USA, una patente per i droni

Entro fine anno le autorità statunitensi approveranno un codice per regolamentare i dispositivi usati in ambito commerciale: una novità attesa, con delle restrizioni impreviste

Roma – Negli Stati Uniti anche gli operatori di droni dovranno presto ottenere una patente ad hoc e dovranno rassegnarsi a utilizzare i propri velivoli sono in determinate fasce orarie.

Le autorità a stelle e strisce dovrebbero infatti approvare entro la fine dell’anno uno strumento normativo per regolamentare l’uso dei droni, sempre più diffusi a livello commerciale: una novità peraltro attesa da anni perché le attuali regole FAA ne regolamentano l’uso solo per quanto riguarda il tempo libero.

Nel frattempo, gli sviluppi del settore sono stati notevoli, come dimostrano per esempio i progetti di consegna via droni di DHL o di Amazon , o i robot per la connessione di Facebook, tra i lobbisti a premere per la nuova regolamentazione: per questo è stata forte la spinta ad una normativa che agisse con chiarezza sul settore .

Coloro che fossero interessati a vederne liberalizzati gli impieghi, tuttavia, sembrano destinati ad essere delusi perché l’approccio del legislatore statunitensi appare restrittivo.
Washington – d’altra parte – ha avuto modo di osservare quanto prodotto dalla giurisprudenza che si è ritrovata già ad affrontare i problemi legati alla circolazione dei nuovi dispositivi nei cieli, nonché il dibattito apertosi anche in Europa .

In generale il regolamento statunitense di prossima adozione dovrebbe partire dalla volontà di permettere la circolazione aerea dei droni per fini commerciali, prevedendo tuttavia precise restrizioni orarie, e dovrebbe inoltre classificare i droni in base al loro peso, con restrizioni crescenti in proporzione con le loro dimensioni.

Gli operatori dei droni dovrebbero poi ottenere una patente specifica ed il volo costretto sotto i 400 piedi e limitato alle ore diurne.

Claudio Tamburrino

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  • Il Punto scrive:
    La percentuale.
    "Per quanto riguarda l'Italia solo il 55 per cento degli intervistati è più preoccupato rispetto all'anno scorso. Appena il 26 per cento degli intervistati ritiene che online i propri dati siano al sicuro, ed il 71 per cento teme attacchi informatici ai propri account online".Chissà chi e dove hanno fatto di preciso quest' indagine in Italia, il 26% mi sembra molto basso prendendo in considerazione anche gli utonti.
  • bubba scrive:
    ads tracking, profiling ecc
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