E-reader, a est la svolta del colore

Cinese il primo device a colori. Atteso per marzo, con un prezzo da tablet. Ma i grandi nomi del settore, Amazon e Sony in testa, restano a guardare

Roma – Annunciato , anticipato e rimandato ormai da mesi, la cinese Hanvon dovrebbe essere la prima a mostrare uno schermo E Ink a colori.

Havon è il più grande produttore di e-reader in Cina e ha ora annunciato un modello con touchscreen da 10 pollici che monterà lo schermo epaper a colori prodotto da E Ink Holdings. Dovrebbe arrivare sul mercato cinese a marzo: una data che, pur in ritardo sui primi annunci, rappresenterebbe l’esordio internazionale della nuova generazione degli schermi per e-reader.

Per aggiungere i colori E Ink Holding adotta i medesimi schermi in banco e nero con l’aggiunto di un filtro a colori : la brillantezza è ridotta, ma i consumi rimangono gli stessi. Dal punto di vista del target di mercato si avvicinerà dunque ai tablet che saranno allora in commercio, ma allo stesso modo (in controtendenza con l’attuale trend) anche il prezzo si dovrebbe aggirare intorno ai 440 dollari , circa 200 dollari in più del Nook Color (che tuttavia ha uno schermo LCD ) e vicinissimo a quello dell’iPad.

Uno schermo E Ink a colori avrebbe il vantaggio di poter garantire consumi minimi e di essere leggibile anche in piena luce solare, ma con contrasti minori e colori più sfumati rispetto ad un LCD. E gli e-reader sarebbero limitatati comunque alle pagine statiche: proprio perché la tecnologia è ancora in sviluppo, i costi ancora elevati e i vantaggi ancora in certi, Amazon e Sony sembrano attendere alla finestra gli sviluppi del settore per decidere a favore o meno del passaggio. D’altronde quello dei colori è un servizio aggiuntivo che potrebbe per il momento interessare solo riviste e libri per bambini, che al momento sono forniti, per esempio, dall’applicazione offerta da Amazon per iPad e altri dispositivi

Claudio Tamburrino

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  • ninjaverde scrive:
    Qualcuno
    Qualcuno ha "mangiato la foglia" ed il ministro inglese propone cambiamenti radicali. Occorrerà poi vedere se le cose cambieranno e sopratutto se cambieranno in Europa. Per gli USA mi pare che le Lobby fanno un pò quello che vogliono manovrando sulle loro regole di "patent" mentre i piccoli soccombono o vengono assorbiti. Del resto mi pare che quasi ogni giorno negli USA sorgono cause milionarie per questioni di Coprigth. Occorre semplificare le cose, intanto evitare di brevettare ciò che non deve essere brevettabile e renderre meno oppressive le regole sul web.
  • Funz scrive:
    15 anni dalla prima pubblicazione.
    Diritto di sfruttamento commerciale esclusivo per 15 anni dalla prima pubblicazione, poi pubblico dominio.Se un'opera esce dal catalogo prima dei 15 anni, pubblico dominio.Se i diritti non sono acquistati in un dato Paese, pubblico dominio per quel Paese.Ogni utilizzo privo di scopo di lucro è libero.La condivisione tramite p2p è depenalizzata.O così, o continuare a correre dietro ai mulini a vento.
    • franz1789 scrive:
      Re: 15 anni dalla prima pubblicazione.
      Sì, a patto che vada tu a dirlo a Gene "incula pirati" Simmons :)a parte gli scherzi, questa è utopia, si riuscirebbe al massimo a depenalizzare il p2p da opere fuori catalogo anche se coperte ancora da copyright..
      • Funz scrive:
        Re: 15 anni dalla prima pubblicazione.
        - Scritto da: franz1789
        Sì, a patto che vada tu a dirlo a Gene "incula
        pirati" Simmons
        :)E che mi fa, mi strangola con la lingua? :D
  • uno qualsiasi scrive:
    Equo uso
    Qualsiasi uso non commerciale: uso privato, e distribuzione gratuita.È a questo che bisogna puntare.
  • anonimo scrive:
    Gli USA
    Eh si', gli USA, il paradiso del fair use. Ma andate tutti a quel paese.
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