Domini XXX, ennesimo rinvio per la rete del porno

ICANN annuncia ancora un rinvio per l'istituzione dei domini .xxx. Nessun condizionamento da parte di attivisti anti-porno e gruppi religiosi, dice: ma sono in pochi a crederci

Roma – Dopo essersi pronunciata a favore dell’implementazione dei i domini .xxx per i siti dedicati al porno, la Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) ha di nuovo cambiato idea, cancellando la decisione e procrastinandola a data da definire. La causa dell’ennesimo rinvio sembra essere l’opposizione ufficiale del governo federale degli USA .

ICANN, tuttavia, tiene a precisare che il ritardo non ha nessuna correlazione con le campagne anti-porno condotte dai gruppi religiosi e conservatori statunitensi. Brutte notizie, dunque, per ICM, il registro che dal 2004 tenta di lanciare i domini a tripla x e che si aspetta di vendere circa 500mila indirizzi nel 2011, al prezzo di 60 dollari ciascuno. Secondo Stuart Lawley, capo di ICM, una copertura esclusiva per il divertimento degli adulti rappresenterebbe un’opportunità di maggior controllo dei contenuti. Inoltre , prosegue Lawley, per ogni pagina aggiunta l’organizzazione si dice pronta a donare 10 dollari in favore delle associazioni che si occupano della difesa dei minori.

Se approvati, i suffissi .xxx si unirannno ai cosiddetti domini di primo livello (TLD) come .com , .edu , .mil , .gov o l’italiano .it . Secondo Internet Commitment for Social Responsibility (ICSR), gruppo non-governativo con sede in Spagna, la pornografia online genererebbe circa 3mila dollari al secondo di guadagni e la parola “sesso” è contenuta in un quarto di tutte le ricerche svolte sul Web.

Nonostante vengano respinte le ragioni politiche, ICANN ha manifetsato l’intenzione di intrattenere, entro febbraio 2011, alcuni colloqui con i membri della commissione consultiva governativa , organo che rappresenta i governi di tutto il mondo, allo scopo di convincere gli indecisi. Ma la proposta di istituire una specie di recinto per i siti pornografici non riceve critiche solo dai gruppi religiosi e civili. Sono in molti, infatti, tra i frequentatori degli ambienti a luci rosse, a sostenere che l’istituzione di domini .xxx otterrebbe l’effetto di far aumentare i prezzi dei servizi.

Cristina Sciannamblo

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti