfitta in primo grado.
Messenger deve rispettare il DMA
La Commissione europea ha designato Meta come gatekeeper per sei servizi: Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger, Marketplace e Ads. L’azienda di Menlo Park aveva contestato la designazione per Messenger e Marketplace presentando ricorso al Tribunale a novembre 2023.
Dopo oltre due anni è arrivata la sentenza. I giudici hanno confermano la designazione per quanto riguarda Messenger. La Commissione europea ha correttamente determinato la soglia quantitativa minima prevista dal DMA. Meta aveva chiesto di considerare solo gli utenti di Messenger che non sono anche utenti di Facebook. L’azienda californiana potrebbe ora presentare appello alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.
Il Tribunale ha invece annullato la designazione per Marketplace, in quanto la Commissione non ha considerato le modifiche apportate al servizio a fine luglio 2023 (limitazione del numero di annunci che potevano essere pubblicati per utente che hanno comportato l’abbandono del criterio usato per identificare gli utenti commerciali).
Un portavoce di Meta ha espresso soddisfazione per la decisione, sottolineando che Marketplace non doveva essere considerato un Core Platform Service fin dall’inizio. La sentenza è tuttavia una “vittoria di Pirro”. La Commissione aveva già escluso il servizio a fine aprile 2025, in quanto il numero di utenti business era inferiore a 10.000 nel 2024 (il requisito sulla soglia minima non è più soddisfatto). Meta ha ricevuto una sanzione di circa 798 milioni di euro a metà novembre 2024 per la violazione delle regole sulla concorrenza.