DMARC, alleanza contro il phishing

Pronto alla validazione uno standard per la protezione delle caselle di posta da scammer e signori del phishing. Google, Microsoft e Yahoo! si consorziano per il riconoscimento dei mittenti
Pronto alla validazione uno standard per la protezione delle caselle di posta da scammer e signori del phishing. Google, Microsoft e Yahoo! si consorziano per il riconoscimento dei mittenti

Una nuova alleanza contro la posta indesiderata, per contrastare la proliferazione di fenomeni sgradevoli come lo scam e il phishing. Domain-based Message Authentication, Reporting & Conformance (DMARC) è il nome esteso di una iniziativa intrapresa da alcuni giganti nei servizi email: da Google a Microsoft, da AOL a Yahoo! .

In collaborazione con Facebook e grandi istituti finanziari come la Bank of America , i colossi dell’IT cercheranno di ridurre drasticamente il flusso in entrata di posta fraudolenta. Attraverso la creazione di un macrocosmo di fiducia, ovvero un ambiente che impedisca alle missive elettroniche di ingannare gli utenti in base al mittente .

E il consorzio dietro DMARC.org intende promuovere un insieme di standard che dovrebbero superare certe problematiche legate alla firma digitale, spesso ignorata o dimenticata da chi invia un messaggio di posta elettronica. Come faranno allora gli utenti a capire se una email proviene da una fonte attendibile?

DMARC.org è dunque pronto a validare una serie di policy comuni, adottate allo stesso modo da tutti i partecipanti nel mondo IT . Un messaggio ricevuto da PayPal che non abbia superato gli standard di validità stabiliti dal consorzio verrebbe infatti considerato “non attendibile” e quindi segnalato come spam.

Secondo Brett McDowell, chairman di DMARC e senior manager di PayPal, il sistema standardizzato del consorzio permetterebbe il blocco di 200mila messaggi non desiderati al giorno . Che si utilizzi la posta di Google o di Yahoo!. La tecnologia di DMARC.org verrà ora sottoposta agli organi competenti per la validazione come standard di Internet.

Mauro Vecchio

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30 01 2012
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