DVD Jon gabba (ancora) iTunes

Il celebre hacker ha creato un programma capace di consentire agli utenti dell'iTunes Music Store di acquistare brani senza restrizioni, direttamente convertibili in MP3


Roma – Dal fertile humus della Rete è germogliato un nuovo programma castiga-DRM firmato dal celebre hacker norvegese Jon Johansen, uno dei più acerrimi nemici dei lucchetti digitali e, in particolare, della tecnologia di protezione Fairplay di Apple .

Chiamato PyMusique, il tool è in grado di interfacciarsi al negozio on-line di Apple, l’iTunes Music Store (iTMS), e fornire le funzionalità essenziali per cercare ed acquistare canzoni. A differenza del player iTunes, PyMusique è in grado di salvare i brani dall’iTMS in formato non protetto: ciò significa che i file acquistati possono essere direttamente convertiti in altri formati, come MP3, e condivisi con altri utenti.

PyMusique, che è dotato di un’interfaccia grafica, si sostituisce ad iTunes e permette agli utenti di navigare tra i brani offerti dall’iTMS, ascoltarne un’anteprima, selezionare quelli d’interesse e infine acquistarli e scaricarli sul proprio hard disk. Questo viola palesemente i termini d’uso del servizio di Apple, e in special modo quella clausola che impegna l’utente ad accedere al negozio on-line esclusivamente con il software fornito dalla stessa Apple, ossia iTunes.

Johansen sostiene tuttavia che il suo tool non è illegale perché non cracca alcuna tecnologia di Apple: per aggirare il sistema Fairplay, infatti, si limita semplicemente a salvare le tracce audio AAC senza crittarle. Ciò è possibile perché il compito di aggiungere il DRM ai file acquistati non è del server, bensì del client: se quest’ultimo “dimentica” di applicare tale passo, la musica viene salvata senza alcuna restrizione d’uso.

Secondo alcuni esperti il solo il fatto che PyMusique si connetta ad iTMS mascherandosi per i Tunes costituisce una violazione delle severe leggi americane sul copyright. Qualcuno ha poi ricordato come il Digital Millennium Copyright Act non condanni soltanto il “cracking” ma anche le attività e gli strumenti volti ad “aggirare” i meccanismi di protezione dalla copia.

Il sistema di DRM utilizzato da Apple consente agli utenti di iTunes di masterizzare la propria musica su CD e, da qui, convertirla poi in qualsiasi altro formato. Tagliando di netto questi passaggi, PyMusique rende la musica dell’iTMS direttamente fruibile anche sui player diversi da iPod: qualcosa che ad Apple non piacerà affatto. Probabilmente alla casa della mela e alle major discografiche piacerà ancora meno il fatto che il programmino di Johansen semplifichi enormemente la condivisione dei brani sulle reti di file-sharing.

PyMusique è disponibile qui sia sotto forma di codice sorgente, compilabile sotto varie piattaforme, sia sotto forma di installer per Windows. Alla stesura del programma, scritto in linguaggio Python, hanno collaborato anche Travis Watkins e Cody Brocious, due giovani hacker che hanno promesso a breve il rilascio di package binari per Linux.

Nel recente passato Johansen ha creato diversi altri tool che, in un modo o nell’altro, si fanno beffe di Fairplay: tra questi il più noto è QTFairUse , dal cui codice altri sviluppatori hanno poi creato il famoso PlayFair e il suo erede Hymn . Ma il motivo per cui il giovane hacker viene chiamato “DVD Jon” si deve alla realizzazione del DeCSS, che aggira le protezioni CSS sui DVD, un programmino il cui sviluppo ha creato un caso giudiziario internazionale senza precedenti.

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  • Anonimo scrive:
    I webmaster si dividono...
    I webmaster si dividono...ci sono i webmaster che fanno qualcosa per il web...e poi ci sono quelli che denunciano Google...
  • Anonimo scrive:
    forse nn tutti sanno che...
    Afp vende i suoi contenuti ai clienti iscritti e non li fornisce gratis. Google News raccoglie foto e notizie da tutto il web presentandoli nel proprio sito notizie che è accessibile gratuitamente.
    • Anonimo scrive:
      Re: forse nn tutti sanno che...
      - Scritto da: Anonimo
      Google News raccoglie
      foto e notizie da tutto il web presentandoli nel
      proprio sito notizie che è accessibile
      gratuitamente.Ma Google mica fornisce le notizie... fornisce solo un occhiello ed un breve estratto, poi l'utente deve cliccare su un link che porta al sito di chi pubblica interamente la notizia, per leggerla interamente.E questo crea traffico ed introiti anche a chi ha acquistato le notizie da AFP e le ha ripubblicate sul proprio sito web.
  • Anonimo scrive:
    giornalismo per caso
    AFP produce gratuitamente una piccola parte di contenuti, il resto e' visionabile tramite abbonamento.AFP denuncia che google forniva il materiale in abbonamento sul suo portale con conseguente infrazione 'credo' della policy di AFPhttp://news.tf1.fr/news/multimedia/0,,3208739,00.htmlnon e' stato esplicitamente riportato dal vostro articolo
    • Anonimo scrive:
      Re: giornalismo per caso
      Non conosco il francese, ma se quello che dici e' vero google merita di fallire.
      • Anonimo scrive:
        Re: giornalismo per caso
        Mais pour l'AFP, cela est différent. L'Agence ne diffuse en effet son contenu que par abonnement. Seule une petite partie de ses informations sont disponibles gratuitement sur son site. Mais Google piocherait dans la totalité du contenu.l'agenzia diffonde i suoi contenuti solo su abbonamentoSolo una piccola parte delle sue info e' disponib. gratuitamente.Ma Google sguazza nella totalita del contenuto.
        • Anonimo scrive:
          Re: giornalismo per caso

          l'agenzia diffonde i suoi contenuti solo su
          abbonamento
          Solo una piccola parte delle sue info e'
          disponib. gratuitamente.
          Ma Google sguazza nella totalita del contenuto.rimane da capire come riesca a farlonon ci sono password e quindi di fatto icontenuti sono visibili anche da chi non hal'abbonamento (purché sappia dove sono ilink) oppure usano un account e indicizzanopiù di quello che dovrebbero?l'articolo non dice nulla in merito
        • Anonimo scrive:
          Re: giornalismo per caso
          - Scritto da: Anonimo
          l'agenzia diffonde i suoi contenuti solo su
          abbonamento
          Solo una piccola parte delle sue info e'
          disponib. gratuitamente.
          Ma Google sguazza nella totalita del contenuto.Questo significa che non sono capaci di proteggere il loro materiale... se un motore di ricerca è in grado di raggiungere i loro contenuti seguendo semplicemente dei link significa semplicemente che tali contenuti non sono protetti in alcun modo.Bye, Luca
        • Anonimo scrive:
          No, non hai capito niente...
          - Scritto da: Anonimo
          l'agenzia diffonde i suoi contenuti solo su
          abbonamento
          Solo una piccola parte delle sue info e'
          disponib. gratuitamente.
          Ma Google sguazza nella totalita del contenuto.Il punto è che se ci riesce uno spider, ci riesce a maggior ragione un qualunque utente con un browser.Gli spider dei motori sono normali browser, anzi... sono più limitati dei normali browser utente perché non possiedono il supporto di javascript, Falsh ed altre tecnologie avanzate.Se uno spider arriva ad indicizzare un contenuto, è perché quel contenuto è stato (volontariamente o per errore) reso pubblico sul web da qualcuno.E' con questo qualcuno che la AFP se la deve prendere, non con i motori di ricerca che si limitano a navigare il web come fanno tutti gli utenti.
          • Anonimo scrive:
            Re: No, non hai capito niente...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo


            l'agenzia diffonde i suoi contenuti solo su

            abbonamento

            Solo una piccola parte delle sue info e'

            disponib. gratuitamente.

            Ma Google sguazza nella totalita del contenuto.

            Il punto è che se ci riesce uno spider, ci riesce
            a maggior ragione un qualunque utente con un
            browser.sai cos'e' un account?riesci a navigare i contenuti dei siti in cui per entrare devi fornire credenzialise si' fammelo sapere!ciao ignorante!

