eBay accusa Amazon: è caccia ai venditori

eBay fa causa ad Amazon: al centro della diatriba le strategie attuate da quest'ultimo per portare sulla propria piattaforma i grandi venditori.

I due colossi dell’e-commerce, eBay e Amazon, uno di fronte all’altro non solo per contendersi la fetta più grande di market share e l’attenzione degli acquirenti, ma anche in una battaglia legale che vede al centro della discussione i venditori attivi sulle rispettive piattaforme. Ieri il gruppo di San Jose ha formalmente intentato una causa nei confronti di quello di Seattle.

eBay vs Amazon

L’accusa mossa da eBay nei confronti di Amazon è di poaching. Un termine impiegato per indicare la pratica attraverso la quale le aziende solitamente sottraggono dipendenti o collaboratori alla concorrenza, così da poter disporre delle loro competenze. In questo caso la discussione ruota, come già detto, attorno ai venditori. Amazon avrebbe contattato centinaia tra i più grandi e importanti seller di eBay attraverso il servizio di messaggistica integrato nel portale, al fine di convincerli a compiere il grande salto e offrire i loro articoli sulla propria piattaforma. Ecco un estratto dalla documentazione depositata, di cui per prima ha parlato la redazione del Wall Street Journal.

Per anni, all’insaputa di eBay, Amazon è stata impegnata in uno sforzo sistematico e coordinato per infiltrarsi nel sistema M2M proprietario di eBay così da sfruttarlo al fine di portare i migliori venditori di eBay su Amazon. Lo schema è sorprendentemente esteso e coinvolge un gran numero di rappresentanti Amazon, puntando a molte centinaia di venditori eBay, interessando diversi paesi oltreoceano e molti stati USA, inclusa la California.

Il valore dei venditori

La pratica attuata da Amazon sarebbe in palese violazione dei termini di servizio sottoscritti all’atto della registrazione su eBay, che vieta di ricorrere alla messaggistica privata al fine di condurre trattative o vendite esterne alla piattaforma. Anche l’Italia figura tra i paesi citati, dai quali sarebbero partite le campagne di reclutamento dei venditori, insieme a Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Spagna, Australia e Singapore. Sarebbero coinvolti, in totale, circa 50 rappresentanti del gruppo di Jeff Bezos.

eBay sottolinea inoltre come si tratti di un’operazione coordinata a livello centrale, avendo notato che gran parte degli account creati appositamente a tale scopo fanno riferimento a un unico indirizzo IP. Non è dato a sapere quale sia la natura dei messaggi spediti ai venditori, ma eBay chiarisce che in gran parte non presentano differenze tra loro. Da Amazon, al momento, non si registra alcuna replica sulla questione.

Fonte: Engadget

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