Euroconvertitori, occhio ai decimali!

Un lettore fa notare come diversi euroconvertitori disponibili su Internet forniscano spesso risultati inattesi. Ecco perché


Roma – Gli euroconvertitori disponibili in rete sono molti, ma i risultati sono spesso imprevisti. In particolare ho notato diversi problemi comuni legati ad un utilizzo errato e pericoloso nell’uso della virgola e del punto decimale per indicare i centesimi. Ecco qualche esempio.

Euro Europeo .
Se si inserisce 0,52 euro si ottiene come risultato 1.006,86 lire, e fin qui tutto a posto. Ma se si inserisce 0.001 euro si ottiene 1.936,27 Lire!

Stesso problema peraltro riscontrato in un altro programma reperibile qui che dà nella conversione da euro a lire risultati addirittura senza specificare i decimali! 0,52 euro = 1007 Lire e 0.52 = 100686 Lire. In questo caso, dunque, scrivere 52 euro o 0.52 è lo stesso!

Un altro euroconvertitore reperibile qui fa di peggio: se il valore è espresso utilizzando la virgola, viene arrotondato senza considerare i decimali (cosa che avviene, invece, utilizzando il punto come separatore). Esempio: 2.58 euro = 4996 lire (corretto) mentre 2,58 euro= 3873 Lire! Risultato completamente errato.

Stesso problema anche per EuroConverter e Eraclito , un convertitore scritto in flash.

Il problema è comune a diversi compilatori, fra cui il diffusissimo Visual Basic, il cui compilatore, se utilizzato in maniera “grossolana”, introduce errori di conversione (con l’utilizzo della virgola al posto del punto come separatore decimale).

Anche alcuni sorgenti in VB non aiutano lo sviluppatore. Un esempio è il progetto di euroconvertitore reperibile su VBItalia : anche qui non si fa distinzione fra 2.58 euro e 258 euro, mentre utilizzando la virgola tutto procede come sperato.

Alcuni convertitori, come Easy Currency Converter, presentano invece il problema opposto: utilizzando la virgola al posto del punto come separatore per i decimali le conversioni avvengono senza tenere conto delle cifre decimali espresse. In questo caso 2.58 euro sono uguali a 4993.8 Lire mentre 2,58 euro restituiscono come risultato (errato) 3871.22 Lire.

È importante sottolineare che altri euroconvertitori più evoluti, come quello disponibile sul sito Bipop , si mettono invece al riparo da possibili problemi di conversione.
Bipop, ad esempio, indica chiaramente di non utilizzare il punto per separare le migliaia restituendo un errore se si utilizza la virgola. In questo caso si è al riparo da ambiguità su quale sia il separatore dei decimali. Altri linguaggi, poi, hanno per default la specificazione di quale separatore utilizzare, come JavaScript, che indica all’utente che l’utilizzo della virgola al posto del punto non è permesso ed il numero scritto non può essere utilizzato (“Not A Number”).

Spero sia stato utile questo mio contributo a tutti coloro che per affari utilizzano l’euro e vogliano avere la certezza di adoperare software che producano i risultati sperati, specie quando si tratta di denaro.