            Gli spider dei motori sono normali browser,
            anzi... sono più limitati dei normali browser
            utente perché non possiedono il supporto di
            javascript, Falsh ed altre tecnologie avanzate.
  • stamparassegna scrive:
    E se fosse giusto ?
    Tutti contro l'agenzia di stampa.. però ci sono altri aspetti oltre la libertà.Una foto COSTA e parecchio, dopo AFP la vende, perchè una azienda americana dovrebbe poterla pubblicare gratis ?Se un giornale online o non vuole fare aticoli e corredarli di foto si rivolge a AFP pagando. Poi arriva Google e la ripubblica... gratis... c'è qualcosa che non va...Non dimentichiamoci che Google fa SOLDI col suo servizio di news sfruttando il lavoro di giornalisti e fotografi e agenzie di stampa senza dargli un soldo... ma siete proprio sicuri che sia giusto ?
    • Anonimo scrive:
      Re: E se fosse giusto ?
      http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=935495in due parole:certamente che è giusto, ma devono usaremezzi di protezione e contratti per tutelarsi
    • Anonimo scrive:
      Re: E se fosse giusto ?
      Leggi qui, http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=935341&tid=935341&p=1 ormai c'e' gente che da anni va dicendo che certi comportamenti non sono molto legali.
  • grapefruit scrive:
    Pubblicità gratuita
    Non dimentichiamo il nazionalismo Francese, l'idea di creare una biblioteca in contraposizione a Google, e quello che consegue è un 2+2
  • pippo75 scrive:
    e fare un regolamento
    con quello che si puo' fare e quello che non si puo' farechi vuole mettere materiale deve rispettare queste regole.oppure fare due reti, una con materiale solo free ed utilizzabile da tutti, l'altra con materiale anche commerciale.ma le foto pubblicate di chi sono?1: di chi ha scattato la foto.2: di chi ha scattato la foto e di chi e' nella foto (senza di loro la foto non esisteva)3: anche di chi ha costruito la scena (muratori, ingegneri, padroni di edifici).4: di Dio che avendo costruito l'universo ne e' anche il padrone (potrebbe richiedere il brevetto).ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: e fare un regolamento
      - Scritto da: pippo75
      4: di Dio che avendo costruito l'universo ne e'
      anche il padrone (potrebbe richiedere il
      brevetto).Ué! Il brevetto dell'Universo è mio... chi è sto "Dio" che lo denuncio immediatamente... come si permette...Bye, Luca
  • Anonimo scrive:
    Ve lo avevo detto iooooooooo
    Ho scritto molti interventi qui su molti aspetti e modi di operare di Google che non condividevo, tra cui:1) L'uso di marchi registrati da parte di aziende che sfruttavano senza averne diritto in adwords. Gia' condannata credo in Francia.2) L'indicizzazione delle immagini. (causa in corso)ed ora questa delle news.Piu' volte ho espresso che non penso che google avesse chiesto le autorizzazioni alle testate per pubblicare le foto e gli occhielli degli articoli. Qualcuno si ricordera' anche che avevo detto che se lo avessi fatto io un servizio del genere mi avrebbero fatto causa in mille testate e chiesi anche se Valentina F. di www.consulentelegaleinformatico.it, che spesso scrive qui, di esprimere un parere a riguardo magari in un suo articolo.Se trovo il link lo metto ma sara' difficile trovarlo.Come vedete ci ho preso in tutti e tre.Ma c'e' un quarto punto in cui google deve stare ancora attento e che nessuno non ha mai protesto e cioe' il deep link.Come dire mai dire mai. Motore avvisato mezzo salvato.Fare un bot che catturi le news del vari portali e' un gioco da ragazzi (per chi e' esperto programmatore) , l'ho fatto anche io e se lo avessi messo online ci avrei preso un sacco di soldi, ma sapevo benissimo che era illegale.Adiossss
    • awerellwv scrive:
      Re: Ve lo avevo detto iooooooooo
      ce lo avevi detto TU... TU CHI???? Io vedo solo un anonimo.... se posti + di un paio di volte e' meglio che ti registri, altrimenti sei solo un anonimo...
      • Anonimo scrive:
        Re: Ve lo avevo detto iooooooooo
        - Scritto da: awerellwv
        se posti + di un paio di volte e' meglio che ti
        registri, altrimenti sei solo un anonimo...Ed allora?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ve lo avevo detto iooooooooo
      Beh se lo avevi detto, non sei l'unico genio del pianeta. :-)Leggi il 3d su usenet dal titolo: "Non fare a Google quello che Google ha fatto ad Internet !"http://groups-beta.google.com/group/it.diritto.internet/msg/d80c8a60db00923fdi un altro/a che l'aveva detto, lui/lei!Mi pare una discussione interessante. Inoltre, mi pare che Google sia gia' stata condannata dal tribunale in passato per aver pubblicato informazioni su Scientology.Ciao,Fabian
      • Anonimo scrive:
        Re: Ve lo avevo detto iooooooooo
        Grazie per il genio :) , pero' ogni volta che si tocca qualcosa del genere si viene presi per "matti", e sembra che stessimo dicendo chissa' quale eresia. Non so perche' quando si parla di google la gente ha i paraocchi come a dire che sia una divinita' intoccabile, ed invece basta usare la ragione e notare che le cose vanno semplicemente a senso unico, ovviamente a favore di google e che se molte cose che fa google le facesse un pinco pallino qualunque, quest'ultimo si vedrebbe arrivare, nel giro di pochi giorni, un sacco di cause legali.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ve lo avevo detto iooooooooo
          Ecco in questo 3D l'ultimo messaggio e' il mio http://punto-informatico.it/forum/pols.asp?mid=928257&tid=928257&p=1Putroppo non riesco ancora a trovare quello delle news e della richiesta dell'intervento di consulentelegaleinformatico.it
        • Anonimo scrive:
          coda di paglia

          e che se molte cose che fa google le
          facesse un pinco pallino qualunque, quest'ultimo
          si vedrebbe arrivare, nel giro di pochi giorni,
          un sacco di cause legali.Balle, Google da ricerche attendibili e veloci, le dava quando gli altri ti facevano aspettare un eternità per una ricerca anche meno evoluta e quando altri insozzavano i risultati con link a pagamento non segnalati.Google ha sempre avuto una politica di trasparenza e di onestà intellettuale e non solo con i clienti e con i collaboratori, primo tra tutti il DMOZ.L'unico problema di Google è che rende semplice accedere alle informazioni commerciali e non che i potenti (governi, gruppi di potere, lobby, logge, multinazionali) vogliono nascondere dietro l'iperinformazione caotica e sovrabbondante che uccide la libertà di parola sommergendo di inutile rumore le voci fuori dal coro.La verità fa male... a chi non la vuole!Google ha vinto la sfida all'accessibilità dell'informazione e risolto quello che per i piccoli era un problema imposto dai grandi su internet come sui media tradizionali e quindi si è attirato l'odio di un sacco di figli di grandissima *** che credono di poter continuare a fare i loro *** comodi come quando l'informazione ci metteva giorni o settimane o anni ad andare da un lato all'altro del pianeta e poteva venire filtrate ed epurata dai soliti noti.La trippa per gatti è finita per quella gente e NOI difenderemo Google e quello che rappresenta con tutti i mezzi!Un amico.
          • Anonimo scrive:
            Re: coda di paglia
            - Scritto da: Anonimo
            L'unico problema di Google è che rende semplice
            accedere alle informazioni commerciali e non che
            i potenti (governi, gruppi di potere, lobby,
            logge, multinazionali) vogliono nascondere dietro
            l'iperinformazione caotica e sovrabbondante che
            uccide la libertà di parola sommergendo di
            inutile rumore le voci fuori dal coro.Ma, ok indubbiamente Google da fastidio alle lobby ed ai potenti ed hai ragione che Google e' ed e' stato un bene per l' accesso all' informazione, ma non c' entra nulla col fatto che formalemente - purtroppo, a tutt' oggi - certe leggi chiamiamole pure "lobbistiche", sono ancora in vigore e Google le viola. Punto.Che poi le leggi siano inique e non al passo coi tempi e cosi' via, e' un altro discorso. Dicevo prima che mi e' stato detto che Google e' stata condannata a pagare i danni a Scientogoly perche' aveva indicizzato il suo sito (Scientology non aveva neache messo alcun robots.txt per evitare che...eccetera).Quindi a tutt'oggi la situazione e' tutt'altro che rosea.Ed e' anche vero che per una azienda costa molto ed ha molta piu' possibilita' di successo fare causa a te che metti su il tuo motorino di ricerca specializzato in - che ne so - motori, piuttosto che denunciare Google.CiaoFabian
          • Anonimo scrive:
            Re: coda di paglia

