Duplex sui Pixel: Pronto, sono l'Assistente Google

La tecnologia Duplex mostrata nei mesi scorsi da Google, in grado di gestire una telefonata, sarà integrata negli smartphone della linea Pixel.

Mostrata per la prima volta nel maggio scorso sul palco dell’I/O 2018, la tecnologia Duplex sviluppata da Google ha fin da subito acceso entusiasmi e innescato discussioni in merito all’impiego dell’intelligenza artificiale per intrattenere una conversazione telefonica con altre persone. A pochi giorni dalla presentazione il gruppo di Mountain View è intervenuto per placare alcune polemiche e precisare che il sistema identificherà se stesso come un’entità virtuale all’avvio del dialogo, così da evitare fraintendimenti o possibili abusi.

Duplex sugli smartphone Pixel

Ieri bigG ha confermato il suo arrivo sugli smartphone della linea Pixel, sia quelli nuovi di terza generazione sia quelli già in commercio. Il rollout sarà graduale, partendo da alcune città degli Stati Uniti entro la fine dell’anno: New York, Atlanta, Phoenix e la Bay Area di San Francisco. Prenderà forma come feature dell’Assistente Google e almeno in un primo momento sarà in grado solo ed esclusivamente di effettuare prenotazioni presso i ristoranti che non dispongono di un sistema online per riservare i tavoli. I titolari potranno in ogni caso specificare la volontà di non ricevere chiamate dall’IA, attraverso la pagina di gestione della propria attività su servizi come il motore di ricerca o Maps.

Per il futuro è possibile ipotizzare una distribuzione sempre più su larga scala della tecnologia, inizialmente negli USA poi nei territori in cui si parla inglese, per arrivare infine a interessare altri paesi e altre lingue. Anche il raggio d’azione di Duplex è destinato ad espandersi una volta raccolti sufficienti feedback per apportare migliorie e perfezionamenti. Trattandosi di un sistema dalla natura differente rispetto a quanto visto finora in ambito mobile, di certo non mancheranno discussioni sui potenziali risvolti negativi connessi al suo utilizzo: c’è chi come Roman Yampolskiy, direttore del Cybersecurity Laboratory della University of Louisville, invoca l’intervento del legislatore perché l’identificazione di un’intelligenza artificiale sia resa obbligatoria in ogni interazione con un essere umano.

IA+Software+Hardware

L’approccio adottato da Google nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi è ben sintetizzato da questa addizione, una formula che all’accoppiata Software+Hardware aggiunge le potenzialità dell’IA. Il gruppo di Mountain View l’ha messo nero su bianco anche in occasione dell’evento andato in scena ieri, con una slide piuttosto chiara ed esplicativa comparsa alle spalle di Rick Osterloh.

AI+Software+Hardware

L’introduzione di una tecnologia come quella alla base di Duplex si inserisce di diritto in questa visione. All’intelligenza artificiale viene delegato il compito di svolgere azioni che altrimenti richiederebbero un intervento attivo e un impegno da parte dell’utente, in questo caso al fine di gestire una conversazione con una persona in carne e ossa dall’altro capo del telefono. Possiamo immaginarne l’impiego anche in altri ambiti, ad esempio per fornire assistenza remota (esempio positivo) o per il telemarketing (meno positivo).

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