Paolo Iorio

http://piorio.supereva.it

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Troppo semplicistica
    La definizione di software libero non è compatibile con quella normalmente usatanel mondo dell'Open Source, ossia la GNU-GPL.
    • Anonimo scrive:
      Free Software != GPL
      http://www.gnu.org/licenses/license-list.htmlhttp://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html
      La definizione di software libero non è
      compatibile con quella normalmente usata
      nel mondo dell'Open Source, ossia la GNU-GPL.
      • Anonimo scrive:
        Re: Free Software != GPL
        - Scritto da: rms
        http://www.gnu.org/licenses/license-list.html
        http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.htmlAppunto. Una definizione di Software Liberoche non preveda una forma di protezioneesplicita della libera fruibilità e della titolarità del software non è praticabile.Per questo la Gnu-GPL è la forma di licenzapiù usata nel mondo del software libero.
        • Anonimo scrive:
          Re: Free Software != GPL
          - Scritto da: Mario Rossi
          Appunto. Una definizione di Software Libero
          che non preveda una forma di protezione
          esplicita della libera fruibilità e della
          titolarità del software non è praticabileCerto, nella misura in cui sia possibile confrontarsi e dibattere in uno spazio antagonista radicato sul territorio che non ponga vincoli alla nostra identita' alternativa! E' tutto chiaro =)
  • Anonimo scrive:
    vero progresso (se fosse ...)
    quando leggo queste cose mi sento fiero di appartenere al mondo moderno.penso che è straordinario, che questo è il progresso, che un tempo (migliaia di anni fa) chi era un "precursore" , un sognatore ... avrebbe voluto questo.certo, poi torno alla reltà.una proposta diventa legge tanto quanto un avviso di garanzia è una vera incriminazione.
    • Anonimo scrive:
      Re: vero progresso (se fosse ...)
      - Scritto da: Dario Pappalessi
      quando leggo queste cose mi sento fiero di
      appartenere al mondo moderno.
      penso che è straordinario, che questo è il
      progresso, che un tempo (migliaia di anni
      fa) chi era un "precursore" , un sognatore
      ... avrebbe voluto questo.

      certo, poi torno alla reltà.

      una proposta diventa legge tanto quanto un
      avviso di garanzia è una vera
      incriminazione.Forse, se il "precursore" se ne fosse stato in un angolo a rimuginare sui suoi sogni invece di parlarne non avremmo neanche la proposte di legge. La quale ha lo scopo di discutere e poi (forse) essere approvata, tenendo conto dei risultati della discussione. L'avviso di garanzia non ha lo scopo di far discutere i giornalisti e i politici ma semplicemente di informare la persona che stanno indagando su di lui. Alla fine delle indagini (forse) il soggetto verra' incriminato, indipendentemente da quello che hanno discusso i giornalisti....
    • Anonimo scrive:
      Re: vero progresso (se fosse ...)
      Ma questo è puro pessimismo cosmico ....L'estensore della proposta (raccoglitore di suggerimenti) nonchè subsognatore Alessio Papini(e-mail neuromant99@yahoo.com; gruppo.verdi@comune.fi.it)- Scritto da: Dario Pappalessi
      quando leggo queste cose mi sento fiero di
      appartenere al mondo moderno.
      penso che è straordinario, che questo è il
      progresso, che un tempo (migliaia di anni
      fa) chi era un "precursore" , un sognatore
      ... avrebbe voluto questo.

      certo, poi torno alla reltà.

      una proposta diventa legge tanto quanto un
      avviso di garanzia è una vera
      incriminazione.
    • Anonimo scrive:
      Re: vero progresso (se fosse ...)

