DRM, facciamoci il crack

Una sentenza controcorrente stabilisce la legittimità della circonvenzione delle misure di protezione. Ammesso che non venga infranto alcun diritto d'autore

Roma – L’apparentemente impermeabile cortina fumogena del DMCA statunitense mostra le prime crepe: un giudice federale ha stabilito la legittimità della circonvenzione delle protezioni DRM quando tale circonvenzione non implica la contemporanea infrazione di un qualsivoglia diritto d’autore. Il mero uso di dispositivi blindati al di là della blindatura non costituisce reato , ha deciso il giudice.

La sentenza, emessa dalla Corte di Appello dei Quinto Circuito con sede a New Orleans, ha riguardato il caso MGE vs. General Electric con la prima – produttrice di sistemi UPS e software protetti con l’autenticazione a mezzo chiavetta USB – impegnata a denunciare la seconda per l’utilizzo continuato del software nonostante i token fossero oramai scaduti.

Il primo grado se l’era assicurato MGE, ma in appello le cose sono andate diversamente e la Corte ha stabilito che “la mera circonvenzione di una protezione tecnologica che restringe un utente dalla visione o dall’utilizzo di un’opera è insufficiente per far scattare i provvedimenti anti-circonvenzione del DMCA”. “La misura tecnologica imposta dal proprietario – continua la sentenza – deve proteggere il materiale sotto copyright contro un’infrazione del diritto protetto dal Copyright Act, non dai semplici utilizzo o visione”.

È interessante sottolineare come la sentenza anti-DRM arrivi a margine di un caso che non riguarda intraprendenti smanettoni quanto piuttosto un gigante tecnologico impossibilitato a lavorare a causa delle protezioni innalzate dal produttore.

Anche così, a ogni modo, la decisione della Corte di Appello di New Orleans va in controtendenza rispetto alle sentenze precedenti in merito di DRM e protezioni anti-circonvenzione codificate dal DMCA. Si tratta di un precedente importante a cui potrebbero seguirne molti altri sino a portare alla richiesta esplicita di una nuova – e più moderata – legislazione in materia.

Alfonso Maruccia

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  • Vitalij scrive:
    I classici sono di tutti!
    I libri scritti più di cento anni fa non hanno più il copyright!
  • angros scrive:
    Gli altri otterranno gli stessi testi
    Via P2P! E non si potrà neanche parlare di "mancata vendita", visto che per le altre piattaforme non era in vendita.
    • Funz scrive:
      Re: Gli altri otterranno gli stessi testi
      - Scritto da: angros
      Via P2P! E non si potrà neanche parlare di
      "mancata vendita", visto che per le altre
      piattaforme non era in
      vendita.Quoto. Si scannano tra negozi che per motivi di licenze contengono solo una frazione del pubblicato, apparecchi e formati incompatibili tra loro...l'XXXXXXXXXtà di tutto questo è spaventosa.
      • angros scrive:
        Re: Gli altri otterranno gli stessi testi

        l'XXXXXXXXXtà di tutto questo è spaventosa.Non impareranno mai; gente così stupida non può imparare dai propri errori. Ma può andare in bancarotta, così non potrà più commetterne altri, ed il loro fallimento servirà di esempio per chiunque volesse provare a ripetere i loro sbagli.
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