Droni, pericolo per la sicurezza pubblica

Le forze dell'ordine di svariate nazioni stanno analizzando un preoccupante scenario in cui i droni possano essere impiegati per compiere atti terroristici, criminali o vandalici

I campionati di calcio tenutisi pochi mesi fa in Francia non saranno ricordati solo per le numerose star del football, ma anche per le severissime misure di sicurezza adottate. Dopo l’attentato di Parigi del Novembre 2015 la paura per gli attacchi terroristici è enorme. Il comitato organizzativo francese si era attrezzato per respingere qualsiasi evenienza, tra cui attacchi criminali sferrati via drone . Ziad Khoury, capo della sicurezza dei campionati di calcio, aveva fatto esercitare le proprie unità a sventare attacchi dal cielo, compiuti con esplosivi e armi chimiche.

Droni comandabili a distanza
Un altro problema grava sulla sicurezza: in futuro potrebbe diventare sempre più difficile riuscire a scovare un pilota criminale di droni per chiedergli conto del suo operato. L’azienda tedesca Globe UAV ha progettato GUAV7, il primo sistema di drone completamente pilotabile senza telecomando . Il drone è in grado di “agganciarsi” a una rete mobile LTE e può essere comandato attraverso un normale PC, potenzialmente da ogni parte del mondo. Il sistema è già stato testato con successo: da Pechino, un pilota è stato in grado di comandare un drone in azione in una località tedesca distante 7.500 chilometri.
Ma cosa potrebbe accadere se il drone finisse in mani criminali? Mirko Kloppenburg, direttore commerciale di Globe UAV, ha rivelato che ha già ricevuto numerose richieste, ad esempio dal Medio Oriente. L’azienda sta lavorando comunque in stretta collaborazione con il Ministero degli Esteri per scovare eventuali “pecore nere”. Il sistema dovrà essere criptato per escludere tentativi di hacking. Malgrado questa misura di sicurezza, un po’ di paura continua ad aleggiare, poiché questa nuova tecnologia potrebbe presto trovare dei manipolatori scellerati.


Droni per trasportare droghe, esplosivi o gas tossici? Piuttosto allettante per narcotrafficanti e terroristi, visto che i droni sono in grado di sorvolare velocemente estesi assembramenti di persone, senza dare nell’occhio

Piloti di linea in apprensione
Anche le associazioni dei piloti nutrono forti preoccupazioni per queste nuove tecnologie applicabili ai droni e, da tempo, rivendicano una legge che proibisca ai piloti di droni di volare a un altitudine superiore a 50 metri. Il motivo dipende dal fatto che il drone potrebbe entrare in collisione con aerei in fase di atterraggio o elicotteri che volano a bassa quota .
Se un uccello colpisce un motore di un aereo il danno potrebbe rimanere contenuto, grazie al limitato peso del volatile, ma cosa potrebbe verificarsi se si trattasse di un solido drone pesante 5 chili?
Non si è ancora a conoscenza di incidenti di questo tipo, ma i risultati di una ricerca effettuata dal
Crashworthiness for Aerospace Structures and Hybrids (CRASH) Lab del Virginia Tech, un’ università politecnica della Virginia (USA), sono però inquietanti. I ricercatori hanno simulato al PC la collisione di un drone, pesante appena quattro chili, contro la turbina di un aereo. Risultato: in una frazione di secondo tutte le pale della turbina sono andate distrutte con frammenti vaganti che potrebbero causare altri disastri a parti elettroniche, scatenare un incendio o nei casi più gravi far precipitare l’aereo.


Le leggi di numerosi Paesi consentono un impiego limitato dei droni ed esistono anche aree vietate, come ad esempio gli aeroporti. Spesso i piloti di quadricotteri hanno il permesso di farli volare solo previa autorizzazione. Diversi “avventurieri del volo” ignorano però queste norme: nel 2015 un drone è precipitato nel giardino della Casa Bianca a Washington. A quanto pare, i piloti non hanno incontrato alcun problema per sorvolare la sorvegliatissima residenza del presidente USA.
In Francia, nello scorso anno, un numero crescente di sorvoli di droni su aree sensibili, come centrali nucleari o una base di sottomarini, ha creato problemi. La polizia ha cercato di rilevare da quale luogo si erano alzati in volo i quadricotteri, ma senza successo.
E la casistica non finisce qui. Il 14 Ottobre 2014, in occasione di un incontro internazionale di calcio tra Serbia e Albania, un drone ha sorvolato il campo, sventolando una bandiera dei nazionalisti albanesi. Si sono verificati in seguito dei tafferugli tra i fan e la partita è stata sospesa.
Nel Dicembre 2014, un drone è precipitato su un istituto di custodia cautelare di Amburgo: avrebbe dovuto fare arrivare droga sulla finestra della cella di un detenuto.
Nel Maggio 2015 un drone, volando molto basso sull’uscita autostradale di Bochum in Germania, si è schiantato contro il parabrezza di un auto: fortunatamente il conducente se l’è cavata solo con un grande spavento. Secondo le autorità dell’amministrazione provinciale, il drone non era autorizzato a sorvolare la strada.


Katsu, graffittista USA, ha costruito nel 2015 il primo drone per graffiti, con cui ha imbrattato un gigantesco cartellone pubblicitario a New York

Sistemi antidrone
La crescente insicurezza del traffico aereo dà impulso al mercato dei sistemi di difesa. Le forze armate utilizzano armi tecnicamente complesse per individuare e abbattere i droni. Diverso è il tipo di sistema antidrone scelto dal costruttore di aeromobili Airbus: riconosce i quadricotteri via radar e attraverso fotocamere a raggi infrarossi e blocca le frequenze utilizzate per comandarli. Questa modalità consente di assumere il controllo del quadricottero, neutralizzando il pericolo.

Sistema antidrone Airbus

Una tecnologia analoga è stata sfruttata da Khoury, capo della sicurezza dei campionati mondiali di calcio, per proteggere gli stadi francesi, affinché dal cielo non arrivasse nient’altro che pioggia e grandine, per non guastare la festa.

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