eBay batte Google e compra StumbleUpon

La piattaforma di social bookmarking passa al gigante delle aste, che supera Google. BigG reagisce inserendo nella sua toolbar una funzionalità che ricorda da vicino quelle del bocconcino perduto
La piattaforma di social bookmarking passa al gigante delle aste, che supera Google. BigG reagisce inserendo nella sua toolbar una funzionalità che ricorda da vicino quelle del bocconcino perduto

StumbleUpon , il nuovo tool di riferimento online del social bookmarking , potrebbe essere il prossimo acquisto di eBay. Secondo le indiscrezioni raccolte da Michael Arrington di TechCrunch , la bozza preliminare di accordo parla di una cifra compresa tra i 40 e 45 milioni di dollari .

E dire che fin dallo scorso novembre sembrava che anche Google e AOL fossero interessate. Al momento però non vi sono conferme ufficiali; certo è che per una piccola start-up come questa è un colpaccio. L’idea di fondo è semplice: permettere agli utenti del Web di scambiarsi valutazioni sui siti tramite una browser toolbar.

C’è anche un aspetto ludico del giochino, che prevede la possibilità di navigare a caso, fra siti analoghi, cliccando sul tasto “Stumble!”. Ad ogni click corrisponde un accesso ad un sito web precedentemente recensito positivamente da altri utenti – e a tema con la propria l’ultima valutazione. Se poi si considera che adesso si possono anche recensire video, foto e blog, l’offerta è certamente completa. L’obiettivo è quello di creare una community di recensori dalle passioni condivise. E i numeri danno ragione al progetto: secondo ComScore a marzo sono state raggiunte le 6 milioni di page views e i 900 mila unique user.

Insomma, un business potenzialmente vincente, che non è sfuggito del tutto a Google. Non è riuscita a mettere le mani su StumbleUpon, ma quasi in contemporanea con le indiscrezioni che stanno accompagnando la start-up, ha annunciato la disponibilità di una nuova funzione di Google Toolbar capace di regalare la stessa sensazione di “serendipity surfing”.

Cliccando sulla nuova icona “dado” il sistema elabora le precedenti ricerche online effettuate dall’utente per proporre altri siti di interesse. Non è proprio la stessa cosa, ma questa volta a Mountain View dovranno accontentarsi. Non si può vincere sempre.

Dario d’Elia

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19 04 2007
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