            formalemente - purtroppo, a tutt' oggi - certe
            leggi chiamiamole pure "lobbistiche", sono ancora
            in vigore e Google le viola. Punto.Ma viola cosa???adwords: io cliente commissiono una pubblicità e ne risponde chi la pubblica??? ma dove, nella terra dei sogni e della fantasia malata di quei giudici che ignorano assolutamente che cosa sia il web!vedi l'esempio più sotto nel 3ead dei cartelloni pubblicitari, uno commissiona un cartellone che viola delle leggi o dei trademark e ne dovrebbe rispondere chi gli da lo spazio (in Italia, i comuni!!!)cosa sta violando Google???deep linking: io webmaster metto il mio materiale su una rete pubblica sapendo che è protetto solo da un accordo convenzionale secondo cui posso dire ad un robot di non indicizzarmi, se non mi va bene cambio mezzo! Se mi va bene, mi premuro di fare indicizzare quello quello che voglio seondo le convenzioni vigenti, e nel caso che un robots non le rispetti basta questo per dimostrarne la malafede!Ma se pubblico qualcosa e chiedo che sia indicizzato, a che titolo protesto perchè è stato indicizzato? In base ad una crisi di personalità multipla??? Se voglio che sia linkata solo la home posso fare linkare solo quella, o qualsiasi altra pagina che io decido per l'accesso, o neanche quelle se voglio!Anche qui, che cosa sta violando Google linkando o deeplinkando qualcuno che lo ha chiesto? Se chiedo un calcio nelle p*lle come posso andare dal giudice a denunciare chi mi ha accontentato??? Solo che anche qui l'ignoranza sul mezzo internet regna sovrana e questi babbuini ci provano a denunciare Google adesso che ha qualche soldino da spillare (se ben ricordi quando era Google il pinco pallino qualsiasi senza soldi nessuno se ne è mai curato di denunciarli!)news e altre sezioni speciali:i contenuti sono stati raccolti in modo perfettamente legale (vedi paragrafo precedente) e il mezzo lascia ampissimi modi di non farli raccogliere, a questo punto Google può pubblicarli filtrandoli per i criteri immessi dal visitatore (classico motore di ricerca) o per data o per area tematica (classiche sezioni a tema, come le news) o per provenienza o per mostwanted ecc ecc ecc, spiegami anche qui cosa viola Google pubblicando come meglio gli aggrada contenuti che ha reperito legalmente (il padrone dei contenuti ha tutto il modo di NON INVITARE Google a farlo) e per i quali indica correttamente e a norma di legge origine e detentore dei diritti.Com è che Gartner Group non ha di questi problemi con gli articoli a pagamento?Ora, rispiegami quali "certe" leggi attuali viola Google?!?!Si tratta solo di interpretazioni, che dato che il media è sconosciuto ai più, tantopiù ai "parrucconi masterizzati" ottuagenari dei giudici e legislatori, che i soliti furbi tentano di fare passare come "incerte" quando incerte non lo sono affatto! E ci provano con Google perchè così si fanno pubblicità col nome di Google (40 M di ricerche al giorno qualche anno fa... quale giornale o canale di news gode di tanta popolarità? ) e magri se qualcuno gli da ragione cadendo nelle loro confuse malinterpretazioni ci guadagnano anche qualche soldo.
          • Anonimo scrive:
            Re: coda di paglia
            - Scritto da: gio74web

            formalemente - purtroppo, a tutt' oggi - certe

            leggi chiamiamole pure "lobbistiche", sono
            ancora

            in vigore e Google le viola. Punto.
            Ma viola cosa???1) La legge sul Copyright quando in Google News "cacha" e pubblica titoli, foto e pezzo iniziale di articoli altrui senza chiederne il permesso/pagare i diritti (perche' Google non l'ha mai chiesto per le news),2) E la legge sul database infringment perche' le info organizzate dei giornali possono essere considerate database ed sono costate tempo e fatica a chi le ha messe insieme.Non prendertela con me se le leggi qui sopra ti sembrano fuori dal tempo o sbagliate, e' come oggi stanno le cose.

            adwords: io cliente commissiono una pubblicità e
            ne risponde chi la pubblica??? ma dove, nella
            terra dei sogni e della fantasia malata di quei
            giudici che ignorano assolutamente che cosa sia
            il web!Non parlavo di Adwords.
            deep linking: io webmaster metto il mio materiale
            su una rete pubblica sapendo che è protetto solo
            da un accordo convenzionale secondo cui posso
            dire ad un robot di non indicizzarmi, Questo e' una terza violazione, esatto. L' indicizzazione non richiesta.Ma di che "accordo convenzionale" parli?E' riconosciuto da qualcuno, menzionato da qualche legge, riconosciuto da qualche stato?
            Anche qui, che cosa sta violando Google linkando
            o deeplinkando qualcuno che lo ha chiesto?
            Se chiedo un calcio nelle p*lle come posso andare
            dal giudice a denunciare chi mi ha
            accontentato??? No, un momento. Se vogliamo fare la metafora giusta qui e' piuttosto come se tu andassi in un posto dove tutti ricevono un calcio nelle palle a meno che uno non dica: "no, non lo voglio".Ecco, non sono sicuro che il "silenzio-assenso" sia legale in questo caso ed in generale, anche. Anche noi consumatori siamo tutelati da una legge che impedisce alle aziende di inviarci bollettini per iscrizione a riviste od usufruizione di servizi in "automatico". Giustamente, uno non dovrebbe essere obbligato fare qualcosa (tipo telefonare) per rifiutare l'abbonamento ad una rivista che non ha mai chiesto, pena ricevere la rivista con tanto di obbligo di pagamento.Cosi' dubito che sia legale permettere a qualcuno di offrirci un servizio (ll'inserimento nel motore di ricerca e nelle news) a meno che non si faccia qualcosa per impedirlo.Non credo che la "convenzione" di cui parli sia ancora riconosciuta a livello legislativo.Tra l'altro, il famoso robots.txt: e' una invenzione di Google o di qualche altro motore precedente? Perche' se cosi' fosse sarebbe una convenzione messa li' da una azienda, non da Internet stesso.
            Solo che anche qui l'ignoranza
            sul mezzo internet regna sovrana e questi
            babbuini ci provano a denunciare Google adesso
            che ha qualche soldino da spillare
            (se ben ricordi quando era Google il pinco
            pallino qualsiasi senza soldi nessuno se ne è mai
            curato di denunciarli!)Beh, certo sperano di spillare dei quattrini, ma forse subiscono anche un danno: chi guarda le news da google news non accede al loro sito e non clicca sulla loro pubblicita'.Non e' un danno questo? E pensa che loro non hanno chiesto di essere linkati in google news...
            Com è che Gartner Group non ha di questi problemi
            con gli articoli a pagamento?Non lo conosco. Avra' messo il robot...presumo.
            Ora, rispiegami quali "certe" leggi attuali viola
            Google?!?!Gia` fatto, ma non ti scaldare.Solo una cosa: attento a non confondere l'ignoranza dei giudici su Internet (e sono daccordo con te) con le cose "legali".Mi pare che tu dia per scontate "regole" molto tecniche che saranno anche molto diffuse su Internet e facili da implementare, ma finche' non vengono recepite dalle leggi dello stato.....si deve far riferimento al mondo offline.E, nel mondo offline, non si dovrebbe "agire" (inserire un file robots.txt) per evitare che di punto in bianco ti offrano un servizio (tipo farti delle foto e pubblicarle) che tu non vuoi anche se questo servizio e' gratis.Credo che gli accusatori di Google puntino su questo.E tutto questo solo per una delle 3 violazioni. Ciao,Fabian
          • Anonimo scrive:
            Re: coda di paglia