      una proposta diventa legge tanto quanto un
      avviso di garanzia è una vera
      incriminazione.Nessuno esulta ma ti potrei comunque far notare che ogni legge che sia mai stata approvatae' stata anche precedentemente proposta! :-PSaluti
  • Anonimo scrive:
    Dovere, non diritto
    La butto li': non sara' che per caso sarebbe meglio se ci fosse il DOVERE, per i programmatori, di divulgare il codice sorgente da loro elaborato, alfine di permettere ad altri programmatori, a loro volta, di modificare tale codice e divulgare obbligatoriamente il medesimo codice modificato? Che senso ha avere il "diritto"? Il diritto su chi? Su chi ha creato il programma? E chi si metterebbe a creare programmi se le condizioni fossero veramente quelle propspettate dalla prorposta di legge? Io dico nessuno. Qualcuno prima o poi ci deve pur guadagnare sul lavoro che fa. Non confondiamo il monopolio con la capcaita' o la incapacita' di fare programmi. Un bravo programmatore credo che abbia tutti i diritti di vendere i propri programmi, anche perche' un modo per misurarsi col mercato ci deve pur essere.E che cosa dire poi del fatto che se non si sta attenti si perde per strada il codice originale che magari era quello che funzionava meglio?Domanda: e' meglio avere (per esempio) diecimila sistemi operativi tutti diversi e tutti commercializzati da diecimila aziende diverse (ovviamente piccole), che per ovvi motivi non colloquiano tra di loro, oppure avere un unico sistema operativo unificato alla portata di tutti, e sui quali tutti possano costruire i loro applicativi e tutti possono usarlo su qualsiasi pc?Ai posteri la risposta
    • Anonimo scrive:
      Re: Dovere, non diritto
      Costituzione degli USA, art 1 sez 8:The Congress shall have Power To lay and collect Taxes, Duties, Imposts and Excises, to pay the Debts and provide for the common Defence and general Welfare of the United States; but all Duties, Imposts and Excises shall be uniform throughout the United States; ... To promote the Progress of Science and useful Arts, by securing for limited Times to Authors and Inventors the exclusive Right to their respective Writings and Discoveries; ... IMHO gli scopi della proprietà intellettuale così come intesa originariamente erano due:1. concedere agli artisti ed inventori i diritti esclusivi per scopo di lucro. Questo per incoraggiare la ricerca e lo sviluppo.2. fare in modo, tramite questi stessi meccanismi (brevetti e copyright) che in un tempo ragionevole (5/7 anni?) la proprietà intellettuale divenisse di pubblico dominio.TUTTAVIA credo che il DOVERE di pubblicare il codice sorgente sia una pessima idea. Vogliamo rendere un reato mantenere le nostre informazioni segrete a tempo indeterminato? Ecco qualcos altro che potremmo rendere soggetto al dovere di pubblicazione dopo un periodo determinato: 1. Il tuo PIN 2. Le tue chiavi PGP 3. Il tuo diario 4. Qualsiasi discussione fra te ed il tuo avvocato 5. La tua cartella clinicaIl governo è già abbastanza intrusivo. Non voglio che il governo possa costringermi a pubblicare informazioni che non voglio pubblicare, solo perché "il tempo è scaduto".
      • Anonimo scrive:
        Re: Dovere, non diritto
        - Scritto da: Neila
        States; ... To promote the Progress of
        Science and useful Arts, by securing for
        limited Times to Authors and Inventors the
        exclusive Right to their respective Writings
        and Discoveries; ... per promuovere il progresso della scienza e delle arti, assicurare per un tempo limitato ad autori ed inventori l'esclusivo diritto sui loro scritti e scoperte.
        IMHO gli scopi della proprietà intellettuale
        così come intesa originariamente erano due:
        1. concedere agli artisti ed inventori i
        diritti esclusivi per scopo di lucro.
        Questo per incoraggiare la ricerca e lo
        sviluppo.ed e' giusto che sia cosi'.
        2. fare in modo, tramite questi stessi
        meccanismi (brevetti e copyright) che in un
        tempo ragionevole (5/7 anni?) la proprietà
        intellettuale divenisse di pubblico dominio.chi decide la ragionevolezza di un tempo ?5 anni in ambito informatico sono un eone. 5 anni fa c'era gente con win3.11.Il mercato informatico non ha gli stessi tempi del resto del mercato. Se io oggi brevetto qualcosa, per esempio un dispositivo di bloccaggio delle catene da neve (dato il clima), il mio brevetto non impedisce ad altri di sviluppare una tecnologia analoga. Sara' poi il prezzo finale e la qualita' a dare ragione ad uno o l'altro prodotto.Nel software questo non avviene. Non puoi sviluppare una data tecnologia perche' e' brevettata, e non puoi svilupparne una analoga perche' non sei interoperativo... e il prezzo e la qualita' non sono il fattore determinante nella scelta, come puoi ben vedere tu stesso ogni giorno.
        TUTTAVIA credo che il DOVERE di pubblicare
        il codice sorgente sia una pessima idea.
        Vogliamo rendere un reato mantenere le
        nostre informazioni segrete a tempo
        indeterminato?
        Ecco qualcos altro che potremmo rendere
        soggetto al dovere di pubblicazione dopo un
        periodo determinato:

