DRM alla brasiliana? Da violare

Il paese sudamericano propone una riforma della sua legge sul copyright, prevedendo un approccio bilanciato al diritto d'autore e alle restrizioni tecnologiche. E sanzioni per chi abusa delle protezioni
Il paese sudamericano propone una riforma della sua legge sul copyright, prevedendo un approccio bilanciato al diritto d'autore e alle restrizioni tecnologiche. E sanzioni per chi abusa delle protezioni

Negli Stati Uniti il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) prescrive il divieto quasi assoluto di circonvenzione delle tecnologie DRM, in Canada la politica e l’industria stanno provando a introdurre imposizioni similari, mentre in Brasile si pensa a una variante che tenga conto di esigenze molto diverse o anche contrastanti tra loro.

Le autorità del paese sudamericano sono in procinto di aggiornare la normativa locale in materia di copyright, implementando i dettami delle disposizioni dettate dalla WIPO ma stando bene attente a bilanciare la necessità di difendere il diritto d’autore accanto alle istanze della collettività.

Laddove il DMCA impedisce la circonvenzione dei sistemi DRM anche nel caso in cui sia lo stesso autore dell’opera protetta a volerlo, il testo della legge brasiliana prevede la possibilità di aggiramento della protezione posto che non si commetta contemporaneamente anche una violazione del copyright .

Chi aggiunge una qualsiasi protezione DRM a un’opera commerciale in Brasile dovrebbe presto fare i conti con alcune limitazioni tese a salvaguardare la legalità di quei soggetti che potrebbero essere interessati a scardinarla. E non solo, visto che la riforma del copyright sudamericana prevede esplicite sanzioni per chi “ostacola o previene l’utilizzo gratuito di opere, trasmissioni radio e fonogrammi divenuti di pubblico dominio”.

La proposta brasiliana è una lampante esemplificazione del fatto che l’eccesso di protezione contro il fair use – nota Michael Geist sul suo blog – è nocivo e pericoloso tanto quanto la sua mancanza . Una lezione di cui potrebbero eventualmente beneficiare anche gli Stati Uniti laddove si prevedono sanzioni per l’abuso delle protezioni DRM contro l’uso legittimo.

Alfonso Maruccia

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12 07 2010
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