            1) La legge sul Copyright quando in Google News
            "cacha" e pubblica titoli, foto e pezzo iniziale
            di articoli altrui senza chiederne il
            permesso/pagare i diritti (perche' Google non
            l'ha mai chiesto per le news),
            2) E la legge sul database infringment perche' le
            info organizzate dei giornali possono essere
            considerate database ed sono costate tempo e
            fatica a chi le ha messe insieme.No, gli esempi non sono pertinenti, perchè i legittimi detentori dei (c) sui contenuti/marchi li hanno pubblicato sapendo chiaramente che cosa è il mezzo "internet" e che il modo per non renderli accessibili c'è.In pratica, ha lasciato le chiavi nel cruscotto dell'auto.O accetta come il media funziona, e il media gli da tutti i mezzi e le informazioni (senza (c) ;) ) per difendere i loro diritti d'autore, o ne stanno fuori.Questi riferimenti "tecnici" sono pubblicamente reperibili e di facile accesso, in qualsiasi ambito dove non ci siano leggi specifiche (es, legge sui robots.txt... che non esiste) si da per in buona fede chi segue le best practice riconosciute come tali dalla specifica comunità, altrimenti saremmo sommersi da una jungla di leggi ancora più enorme..ad es, nessuna legge mi obbliga a servirti il cappuccino a meno di 99°C, quindi in teoria se ti servissi un cappuccino a quella temperatura o più potresti ingenuamente berlo senza pensarci troppo e subire seri danni di colpo, ma la best practice mi dice che te lo devo servire ad una temperatura umanamente accettabile... le leggi non sono altro che una formalizzazione a volte necessaria del buon senso e delle convenzioni e dove queste mancano appunto buon senso e convenzioni stanno ad indicare la parte in buona fede e quella in malafede.Nel caso precedente non sarei io a portemi lamentare che non hai avuto abbastanza attenzione, saresti tu a poter dimostrare agevolmente la mia malafede e probabile volontà di nuocere.Il mezzo internet è nuovo ma non fa differenza, le convenzioni esistono e sono ben chiare, chi tenta di confondere le acque (intendiamoci, sia verso troppo copyright che verso troppo poco!) punta proprio sulla novità del mezzo per i giudici e legislatori, ma come cittadini (anche del mondo) non dobbiamo lasciare che il buon senso sia messo in secondo piano nè nel vivere civile nè in come questo si formalizza in leggi.(Deep linking)
            Questo e' una terza violazione, esatto. L'
            indicizzazione non richiesta.
            Ma di che "accordo convenzionale" parli?
            E' riconosciuto da qualcuno, menzionato da
            qualche legge, riconosciuto da qualche stato?Come sopra, sono le best practice pubblicamente consultabili riguardo il web. Nessuno vieta di fare un crawler che le ignori, ma ci sono e sono pubblicamente note.Come in qualsiasi ambito professionale, anche dove non è stato legiferato, chi infrange le best practice consolidare si mette in una cattivissima posizione, difficilissimo provare la propria buona fede, quindi difficilissimo difendere un crawler che indicizzi pagine che secondo le best practice non consentono l'accesso ai robots. Torniamo al primo passo, chi pubblica su internet sa che i contenuti sono scansionati dai crawler e sa quali regole esistono (le leggi non sono forse anche esse una convenzione tra le parti? ) per non farle indicizzare, chi non segue queste regole, cioè un crawler truffaldino o PARIMENTI un webmaster disattento, si mette automaticamente, per un qualsiasi giudice e per qualsiasi campo professionale, dalla parte della malafede.Solo che internet è la "scatola misteriosa" e ciascuno prova a tirare la coperta dalla sua parte cercando di farlo considerare qualcosa di completamente diverso dal resto del mondo...
            No, un momento. Se vogliamo fare la metafora
            giusta qui e' piuttosto come se tu andassi in un
            posto dove tutti ricevono un calcio nelle palle a
            meno che uno non dica: "no, non lo voglio".
            Ecco, non sono sicuro che il "silenzio-assenso"
            sia legale in questo caso ed in generale, anche. Questo è il media, i content creator sono stati avvisati, le best practice accettate sono quelle... almeno uno non può videoregistrare o fotocopiare le cose come farebbe a mezzo TV o a mezzo stampa... il media ideale per tutte le esigenze non esiste!
            Anche noi consumatori siamo tutelati da una legge
            che impedisce alle aziende di inviarci bollettini
            per iscrizione a riviste od usufruizione di
            servizi in "automatico". No, è un paragone completamente senza senso!Un cittadino che si vede arrivare merce non richiesta non ha fatto assolutamente nulla, una azienda che intenda pubblicare contenuti su un media non è che non faccia nulla, tutt'altro!Attivamente quella azienda pubblica i suoi contenuti a determinate modalità di accesso che sono anche determinate dalla natura del media, riguardo cui è avvisata in modo assolutamente trasparente... e chi deve curare i propri interessi se non l'azienda, quando fa qualcosa, il che non è il caso del cittadino che si vede arrivare tra capo e collo le cose senza avere chiesto o fatto nulla! In questo caso, I repeat, il media consente di tutelarsi contro operazioni di questo tipo in modo molto semplice e facilmente dimostrabile: io fare campagna su quel mezzo, i riferimenti tecnici su quel mezzo mi dire cosa fare per non fare indicizzare mio contenuto, io seguirli, se qualcuno non seguirli sta abusando del mezzo, di coneguenza io essere in buona fede e lui no, e cioè se io fare causa lui essere nella m***

            Com è che Gartner Group non ha di questi problemi

            con gli articoli a pagamento?
            Non lo conosco. Avra' messo il robot...presumo.Gartner è semplicemente uno dei riferimenti più importanti e autorevoli per l'economia e le tecnologie... NON un gruppo in crisi (di dinero, di notorietà o semplicemente nervosa o di identità? ) in cerca di pubblicità o fondi (che non fanno schifo a nessuno) tirando su supercazzole contro un gruppo di esordienti capaci come il team di Google!
          • Anonimo scrive:
            Re: coda di paglia
            - Scritto da: gio74web
            No, gli esempi non sono pertinenti, perchè i
            legittimi detentori dei (c) sui contenuti/marchi
            li hanno pubblicato sapendo chiaramente che cosa
            è il mezzo "internet" e che il modo per non
            renderli accessibili c'è.
            In pratica, ha lasciato le chiavi nel cruscotto
            dell'auto.ok tutte le tue kilometriche difese di goggle si basano su un solo punto: questo della convenzione o best practice eccetera.Io ho i miei dubbi che queste convenzioni o best practice (che non vuol dire convenzione) possano essere di qualche utilita' nelle aule dei tribunali...inoltre, hai davvero dei link a pagine web il cui titolo e' "queste sono le convenzioni generali di utilizzo di Internet"? Hai dei link da propormi per questo?Grazie, perche' non ho davvero idea di cosa stai parlando...e dubito che siano mai state espresse a mo' di 10 comandamenti di Internet.Ciao,Fabian
          • Anonimo scrive:
            Re: coda di paglia
            Sei decisamente OT.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ve lo avevo detto iooooooooo