        1. Il tuo PIN
        2. Le tue chiavi PGP
        3. Il tuo diario
        4. Qualsiasi discussione fra te ed il tuo
        avvocatonon sono informazioni che promuovono il progresso della scienza.
        5. La tua cartella clinicale cartelle cliniche sono rese pubbliche, e c'e' una regolamentazione a riguardo. Non me ne intendo ma so che esiste. Queste sono informazioni che promuovono il progresso della scienza (medica nel particolare)
        Il governo è già abbastanza intrusivo. Non
        voglio che il governo possa costringermi a
        pubblicare informazioni che non voglio
        pubblicare, solo perché "il tempo è
        scaduto".Il governo dovrebbe agire nell'interesse dei cittadini. Come un buon kernel, dovrebbe amministrare le transazioni, mantenere sotto controllo i processi (aziende, banche, ospedali, ricerca) concedendogli le risorse per poter agire in modo corretto e coordinato, controlla le attivita' attraverso regole semplici e obbiettive, nel rispetto di tutti, interviene in modo attivo e conclusivo su chi non rispetta tali regole.Uno stato perfetto e' un kernel unix.Dall'altra parte abbiamo un kernel windows: le applicazioni si infiltrano nel kernel, il kernel si infila nelle applicazioni, ci sono regole arbitrarie e diverse per ogni situazione/condizione, gli interventi non sono conclusivi o impiegano tempo, le applicazioni trascinano alla morte altre applicazioni o il kernel stesso.Qual e' il kernel migliore?Qual e' lo stato migliore ?
        • Anonimo scrive:
          Re: Dovere, non diritto
          Ma perche' gli utonti (stavolta Linux) vedono solo Linux vs Win??Bah, diffidare di chi... (meglio che lascio perdere) auto-plonk
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto
            - Scritto da: apaella
            Ma perche' gli utonti (stavolta Linux)sinceramente non mi ritengo un utonto.
            vedono solo Linux vs Win??l'argomento e' il software libero. Dal momento che dovevo fare dei paragoni, ho scelto un software libero che conosco bene (linux) e un software non libero che conosco relativamente bene, windows.Potevo parlare di FreeBSD contro AIX, ma FreeBSD l'ho installato una volta e mi sono trovato netscape in giapponese, la bash in /usr/local/bin e il config del kernel da rimaneggiare a mano (ebbene si'... il make menuconfig e' il wizardino che preferisco).AIX l'ho visto da lontano su un RISC IBM di 5 anni fa.E cmq.. considerato il servilismo degli apparati statali verso installazioni e formati proprietari, il confronto mi pare tutt'altro che esagitato, visto che l'unico ambito in cui abbia visto usare un sistema operativo da quello microsoft e' nel sistema della biglietteria delle ferrovie dello stato, dove usano OS/2
            Bah, diffidare di chi... (meglio che lascio
            perdere) auto-plonkplonka plonka... tanto questo non e' un newsgroup :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto
            - Scritto da: munehiro
            FreeBSD l'ho installato una volta e mi sono
            trovato netscape in giapponese, la bash inBravo tu che hai installato roba da ports/japanese...
            /usr/local/bin e il config del kernel daOvviamente, dove devono stare tutti i package.
            rimaneggiare a mano (ebbene si'... il make
            menuconfig e' il wizardino che preferisco).I wizard sono da utonto :o)
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto
            - Scritto da: Pogoboy
            - Scritto da: munehiro


