Etilometro, open source unica via

La Corte Suprema del New Jersey obbliga un'azienda a fornire il codice sorgente di un suo alcool test: i laboratori scoprono che le scuse di non divulgazione sono ingiustificate
La Corte Suprema del New Jersey obbliga un'azienda a fornire il codice sorgente di un suo alcool test: i laboratori scoprono che le scuse di non divulgazione sono ingiustificate

Il codice sorgente degli etilometri statunitensi è “a rischio”. L’industria d’oltreoceano che ha fatto un business dell’analisi dell’alito degli automobilisti potrebbe essere obbligata a divulgare i “segreti” dei propri dispositivi per rispondere alle esigenze probatorie di trasparenza. Trasparenza che, si dice ora, solo un codice aperto può garantire.

Qualche giorno fa un avvocato del New Jersey è riuscito a convincere la Corte Suprema locale ad obbligare il colosso Draeger a fornire il codice sorgente di uno dei più noti etilometri presenti sul mercato, l’AlcoTest 7110. Una richiesta dovuta a più casi nei quali gli automobilisti analizzati avevano sostenuto che l’etilometro avrebbe potuto “barare” senza, per loro, alcuna possibilità di saperlo. Il codice è stato analizzato da un team di esperti della Base One Technologies : i timori iniziali sono stati completamente sconfessati: gli esperti hanno rilevato algoritmi comuni, e niente di “poco trasparente”.

Insomma, il segreto di almeno uno di questi dispositivi parrebbe essersi dimostrato “di Pulcinella”. Come riporta Slashdot , e in maggiore dettaglio Dui Blog , i timori delle imprese di settore sarebbero ingiustificati. Secondo cittadini ed esperti gli alcool test dovrebbero essere tutti obbligatoriamente open source per consentire trasparenza tecnologica.

Nel 2005 una sentenza del tribunale della Florida era stata chiara al riguardo: “Qualsiasi tipo di macchinario che possa comprovare la colpevolezza di una persona deve essere disponibile per verifiche e perizie dettagliate atte a verificarne la validità e l’assoluta attendibilità”. La proposta open source, quindi, appare come una soluzione percorribile; certamente non l’unica. Basterebbe, infatti, anche un ente di controllo indipendente che si occupasse di certificazioni e analisi sulla qualità dei prodotti. La questione delle conformità e della trasparenza, comunque, non possono che diventare sempre più importanti, soprattutto considerando il crescente impegno in questa direzione del segmento automotive.

Dopo l’ etilometro Nissan integrato come optional sui volanti delle nuove linee, infatti, anche Volvo ha deciso di proporre qualcosa di simile. Dal 2008 i modelli di automobile S80, V70 e XC70 disporranno come optional di un alcool test che abiliterà o meno l’accensione dei veicoli.

Dario d’Elia

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05 09 2007
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