Droni, attacco-giocattolo alla Casa Bianca

Un oggetto volante non identificato atterra nel giardino del Presidente. Obama è fuori sede ma i servizi segreti si impensieriscono lo stesso. L'uso degli UAV continua a far discutere e c'è chi ne fa un uso "creativo" ancorché illegale

Roma – Lo staff della Casa Bianca è incorso in un incidente a mezzo UAV durante il weekend, un evento senza alcuna conseguenza pratica ma che getta ombre sul futuro commerciale dell’utilizzo dei droni volanti da parte di cittadini privati e non solo.

Al momento il presidente Barack Obama e famiglia sono in viaggio in India, quindi non c’è mai stato pericolo per la sicurezza dell’uomo più potente del mondo. L’UAV non identificato è stato avvistato gironzolare nel perimetro interno della Casa Bianca nella tarda nottata di domenica scorsa.

Il drone atterrato alla Casa Bianca

Alla fine il drone è atterrato, e i servizi segreti hanno diffuso online una foto del dispositivo che è risultato essere un quadricottero DJI Phantom. Nonostante l’assenza di Obama, il complesso della Casa Bianca è stato subito sigillato e un’indagine è attualmente in corso per stabilire tutti i retroscena dell’accaduto. Pare che le responsibilità siano da attribuire a un dipendente dell’intelligence rediente nei dintorni, e alla sua notte brava.

Non è la prima volta che un UAV viene usato per provocare la reazione allarmata delle scorte dei potenti del mondo, ma nel caso del drone americano gli effetti si potrebbero sentire sul medio-lungo termine: se il produttore del drone medita di prendere provvedimenti a mezzo firmware per limitare gli sconfinamenti, la FAA è al momento impegnata a stabilire nuove regole di utilizzo degli UAV commerciali, con tanto di goffe dimostrazioni presso il Congresso, e un incidente di alto profilo come quello alla Casa Bianca potrebbe ispirare norme restrittive.

Al momento negli States non esiste un vero e proprio codice di condotta che regoli il volo dei droni radiocomandati, prova ne sia il fatto che Raphael Pirker, già chiamato in causa da FAA per aver girato un video con un drone presso l’Università della Virginia, ha chiuso definitivamente la questione con 1.100 dollari di spesa e la non ammissione di colpevolezza.

La questione droni-UAV suscita discussioni anche al di fuori dei confini statunitensi, con gli spacciatori messicani che provano a servirsene ( fallendo miseramente ) per trasportare svariati chili di droga sintetica nei cieli della città di Tijuana, e le autorità tailandesi che annunciano l’ imposizione di restrizioni per gli UAV che volano troppo in alto o che possono violare la privacy delle persone.

Alfonso Maruccia

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