            FreeBSD l'ho installato una volta e mi
            sono

            trovato netscape in giapponese, la bash in

            Bravo tu che hai installato roba da
            ports/japanese...LOL! :)

            /usr/local/bin e il config del kernel da

            Ovviamente, dove devono stare tutti i
            package.su questo non sono molto d'accordo. local e' per le installazioni locali personali della macchina. Se installo qualcosa di nuovo, compilato al volo, va messo in local. Tutto quello che e' di sistema o disegnato per esserlo va sulle directory di sistema.

            rimaneggiare a mano (ebbene si'... il make

            menuconfig e' il wizardino che
            preferisco).

            I wizard sono da utonto :o)gia' ma smandrupparsi quel file di config e' da veri fattoni.Prima nota piacevole, l'installer... veramente potente, considerata l'epoca in cui ho fatto l'esperimento.Seconda nota piacevole, le partizioni logiche (a livello OS) dentro una fisica. Con una sola partizione facevi tutto. (root, swap, home)
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto

            netscape in giapponeseNon è che hai messo Munehiro Yamakawa come nome utente? Netscape è più intelligente di quanto si possa pensare .
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto
            - Scritto da: munehiro
            - Scritto da: apaella

            Ma perche' gli utonti (stavolta Linux)

            sinceramente non mi ritengo un utonto.




            Uno stato perfetto e' un kernel unix.Dichiarazione da fanatico di Linux che non guarda in faccia i suoi limiti...
            l'argomento e' il software libero. Dal
            momento che dovevo fare dei paragoni, ho
            scelto un software libero che conosco bene
            (linux) e un software non libero che conosco
            relativamente bene, windows.Ok
            E cmq.. considerato il servilismo degli
            apparati statali verso installazioni e
            formati proprietari, il confronto mi pare
            tutt'altro che esagitato, visto che l'unico
            ambito in cui abbia visto usare un sistema
            operativo da quello microsoft e' nel sistema
            della biglietteria delle ferrovie dello
            stato, dove usano OS/2 Concordo in pieno

            Bah, diffidare di chi... (meglio che
            lascio

            perdere) auto-plonk

            plonka plonka... tanto questo non e' un
            newsgroup :)*auto*-plonk.... ironia....:-)Consiglio, Linux non ha bisogno di predicatori...Vuoi sapere il piu grande problema di Linux?Che l'utente casalingo deve anche essere root.Non tutti hanno il tempo per imparare!Esigenze home e work sono molto diverse e Linux deve abbandonare l'idea di essere home...(home per tutti almeno)Una macchina Linuz necessita di un sistemista... in ufficio c'è qualcuno pagato e forse competente a casa non di sicuro!Ciao e scusa se non mi sono spiegatop.s. sono utente Linux... (5% Microsoft)
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto
            - Scritto da: apaella





            Uno stato perfetto e' un kernel unix.

            Dichiarazione da fanatico di Linux che non
            guarda in faccia i suoi limiti...ho detto unix, non linux.
            Consiglio, Linux non ha bisogno di
            predicatori...e chi predica... io dico solo che e' stupido affidarsi a sistemi proprietari, specialmente se si parla di pubblica amministrazione. Sai benissimo quali sono le implicazioni informatiche di appoggiarsi ad una risorsa proprietaria.
            Vuoi sapere il piu grande problema di Linux?

            Che l'utente casalingo deve anche essere
            root.perche'? su win9x non e' root ?
            Non tutti hanno il tempo per imparare!siamo d'accordo ma non ha niente a che fare con il forum
            Esigenze home e work sono molto diverse e
            Linux deve abbandonare l'idea di essere
            home...come sopra.ad ogni modo non ne sono cosi' convinto... ci sono un mare di device su cui puoi installare linux... non solo un pc.
        • Anonimo scrive:
          Re: Dovere, non diritto

          per promuovere il progresso della scienza e
          delle arti, assicurare per un tempo limitato
          ad autori ed inventori l'esclusivo diritto
          sui loro scritti e scoperte.