      Fare un bot che catturi le news del vari portali
      e' un gioco da ragazzi (per chi e' esperto
      programmatore) , l'ho fatto anche io e se lo
      avessi messo online ci avrei preso un sacco di
      soldi, ma sapevo benissimo che era illegale.Piano, piano, le tue critiche possono essere fondate se un motore prende informazioni da pagine in cui l'accesso ai robots è stato negato, pienamente daccordo.Ma se uno mette risorse in una pagina e poi invita i robot a visitarla scopo indicizzazione non può protestare ... per l'indicizzazione.Se uno non vuole essere trovato inibisce l'accesso ai robots, se non vuole il deep linking lo consente solo su index e altre eventuali pagine di accesso, con nofollow...I mezzi ci sono, se uno vuole il vantaggio di stare su una rete pubblica, e quindi accessibile, deve tenere conto che sta appunto in un luogo pubblico e sta a lui controllare gli accessi come gli standard del mezzo di comunicazione consentono, oppure se non gli basta cambia mezzo di comunicazione!Se il motore ignora i limiti che il mezzo consiglia, allora ci sono tutti gli estremi per procedere.. non saranno leggi vere e proprie questi limiti, nessun articolo del codice civile o penale dice che un robots deve rispettare queste convenzioni, però sono una motivazione più che sufficiente e più che completa per indicare che il danneggiato si è attenuto alle "regole di convivenza" vigenti ed il gestore del robot no e quindi non può addurre scusanti tecniche.E questo è quanto concerne il deep linking, le immagini e contenuti sottoposti a copyright.Per l'uso dei marchi commerciali, la questione è semplice, pensa ad una pubblicità su volantino o murale, se dico ad esempio che vendo delle auto Lancia IO, non chi mi fornisce lo spazio pubblicitario, nè il grafico, nè l'attacchino, devo rispondere solo al consumatore del fatto che in effetti sono un concessionario con tutte le autorizzazioni del caso e che ho anche delle auto Lancia.Se invece dico che sono un concessionario ufficiale Lancia devo anche, sempre io, non il pubblicitario, rispondere alla Lancia: o sono un suo concessionario ufficiale o non lo sono ed allora non posso usare il suo marchio commerciale in quel modo... però posso sempre dire "vendo anche delle Lancia" e ricado nel caso precedente.O, al contrario, potrei avere un sito amatoriale e dire "adoro le auto Lancia"... a questo punto non sto usando un marchio commerciale anche se la parola o lo stemmino Lancia lo è!I possessori di marchi commerciali ovviamente vogliono mungere il web il più possibile, estendendo sempre e comunque il concetto di diritto intellettuale per quanto riguarda i loro marchi...in pratica fidando sul fatto che il web è per molti giudici e legislatori un qualcosa di poco conosciuto stanno cercando di fare si, proseguendo l'esempio, che io sia costretto a pagare Lancia ogni volta che uso la parola Lancia anche se, sempre nell'esempio, non mi sono affiliato come concessionario ufficiale, o peggio, ogni volta che uso nomi e marchi anche fuori dal contesto commerciale... a queste interpretazioni di parte manca poco, sempre appoggiandomi all'esempio precedente (disclaimer, a quanto mi risulta Lancia non ha mai fatto cose del genere) che un robot dei detentori del marchio possa chiedermi qualcosa se vede che in una pagina ho scritto "spezzo una lancia a favore di" oppure "partire a lancia in resta"!Si tratta di una questione calda definire sul web dove inizi l'utilizzo commerciale di un marchio, ovviamente i clienti di adwords tirano acqua al loro mulino (bianco, (c) ) ma ne dovrebbero rispondere di persona, e altrettanto ovviamente i detentori dei marchi commerciali titano dalla loro parte... il fatto è che nela pubblicità e nei media tradizionali il limite è abbastanza chiaro e consolidato e sul web non è molto diverso, solo che essendo il mezzo oscuro ai più entrambe i partiti tentano di approfittarne per vedere se riescono a tirare la coperta dalla loro parte, ma dovrebbero essere loro a risponderne, non il pubblicitario/concessionario di spazio che ci finisce in mezzo (per i manifesti il Google della situazione è il comune... se un manifesto viola i diritti di un amrchio denunceresti chi lo ha commissionato o il Comune???)
      • Anonimo scrive:
        Re: Ve lo avevo detto iooooooooo
        Credo che non hai afferrato il discorso.Google, con google news, non ha indicizzato delle pagina, ma si e' fatto un portalino (google news per l'appunto) mettendo sul suo sito foto, titoli ed interi occhielli presi dalle varie testate giornalistiche.Capito? :)
        • Anonimo scrive:
          Re: Ve lo avevo detto iooooooooo

          Credo che non hai afferrato il discorso.
          Google, con google news, non ha indicizzato delle
          pagina, ma si e' fatto un portalino (google news
          per l'appunto) mettendo sul suo sito foto, titoli
          ed interi occhielli presi dalle varie testate
          giornalistiche.L'ho afferrato, l'ho afferrato.La differenza è solo la forma in cui le notizie sono pubblicate, non facciamoci ingannare appunto come dicevo dalla relativa novità del mezzo.Google ha preso notizie pubblicate in modo da essere reperibili da motori automatizzati (se effettivamente non è in difetto il motore di google, se ha preso anche una sola pagina che non era da indicizzare ci sta tutta questa reazione) ed ha creato con quanto reperibile (perchè dichiarato tale dai webmaster) un lancio verso le notizie originali fornendo le corrette indicazioni di copyright e origine delle notizie.Questo, lato client, lo può fare un qualsiasi newsreader modificato per cercare anche sul web... questo lo facciamo anche noi quando passiamo davanti ad una edicola...In questo modo Google non usa informazioni indicate come non accessibili al suo motore e non le usa in modo improprio perchè da le corrette informazioni di copyright e origine, quanti invece ribattono gli articoli e li rilanciano dopo un paio d'ore? è pieno il web, purtroppo, di obrobbri simili magari fatti con programmilli simili ai traduttori automatici e ricorretti frettolosamente da pseudoredattori!Il suo motore ha trovato ed esposto le informazioni pubblicate sul web come accessibili, la sezione news si limita ad organizzarle tematicamente, come se facessero una sezione "most searched", non fanno altro che applicare un filtro alle informazioni che hannolegalmente reperito e le pubblicano in forma estremamente corretta e senza danneggiare nessuno... ah, a parte quelli che si sentono minacciati dal fatto che una piccola ma seria redazione piena di giovani competenti e indipendenti, ma sconosciuti, possa apparire troppo vicina alla sua testata blasonata, che magari qualcuno comincia a fare dei paragoni...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ve lo avevo detto iooooooooo
      - Scritto da: Anonimo
      1) L'uso di marchi registrati da parte di aziende
      che sfruttavano senza averne diritto in adwords.
      Gia' condannata credo in Francia.

      2) L'indicizzazione delle immagini. (causa in
      corso)

