Per il World Emoji Day, Google ha raccontato il processo di design delle proprie emoji 3D e ha annunciato che le renderà completamente open source.
Google rende open source le sue emoji 3D: file OBJ scaricabili da chiunque
Google rilascia i file .OBJ grezzi alla community, scaricabili, modificabili, utilizzabili per qualsiasi progetto. Li consegniamo alla community perché possano usarli per costruire mondi VR immersivi, app indie o meme assurdi
, ha detto Google.
Che tipo di mondi VR immersivi qualcuno voglia costruire con un mucchio di emoji è un mistero, onestamente…
La palla passa agli utenti
Google ha mostrato le sue Noto Emoji 3D a maggio, ma il debutto non ha convinto tutti. Trasformare un simbolo bidimensionale in un oggetto tridimensionale è più complesso di quanto sembri: bisogna definire luci, ombre, profondità e proporzioni, mantenendo uno stile coerente tra centinaia di emoji diverse. Alcune funzionano, altre sembrano personaggi di un vecchio gioco mobile.
Aprire il progetto alla community è una ossa intelligente. Se Google non è riuscita a fare breccia nel cuore degli utenti con le sue emoji 3D, forse sviluppatori e creator potranno trovare utilizzi più interessanti. O almeno ci farà meme migliori!