          1. concedere agli artisti ed inventori i

          diritti esclusivi per scopo di lucro.

          Questo per incoraggiare la ricerca e lo

          sviluppo.

          ed e' giusto che sia cosi'.


          2. fare in modo, tramite questi stessi

          meccanismi (brevetti e copyright) che in

          un tempo ragionevole (5/7 anni?) la

          proprietà intellettuale divenisse di

          pubblico dominio.

          chi decide la ragionevolezza di un tempo ?
          5 anni in ambito informatico sono un eone. 5
          anni fa c'era gente con win3.11.Ti ricordo che in base ai trattati internazionali il copyright oggi ha una durata MINIMA di 70 anni! Chissà se la Macchina Analitica di Babbage è ancora brevettata?Effettivamente, per il software 5/7 anni sono anche troppi.In realtà nessuno metterebbe sotto copyright il proprio PIN o la propria chiave PGP.Quello che propongo è che tutto ciò CHE E' SOGGETTO a copyright o brevetto(?) -- codici sorgenti compresi -- vada nel public domain dopo un "tempo ragionevole".P.S Non ho scritto di essere d'accordo con i brevetti software -- che sono ormai diventati più un'arma economica che uno strumento per il progresso. Credo però che un limite di 4/5 anni sia un buon compromesso rispetto alla situazione attuale.
      • Anonimo scrive:
        Re: Dovere, non diritto
        - Scritto da: Neila
        Ecco qualcos altro che potremmo rendere
        soggetto al dovere di pubblicazione dopo un
        periodo determinato:

        1. Il tuo PIN
        2. Le tue chiavi PGP
        3. Il tuo diario
        4. Qualsiasi discussione fra te ed il tuo
        avvocato
        5. La tua cartella clinica
        qui si parla di codice sorgente di software venduto a terzi (e non a uso personale) quelle che elenchi invece sono informazioni personali, nessuno dice che tu debba dare il codice sorgente di un applicazione fatta da te per te, ma se tale applicazione e' venduta e usata da altre persone e' giusto che essi possano sapere cosa hanno in mano; immagina se qualcuno ti vendesse un automobile col divieto assoluto di aprire il cofano e smontarla sarebbe assurdo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Dovere, non diritto

          qui si parla di codice sorgente di software
          venduto a terzi (e non a uso personale)A proposito di questo ti rimando all'ottimo articolo scritto da Eric S. Raymond: "Libertà, Potere o Confusione?"http://lwn.net/2001/0823/a/esr-freedom.php3
      • Anonimo scrive:
        Re: Dovere, non diritto
        - Scritto da: Neila
        Costituzione degli USA,
        ... Siamo in italia non in usa
        IMHO gli scopi della proprietà intellettualeLa proprieta' intelluttuale e' un termine inventato ultimamente e che ha poco senso ....come si fa ad avere il possesso di un idea?
        così come intesa originariamente erano due:
        1. concedere agli artisti ed inventori i
        diritti esclusivi per scopo di lucro.
        Questo per incoraggiare la ricerca e lo
        sviluppo.Se gli autoti lo vogliono.
        2. fare in modo, tramite questi stessi
        meccanismi (brevetti e copyright) che in un
        tempo ragionevole (5/7 anni?) la proprietà
        intellettuale divenisse di pubblico dominio.tempo ragionevole ... ma chi decide cosa e' ragionevole?
        TUTTAVIA credo che il DOVERE di pubblicare
        il codice sorgente sia una pessima idea.
        Vogliamo rendere un reato mantenere le
        nostre informazioni segrete a tempo
        indeterminato? si tratta di opubblicare il codice non le informazioni che tratti con quel codice!cosa ne dici di sigillare tutti i tuoi elettrodomestici in modo che tu non li possa riparare?
        Il governo è già abbastanza intrusivo. Non
        voglio che il governo possa costringermi a
        pubblicare informazioni che non voglio
        pubblicare, solo perché "il tempo è
        scaduto". Si e' giusto che lo stato non ti obblighi a rivelare se hai commesso reati o ne sei a conoscenza!Viva il segreto bancario!Viva i criminali!Ecc...Ecc...
        • Anonimo scrive:
          Re: Dovere, non diritto

          - Scritto da: Neila

          Costituzione degli USA,

          ...