      ed ora questa delle news.Vabbè, ma a sto punto, applicando la stessa logica (bacata) di fondo, anche l'indicizzazione delle stesse pagine web dovrebbe rientrare nelle pratiche malviste dai detentori di diritti.Nei normali risultati di ricerca QUALUNQUE motore indicizza il titolo della pagina e mostra un estratto dei contenuti testuali della medesima.Non mi pare che ciò sia molto diverso dall'indicizzazione di occhielli e brevi estratti delle notizie.Che si fa? Impediamo ai motori di ricerca l'indicizzazione stessa?Magari per far capire a questi deficienti quanto traffico portano i motori di ricerca, Google potrebbe per qualche settimana "chiudere i rubinetti" e smettere di indicizzare i siti francesi.Vediamo se alcuni milioni di euro di mancati introiti spingono i francesi a superare il loro nazionalismo con la puzza al naso.
  • ryoga scrive:
    Conseguenze delle leggi...
    Ecco cosa accade quando chi fa le leggi ( sul diritto d'autore ), legifera senza sapere neanche di cosa sta parlando...Google, e' un motore di ricerca.Alla base di Google ci sono centinaia di "COMPUTER" che elaborano ininterrottamente tutti i link presenti negli indirizzi memorizzati e nei siti indicizzati.Questo cosa vuol dire? Vuol dire che Google, altro non e' che un software di un'azienda che e' in grado di indicizzare buona parte di contenuti presenti sul web.Di tanto in tanto si assiste a qualche "azienda" piu' o meno seria, che prova a fargli causa per poter spennargli qualche milione di dollari che *ONESTAMENTE* non fanno mai male.Tutto questo, grazie al "diritto d'autore", che palesemente, in questi casi, non ha senso d'esistere ( nessun utente paga soldi a Google per poter accedere a queste informazioni ).La salvaguardia delle informazioni riservate, e' compito del proprietario di tali diritti e non del resto del mondo.Es. : le banche che operano online, devono, salvaguardare la privacy dei propri clienti e devono farlo *DA SOLI*.Non possono sperare che il mondo li fuori non vada a tentare di entrare nei conti dei clienti!Questa e' una cosa palese.Il giudice dovrebbe assolvere Google e punire la AFP a pagare una somma di 17.5 milioni di dollari da dividere in questo modo : 50% a Google per tutti i grattacapi causati e per aver messo in pericolo la stabilità dell'azienda.l'altro 50% da donare in beneficenza alle popolazioni asiatiche che sono state *prese d'assalto* durante lo tsunami per poter avere news in diretta ( cioe', per *lucrare* sulle disgrazie altrui ).*Facile punire un robot per non lavorare un po' eh?*
    • Anonimo scrive:
      Re: Conseguenze delle leggi...
      Quoto. Continuano a fare come SCO o i discografici, google eroga un servizio che per un utente e' gratuito e molto utile perche' attaccarlo? Se ho un sito di news posso anche decidere a chi farle o non farle leggere, se far pagare oppure no, che centra un motore di ricerca creato proprio per indicizzare i contenuti web? Secondo me sono in rosso e invece di spendere 5 o 10 mila euro per aggiornamenti informatici spendono milioni prestati chissa' da quali banche e chissa' con quali garanzie.Questo diritto d'autore somiglia allo jus primae noctis... penso proprio che sia ora di cambiarlo in meglio.Bello anche il link:http://groups-beta.google.com/group/it.diritto.internet/msg/d80c8a60db00923fSecondo me google e' fatto cosi' bene che presto le nazioni del mondo faranno la guerra per appropriarsene, senza capire che, a suo modo, e' gia' al servizio di tutti.Da parte mia sento ammirazione per quelli di google e alla francia bastava solo sfruttarlo meglio o finanziare progetti simili usando le loro idee, ma i tempi che corrono permettono di ragionare solo con le guerre. Basta con la guerra.
  • Anonimo scrive:
    Francia VS Google?
    Sara' che google e' diventato antipatico ai francesi ultranazionalisti? L'accostamento con l'industria del porno mi e' sembrato azzeccato, trovo la cosa abbastanza oscena. Un motore di ricerca che non deve cercare? Sono proprio idioti ( in senso etimologico )Cmq tanta gente continua a rendersi ridicola...Forse abbiamo trovato un bug nello sviluppo di google, e' cosi' ben fatto che tutto e tutti dovrebbero far riferimento a lui, dovrebbe essere piu' "distribuito", e' cmq un motore all'ultimo grid... :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Francia VS Google?
      Ma con tutto il mondo te pare, proprio i francesi, e quando e' mai... una bella ridimenzionata servirebbe, cmq se fossi google metterei quel sitarello in backlist e pace... dopo tutto indicizzare dei siti gestiti da persone che la pensano in quel modo.. e' tutto dire...
      • Luca Schiavoni scrive:
        Re: Francia VS Google?
        - Scritto da: Anonimo
        Ma con tutto il mondo te pare, proprio i
        francesi, e quando e' mai... una bella
        ridimenzionata servirebbe, cmq se fossi google
        metterei quel sitarello in backlist e pace...
        dopo tutto indicizzare dei siti gestiti da
        persone che la pensano in quel modo.. e' tutto
        dire...Sitarello?mmmh rileggi bene la news, e fai qualche ricerca so Google ;)o segui il link presente nella notizia, se proprio non hai idea di cosa sia AFP (geek)LucaS
    • Anonimo scrive:
      Re: Francia VS Google?
      - Scritto da: Anonimo
      Sara' che google e' diventato antipatico ai
      francesi ultranazionalisti? UHMMM...Francesi - Ultranazionalisti non è una ripetizione ?? Voglio dire... esistono francesi non-nazionalisti ??
    • Anonimo scrive:
      Re: Francia Xenofoba
      - Scritto da: Anonimo
      Sara' che google e' diventato antipatico ai
      francesi ultranazionalisti? sono tutti antipatici ai francesi ultranazionalisti.certo però questo impedisce le entrate "no problem" a politiche sbagliate provenienti dagli USA. E questo non guasta. Da noi hanno sempre la porta e le finestre aperte. Dicono e noi facciamo. I francesi hanno dignità.
      L'accostamento con l'industria del porno mi e'
      sembrato azzeccato, trovo la cosa abbastanza
      oscena. Un motore di ricerca che non deve
      cercare? sono comunque d'accordo, il discorso sopra non voleva escludere questo, ovviamente.
      piu' "distribuito", e' cmq un motore all'ultimo
      grid... :DLOL!!! ;-) ottima
  • Anonimo scrive:
    ma scherzano???
    mettono delle foto pubblicamente accessibili a qualsivoglia client http e poi denunciano? ma imparassero ad usare robots.txt; ormai l'IT e' sempre piu' preda di avvocati e markettari e sempre meno di informatici
    • Anonimo scrive:
      Re: ma scherzano???
      - Scritto da: Anonimo
      mettono delle foto pubblicamente accessibili a
      qualsivoglia client http e poi denunciano? ma
      imparassero ad usare robots.txt; ormai l'IT e'
      sempre piu' preda di avvocati e markettari e
      sempre meno di informaticiGià, è un vero peccato. Questi signori pretendono di venire "a casa nostra" (casa di tutti) e comandare loro. Facendo questo stanno snaturando Internet e l'idea fondamentale per cui è nata: permettere la comunicazione e il libero scambio d'informazione.Bye, Luca
      • Anonimo scrive:
        Re: ma scherzano???
        - Scritto da: Segfault
        permettere la comunicazione e il libero scambio
        d'informazione.Parlo della Internet "civile" naturalmente, non quella "militare".Bye, Luca
    • Anonimo scrive:
      Re: ma scherzano???
      Tuttavia bisogna ricordare che usando immagini altrui Google consuma altrui banda, il che si riperquote in un costo per chi gestisce il server su cui l'immagine è pubblicata.
      • Anonimo scrive:
        Re: ma scherzano???
        - Scritto da: Anonimo
        Tuttavia bisogna ricordare che usando immagini
        altrui Google consuma altrui banda, il che si
        riperquote in un costo per chi gestisce il server
        su cui l'immagine è pubblicata.Forse ho detto una cazzata, a ben guardare pare che le immagini risiedano sui server di GOOGLE: http://news.google.it/news?imgefp=2XTwtyNkT8YJ&imgurl=www.repubblica.it/2005/b/sezioni/economia/banche/cavaliere/stor_5979050_22140.jpgTuttavia non è chiaro se:A. l'immagine risiede sul server di GOOGLE dopo copia (il che non sarebbe bello)B. l'immagine è caricata dinamicamente ad ogni richiesta, il che consumerebbe banda.
      • Anonimo scrive:
        Re: ma scherzano???

        Tuttavia bisogna ricordare che usando immagini
        altrui Google consuma altrui banda, il che si
        riperquote in un costo per chi gestisce il server
        su cui l'immagine è pubblicata.il web è stato pensato proprio per essere utilizzato in questo modo e non per fare enne copie delle stesse informazioni in giro per il pianetachi vuole rendere disponibili le informazioni pubblicamente lo fa e si assume i costi di banda che viene consumata anche dai motori di ricercaaltrimenti trova altri mezzi ad esempio un sistema di autenticazione per l'accesso ai contenuti e di DRM per la fruizione e redistribuzione di copie concesse agli utenti (e si assume tutti i costi per pubblicizzarli questi contenuti)
      • Anonimo scrive:
        Re: ma scherzano???
        - Scritto da: Anonimo
        nel nostro mondo di dinosauri ... Pare che in
        passato questo conflitto si sia risolto son un
        meteorite : questa volta cosa capitera' ?!?!?!?Nonono... guarda... questa è la storia ufficiale ma i fatti sono andati in modo diverso... te lo dico perché c'ero. ;)In realtà i piccoli mammiferi si sono incazzati e hanno avvelenato il cibo dei grossi rettili. Siccome all'epoca non c'erano veleni questo era difficile da fare. Tuttavia un giorno è caduto un meteorite che però era piccolo e non ha fatto molti danni... è risultato che tale meteorite fosse radioattivo. I piccoli ma furbi e studiati mammiferi hanno quindi aprofittato di questo. Ogni giorno, per qualche millennio, uno dei piccoli mammiferi (estratto a sorte con il trucco del bastoncino più corto) si sacrificava, passava la nottata in prossimità del meteorite in modo da diventare altamente tossico e poi si faceva mangiare dal rettile di turno.Ecco come sono andati i fatti.Bye, LucaP.S.: Io sono sopravvissuto perché distribuivo i bastoncini :)
    • Anonimo scrive:
      Re: ma scherzano???
      NoE' la vecchia questione della propieta intelletuale.
      • Anonimo scrive:
        Re: ma scherzano???

        No
        E' la vecchia questione della propieta
        intelletuale. Vecchia questione che va affrontata in maniera nuova.Prima la proprietà intelletuale prevedeva costi di pubblicazione e distribuzione completamente diversi.Se ora si decide di avvalersi di una tecnologia che non è nata per tagliare i costi di produzione di codesti signori, ma per facilitare la comunicazione e la condivisione di informazioni, si accettano anche le regole intrinseche di questo mezzo.
      • awerellwv scrive:
        Re: ma scherzano???
        - Scritto da: Anonimo
        No
        E' la vecchia questione della propieta
        intelletuale. COSA DIAVOLO E' LA PROPRIETA' INTELLETTUALE?? hai la proprieta' dei tuoi neuroni??? la proprieta' intellettuale e' la + grossa STR****A della storia... se hai un qualcosa di valido in testa ne fai un progetto lo brevetti e sei felice e contento (salvo poi le sanguisughe che ti spillano 30000 ? per il brevetto), ma una immagine scattata NON e' proprieta' intellettuale... essere padri di una idea non e' nulla, sarebbe troppo comodo...
  • Anonimo scrive:
    La soluzione è (relativamente) semplice
    AFP dovrebbe chiedere ai suoi clienti di mettere tutte le foto e il materiale da loro forniti in una directory chiamata, per esempio, "afp".Così si potrebbe evitare di far visitare tale directory dai motori di ricerca con un file robots.txt di questo tipo:# robots.txtUser-agent: *Disallow: /afp/anche se questo richiederebbe la modifica dei CMS per memorizzare i contenuti in directory specifiche.Ma non so se converrebbe davvero all'AFP che non si parlasse delle sue news.
    • Anonimo scrive:
      Re: La soluzione è (relativamente) sempl
      - Scritto da: Anonimo
      AFP dovrebbe chiedere ai suoi clienti di mettere
      tutte le foto e il materiale da loro forniti in
      una directory chiamata, per esempio, "afp".

