Elon Musk ha modificato la richiesta di risarcimento danni presentata a metà gennaio per specificare che, in caso di vittoria, l’intera somma verrà donata alla OpenAI Foundation, il ramo non-profit dell’azienda. Ha chiesto anche la rimozione del CEO Sam Altman e del Presidente Greg Brockman dal consiglio di amministrazione.
Musk cambia tattica per vincere la causa?
Lo scontro legale è iniziato oltre due anni fa. Elon Musk ha denunciato OpenAI perché non ha rispettato la missione originaria, ovvero quella di non trarre profitto dallo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale. Invece sono iniziati ad arrivare i soldi di Microsoft, i modelli GPT non sono più open source e a fine ottobre 2025 è nato il ramo for-profit OpenAI Group PBC, del quale Microsoft possiede il 27%. La parte non-profit è OpenAI Foundation.
Musk ha donato circa 38 miliardi di dollari a OpenAI, quindi ora vuole un risarcimento complessivo fino a 134 miliardi di dollari (secondo OpenAI, i calcoli sono sbagliati). Nella versione aggiornata della denuncia (PDF) è scritto che Musk non cerca soldi per se stesso. In caso di vittoria, l’intera somma stabilita dal giudice come risarcimento verrà donata alla OpenAI Foundation.
Musk chiede inoltre la rimozione di Sam Altman e Greg Brockman dai rispettivi ruoli nei due rami di OpenAI. Altman e Brockman devono anche restituire tutti i guadagni personali ottenuti dalla ristrutturazione aziendale. Infine, il giudice dovrebbe annullare la conversione in società a scopo di lucro. OpenAI ha dichiarato che questa è solo una tattica per cercare di vincere la causa:
Oggi, all’ultimo minuto, Elon Musk ha depositato un atto in tribunale fingendo di cambiare idea riguardo al suo attacco alla OpenAI Foundation, un’organizzazione senza scopo di lucro. La verità è che questa vicenda è sempre stata incentrata sul desiderio di Elon di ottenere più potere e denaro per i propri scopi. Avendo compreso che il suo tentativo di danneggiare la OpenAI Foundation si basa su un’accusa legale infondata, Elon sta ancora una volta cercando di cambiare la narrazione e salvare la faccia in vista del processo. La sua causa non è altro che una campagna diffamatoria, alimentata da ego, gelosia e dal desiderio di ostacolare un concorrente.
Il processo inizierà il 27 aprile con la selezione della giuria presso un tribunale federale di Oakland (California).