          Siamo in italia non in usaLa costituzione USA è stata la prima a comprendere la proprietà intellettuale -- è utile farvi riferimento per comprenderne lo scopo originario.
          Viva il segreto bancario!
          Viva i criminali!
          Ecc...
          Ecc...Giusto: Criminalizziamo i segreti! Se tu ti preoccupi di mantenere la tua privacy vuol dire che hai sicuramente qualcosa da nascondere!Una cosa è pubblicare i sorgenti che sono sotto (c) dopo X anni. Altra cosa è costringere i programmatori a distribuire qualcosa di privato (in questo caso, il loro codice sorgente). Cosa facciamo poi se distruggono tutte le copie del sorgente? Li buttiamo in prigione?
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto
            - Scritto da: NEILA
            Una cosa è pubblicare i sorgenti che sono
            sotto (c) dopo X anni. Altra cosa è
            costringere i programmatori a distribuire
            qualcosa di privato (in questo caso, il loro
            codice sorgente). Cosa facciamo poi se
            distruggono tutte le copie del sorgente? Li
            buttiamo in prigione?il codice non e' piu' privato nel momento che lo vendi, certo se lo tieni per te e' giusto che tu non sia costretto a distribuirlo ma se lo vendi e' altrettanto giusto che chi compra non lo faccia a scatola chiusa; ti sembrerebbe normale comprare ad esempio un automobile col divieto assoluto di aprire il cofano o smontarla se ti aggrada? Ma scherziamo?Se distruggono tutte le copie del sorgente sono degli imbecilli perche' perdono la possibilita' di debbuggarlo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto

            ma se lo vendi e' altrettanto
            giusto che chi compra non lo faccia a
            scatola chiusa; ti sembrerebbe normalehttp://lwn.net/2001/0823/a/esr-freedom.php3
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto
            e allora?
    • Anonimo scrive:
      Re: Dovere, non diritto
      - Scritto da: Ostregheta
      La butto li': non sara' che per caso sarebbe
      meglio se ci fosse il DOVERE, per i
      programmatori, di divulgare il codice
      sorgente da loro elaborato, alfine di
      permettere ad altri programmatori, a loro
      volta, di modificare tale codice e divulgare
      obbligatoriamente il medesimo codice
      modificato? Che senso ha avere il "diritto"?
      Il diritto su chi? Su chi ha creato il
      programma? E chi si metterebbe a creare
      programmi se le condizioni fossero veramente
      quelle propspettate dalla prorposta di
      legge? Io dico nessuno. Qualcuno prima o poi
      ci deve pur guadagnare sul lavoro che fa.
      Non confondiamo il monopolio con la
      capcaita' o la incapacita' di fare
      programmi. Un bravo programmatore credo che
      abbia tutti i diritti di vendere i propri
      programmi, anche perche' un modo per
      misurarsi col mercato ci deve pur essere.La legge propone di usare sw libero nella PA, non di obbligare o dare il diritto ai programmatori di divulgare o meno il codice. Ogni programmatore è giusto che scelga di fare quello che vuole del suo prodotto, ma se non cade nella categoria del sw libero la PA deve cercare un'altra soluzione.C'è da dire che se un buon programmatore rende il suo sw libero, si fa pubblicità e può trovare facilmente qualcuno che ha bisogno di lui per un sw customizzato. Se John Smith sviluppa MS Word, l'unico modo per farsi pubblicità è quello di mettere gli easter-eggs e appesantire il programma.Inoltre se uno fa un codice scritto bene, è un'ottima pubblicità. Esempio lampante sono i vari Alan Cox, Richard Stallman, Miguel De Icaza, Ettore Perazzoli ecc. Tutta gente che scrive sw libero (nessuno li ha pagati per quello che hanno fatto), ma con quello che hanno dimostrato di saper fare, difficilmente moriranno di fame. Darwin docet.