      Così si potrebbe evitare di far visitare tale
      directory dai motori di ricerca con un file
      robots.txt di questo tipo:

      # robots.txt

      User-agent: *
      Disallow: /afp/Lo ha fatto (almeno ora):http://www.afp.com/robots.txtForse google ignora i file robots.txt per le news?Bye, Luca
      • Anonimo scrive:
        Re: La soluzione è (relativamente) sempl

        Lo ha fatto (almeno ora):
        http://www.afp.com/robots.txt

        Forse google ignora i file robots.txt per le news?e allora?si tratta solo di un gentlemen agreementtutte le agenzie, società, sette, lobby, ecc. ecc.che non hanno capito come è fatto internet evogliono a tutti i costi snaturarlo per i lorointeressi che non fregano una cippa al restodel mondo sono pregati di accomodarsi all'uscita
        • Anonimo scrive:
          Re: La soluzione è (relativamente) sempl
          - Scritto da: Anonimo
          e allora?
          si tratta solo di un gentlemen agreementD'accordo, mi chiedevo solo perché stavolta lo ignorasse. Solitamente google rispetta robots.txt
          tutte le agenzie, società, sette, lobby, ecc. ecc.
          che non hanno capito come è fatto internet e
          vogliono a tutti i costi snaturarlo per i loro
          interessi che non fregano una cippa al resto
          del mondo sono pregati di accomodarsi all'uscitaSono d'accordo con te. Se non vuoi rendere pubblici i tuoi contenuti allora non metterti su Internet. Altrimenti proteggili dovutamente (password, ecc)Bye, Luca
      • Anonimo scrive:
        Re: La soluzione è (relativamente) sempl
        - Scritto da: Segfault
        Forse google ignora i file robots.txt per le news?No, non si tratta di quello che Google preleva dal sito della AFP. Si tratta di quello che Google preleva dalle decine di altri siti che usano materiale AFP.Quindi bisogna in qualche modo trovare una soluzione che permetta a Google di identificare i contenuti prodotti da AFP a prescindere dal sito in cui sono stati (ri)pubblicati.
        • Anonimo scrive:
          Re: La soluzione è (relativamente) sempl


          Forse google ignora i file robots.txt per le
          news?

          No, non si tratta di quello che Google preleva
          dal sito della AFP. Si tratta di quello che
          Google preleva dalle decine di altri siti che
          usano materiale AFP.

          Quindi bisogna in qualche modo trovare una
          soluzione che permetta a Google di identificare i
          contenuti prodotti da AFP a prescindere dal sito
          in cui sono stati (ri)pubblicati.la rete non è data per queste stupiderie maper facilitare la condivisioneche si inventino una piattaforma tipo DMR perproteggere i contenuti e che provino a farlaadottare alle persone se credono di riuscirciinternet non sarebbe mai esplosa se la stragrandemaggioranza dei contenuti non fosse statafree as a beer, oggi ci sono sicuramentepiù persone che sarebbero disposte a pagareper molte di quelle informazioni, ma cercaredi snaturare il tutto in nome di presunti profittimancati mi pare ridicolo
          • Anonimo scrive:
            Re: La soluzione è (relativamente) sempl
            - Scritto da: Anonimo
            internet non sarebbe mai esplosa se la stragrande
            maggioranza dei contenuti non fosse stata
            free as a beer, oggi ci sono sicuramente
            più persone che sarebbero disposte a pagare
            per molte di quelle informazioni, ma cercare
            di snaturare il tutto in nome di presunti profitti
            mancati mi pare ridicoloPerfettamente d'accordo con quanto dici. Inoltre prima di permettere a qualcuno di pubblicare una qualunque cosa su Internet dovrebbero fare dei corsi intensivi su cosa è e cosa non è Internet.Bye, Luca
        • Anonimo scrive:
          Re: La soluzione è (relativamente) sempl
          - Scritto da: Anonimo
          No, non si tratta di quello che Google preleva
          dal sito della AFP. Si tratta di quello che
          Google preleva dalle decine di altri siti che
          usano materiale AFP.Ok. Questo risponde alla mia domanda.Ma in questo caso gli altri siti non hanno pagato la AFP per redistribuirne i contenuti? Quante volte pretende di essere pagata la AFP per il suo lavoro?
          Quindi bisogna in qualche modo trovare una
          soluzione che permetta a Google di identificare i
          contenuti prodotti da AFP a prescindere dal sito
          in cui sono stati (ri)pubblicati.Guarda, se un sito pubblica i contenuti di AFP li rende PUBBLICI. Non vedo proprio perché google non possa linkarli facendo un breve "riassunto" (come fa ora) alla pagina originale di dove ha trovato queste info.La verità è che questi tizi vogliono essere avari. Se tengono tanto ai loro contenuti allora non li pubblichino su Internet e chiedano agli altri siti di NON ripubblicare il testo così com'è ma di metterci del loro. Invece vogliono capra e cavoli.Bye, Luca
          • Vide scrive:
            Re: La soluzione è (relativamente) sempl
            Non lo so, io non la farei cosí semplice...é come se io mi svegliassi alle 4 del mattino ogni giorno, prendessi una copia di ogni giornale dall'edicola appena aperta e in un paio d'ore mi metto a distribuire gratuitamente un giornale all'entrata del metro fatto di ritagli dei vari giornali a cui ho aggiunto inserzioni pubblicitarie che fanno entrare soldi in tasca direttamente a me.Il fatto che sia pubblicamente disponibile non significa che sia pubblicamente ridistribuibile/utilizzabile, a meno che non sia sotto licenze tipo Creative commons. IMO Google ha ca*ato fuori dal vaso con questa cosa.(e te lo dice uno a favore dell'open source, delle libertá in rete e tutto il resto)
          • Anonimo scrive:
            Re: La soluzione è (relativamente) sempl
            - Scritto da: Vide
            Non lo so, io non la farei cosí semplice...é come
            se io mi svegliassi alle 4 del mattino ogni
            giorno, prendessi una copia di ogni giornale
            dall'edicola appena aperta e in un paio d'ore mi
            metto a distribuire gratuitamente un giornale
            all'entrata del metro fatto di ritagli dei vari
            giornali a cui ho aggiunto inserzioni
            pubblicitarie che fanno entrare soldi in tasca
            direttamente a me.Guarda, google non sta copiando nulla, sta solo usando una pratica comune, anche fra i giornalisti stessi. Il copyright protegge il tuo lavoro, ma ci sono delle "eccezioni" come appunto "citare parte di un articolo pubblicandone il nome della sorgente" che rientrano in pratiche denominate di "fair-use".I giornalisti lo fanno continuamente... quando citano questo o quello, quando citano parti di un libro, quando citano news provenienti da altre sorgenti. L'importante è dare a Cesare cio che è di Cesare, ossia fornire un link (o comunque un riferimento) al testo originale. Ed è esattamente quando sta facendo Google. Non sta facendo nulla di più e nulla di meno.Se il giudice desse ragione alla AFP questo andrebbe a danno di TUTTI i giornalisti, anche della AFP stessa (e non capisco proprio come facciano a non rendersene conto).Inoltre si, è vero che Google con i banner pubblicitari ci guadagna, ma non c'è scritto da nessuna parte che se io cito un testo fornendone i vari riferimenti poi io non debba farmi pagare per il lavoro che ho fatto.Bye, Luca
          • Anonimo scrive:
            Re: La soluzione è (relativamente) sempl

            Non lo so, io non la farei cosí semplice...é come
            se io mi svegliassi alle 4 del mattino ogni
            giorno, prendessi una copia di ogni giornale
            dall'edicola appena aperta e in un paio d'ore mi
            metto a distribuire gratuitamente un giornale
            all'entrata del metro fatto di ritagli dei vari
            giornali a cui ho aggiunto inserzioni
            pubblicitarie che fanno entrare soldi in tasca
            direttamente a me.già ma in questo caso è come se l'editore facesse causa a chi fa la rassegna stampa in TV/Radio o, peggio ancora, al giornalaio perché qualcuno ha fatto quel patchwork a cui ti riferisci
          • Anonimo scrive:
            Non c'entra niente...
            - Scritto da: Vide
            é come
            se io mi svegliassi alle 4 del mattino ogni
            giorno, prendessi una copia di ogni giornale
            dall'edicola appena aperta e in un paio d'ore mi
            metto a distribuire gratuitamente un giornale
            all'entrata del metro fatto di ritagli dei vari
            giornali a cui ho aggiunto inserzioni
            pubblicitarie che fanno entrare soldi in tasca
            direttamente a me.Maddeché? :-DNon è la stessa cosa, perché Google poi "spedisce" gli utenti ai siti giornalistici che pubblicano le notizie.Agenzie e siti fanno a gara per poter essere inclusi nel servizio news di Google, perché il traffico ottenuto è GIGANTESCO e questo significa aumentare considerevolmente i visitatori e gli introiti.E' la AFP che rompe le balle e costituisce un'anomalia...Se non vogliono che un motore di ricerca acquisisca testi prodotti da loro, controllino che qualcuno non pubblichi apertamente sul web le loro notizie riservate agli abbonati.Se *TU* accedi ad una notizia AFP che per errore è stata resa accessibile a tutti e te la leggi (mettendola anche nella cache del tuo browser), è assurdo che *TU* (il lettore) sia passibile di denuncia. La AFP deve prendersela con chi ha reso pubblici quei contenuti riservati, non con te.E' così difficile da capire?
          • Anonimo scrive:
            Re: La soluzione è (relativamente) sempl
            - Scritto da: Segfault
            Non vedo proprio perché google
            non possa linkarli facendo un breve "riassunto"
            (come fa ora) alla pagina originale di dove ha
            trovato queste info.Sarebbe come dire che io non posso dire che su $nomerivista del mese di $nomemese c'è un articolo che riguarda $notiziainteressante.Inoltre il fatto che google prenda alcune righe dell'articolo e le ripubblichi per dare un "assaggio" dell'articolo per intero è perfettamente permesso e questa pratica passa sotto il nome di "fair-use".Se google viene punita per questo anche altri siti come slashdot o anche PI potrebbero essere puniti perché ripubblicano alcune righe della news che stanno citando e forniscono i link per arrivarci.Le richieste della AFP sono dunque decisamente fuori luogo, controproducenti e dimostrano che le loro vere intenzioni NON sono quelle di proteggere i loro contenuti dalla violazione di copyright, ma solo quelle di estorcere soldi a google.Bye, Luca
          • Vide scrive:
            Re: La soluzione è (relativamente) sempl
            No, sbagli il punto. E il punto in un sito di informazione sono i contenuti, e non come questi vengano impaginati o altro. Il costo tecnico di news.google.com é irrisorio rispetto agli introiti che sul lungo tempo l'affitto di banner gli porta. E non é la citazione di un articolo dentro un altro, é fare un portale con contenuti non scritti da te ma presi automaticamente da un bot. Certo, poi se ci clicchi sopra ti porta alla pagina completa della notizia, ma é cmq un altro discorso.E riguardo il fairy use...se l'agenzia ti dice che non gli va bene evidentemente per loro non é poi cosí gentile come utilizzo.
          • Anonimo scrive:
            Re: La soluzione è (relativamente) sempl
            - Scritto da: Vide
            E riguardo il fairy use...se l'agenzia ti dice
            che non gli va bene evidentemente per loro non é
            poi cosí gentile come utilizzo.Il fair-use non dipende dalla volontà o meno del proprietario del Copyright di concedertelo."Fair-use" non si riferisce all'uso "giusto" secondo il proprietario, ma giusto secondo gli utenti.Quindi il proprietario non può proibirti di pubblicare un pezzo del suo articolo, a patto che il pezzo sia sufficentemente corto rispetto all'originale e che la fonte sia citata chiaramente.Se il proprietario di un libro potesse impedirti di fare una recensione su di esso (usando quindi anche testo proveniente dal libro per esemplificare quanto detto) allora potrebbero divenire immediatamente illegali tutte le recensioni che al proprietario del libro non piacciono perché potrebbe semplicemente proibire a tutti quelli cui tale libro sta antipatico di fare un qualunque "estratto".È vero che Google non fa un vero riassunto ma si limita a prendere un pezzettino del testo e ricopiarlo nella sua pagina [fornendo le fonti], ma, IMO (bisognerebbe vedere cosa dice un esperto di legge sul copyright), fare questo continua ad essere parte del fair-use. Molti siti di news (fra cui anche slashdot) spesso si limitano a proporre un pezzo copiato dal sito originale cui fanno riferimento corredate di 2 righe si e no di commento... quindi se quello che fa google è illegale (proporre news provenienti da altri siti con brevi estratti) anche quello che fa slashdot (e famiglia) è illegale.L'unica differenza fra slashdot e google-news (a parte naturalmente la natura tecnica di slashdot) è che questo estratto nel primo caso viene fatto da un umano, nel secondo caso da un robot.Bye, Luca
          • Anonimo scrive:
            Re: La soluzione è (relativamente) sempl
            - Scritto da: Segfault
            - Scritto da: Vide

            E riguardo il fairy use...se l'agenzia ti dice

            che non gli va bene evidentemente per loro non é

            poi cosí gentile come utilizzo.

            Il fair-use non dipende dalla volontà o meno del
            proprietario del Copyright di concedertelo.
            "Fair-use" non si riferisce all'uso "giusto"
            secondo il proprietario, ma giusto secondo gli
            utenti.Magari fosse come dici. In realtà il "fair use" è, per dirla con le parole di Lessig, il diritto di andare in tribunale e chiedere al giudice se nel caso in discussione lui pensa che sia fair use!Naturalmente la probabilità di vittoria è funzione delle due variabili potere e denaro (di ognuno dei contendenti).Per cui alla fine i grandi hanno le maggiori probabilità.
          • gerry scrive:
            Re: La soluzione è (relativamente) sempl

            E non é la citazione di un articolo
            dentro un altro, é fare un portale con contenuti
            non scritti da te ma presi automaticamente da un
            bot.Bot o no bisogna solo vedere se la legge lo permette.Mi pare che (almeno per la legge italiana) fare un sito del genere sia ammissibile, in quanto è lecito citare una articolo. Anche se ne fai una pagina piena, in fondo è una specie di motore di ricerca dedicato.
            E riguardo il fairy use...se l'agenzia ti dice
            che non gli va bene evidentemente per loro non é
            poi cosí gentile come utilizzo.Se il fair use si limitasse a tutto quello che i produttori decidono sia "gentile" non ci sarebbe alcun fair use.Il fair use è un diritto che ti spetta, non una concessione facoltativa.
          • Anonimo scrive:
            Re: La soluzione è (relativamente) sempl

            Se il fair use si limitasse a tutto quello che i
            produttori decidono sia "gentile" non ci sarebbe
            alcun fair use.
            Il fair use è un diritto che ti spetta, non una
            concessione facoltativa.bravo!ogni tanto è bene che qualcuno si ricordi che i diritti li hanno anche i consumatori e non solo i produttori
    • Anonimo scrive:
      Re: La soluzione è (relativamente) sempl
      beh tramite il file .htaccess possono fare in modo che le immagini siano caricate solo da pagine risiedenti sul server stesso...e penso che l'abbiano fatto, lo fanno tutti i webmaster di siti porno....ma comunque google ne fa una copia nella sua cache, ed è normale che sia così...
    • Anonimo scrive:
      Re: La soluzione è (relativamente) semplice

      # robots.txt

      User-agent: *
      Disallow: /afp/


      anche se questo richiederebbe la modifica dei CMS
      per memorizzare i contenuti in directory
      specifiche.

      Ma non so se converrebbe davvero all'AFP che non
      si parlasse delle sue news.sono ovviamente d'accordo con quest'ultima, anche perchè quando clicchi poi arrivi sui LORO siti. E' tutta promozione.Detto questo però, non deve certo essere onere dei siti di dire "escludimi", no? Dovrebbero fare il contrario. L'impostazione potrebbe essere "non permetto niente" e poi aprire singolarmente i vari permessi ai crawler (compresi dei wildcard per chi non vuole escludere nessuno) ... così dici a google news "io sono un sito di news disponibile":)
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