      E che cosa dire poi del fatto che se non si
      sta attenti si perde per strada il codice
      originale che magari era quello che
      funzionava meglio?Non ricordo, nella storia dell'informatica, che una versione 0.1 fosse migliore della 0.12Nel tempo i programmi vengono debuggati.

      Domanda: e' meglio avere (per esempio)
      diecimila sistemi operativi tutti diversi e
      tutti commercializzati da diecimila aziende
      diverse (ovviamente piccole), che per ovvi
      motivi non colloquiano tra di loro, oppure
      avere un unico sistema operativo unificato
      alla portata di tutti, e sui quali tutti
      possano costruire i loro applicativi e tutti
      possono usarlo su qualsiasi pc?

      Ai posteri la rispostaLa seconda che hai detto.Un postero.
      • Anonimo scrive:
        Re: Dovere, non diritto
        - Scritto da: Postero
        Inoltre se uno fa un codice scritto bene, è
        un'ottima pubblicità. Esempio lampante sono
        i vari Alan Cox, Richard Stallman, Miguel De
        Icaza, Ettore Perazzoli ecc. Tutta gente che
        scrive sw libero (nessuno li ha pagati per
        quello che hanno fatto), ma con quello che
        hanno dimostrato di saper fare,
        difficilmente moriranno di fame. Darwin
        docet.Non solo.Quanti programmatori guadagnano vendendo LICENZE sul proprio sw proprietario?Non ricordo il dato esatto ma mi pare che sia intorno al 4%... A parte M$ e pochi altri chi fa sw guadagna sulla consulenza, sulla personalizzazione, sui servizi...Grosse societa` nate nel mondo open source (come Ximian di cui fanno parte Ettore e Miguel) sono basate su questo e *pagano* i propri collaboratori per scrivere software libero. Leggete i testi di Raymond per capire quale sia il "modello di business" legato all'open source e per rendervi conto che e` forse l'unico modo per permettere alle piccole/medie sw-house di entrare in competizione con i colossi che hanno monopolizzato il mercato. (http://www.tuxedo.org/~esr/writings/)
      • Anonimo scrive:
        Re: Dovere, non diritto
        - Scritto da: Postero
        [...]
        Non ricordo, nella storia dell'informatica,
        che una versione 0.1 fosse migliore della
        0.12
        Nel tempo i programmi vengono debuggati.pero' puo' capitare che una versione 6.x funzioni meglio di una 8.x, specialmente nel caso in cui le innovazioni principali presenti nella 8 siano un cambiamento radicale del formato di salvataggio, l'aggiunta di qualche disegnino e l'utilizzo di un "numero di fantasia" per indicare la versione sulla scatola del programma...
    • Anonimo scrive:
      Re: Dovere, non diritto
      - Scritto da: Ostregheta
      La butto li': non sara' che per caso sarebbe
      meglio se ci fosse il DOVERE, per i
      programmatori, di divulgare il codice
      sorgente da loro elaborato, alfine di
      permettere ad altri programmatori, a loro
      volta, di modificare tale codice e divulgare
      obbligatoriamente il medesimo codice
      modificato? Che senso ha avere il "diritto"?Sorry, in realta' il sw libero non e' tale per permettere agli "altri programmatori" qualcosa, ma per dare il DIRITTO all'utente che fruisce del bene di continuarne a fruirne nel tempo...
      Il diritto su chi? Su chi ha creato il
      programma? E chi si metterebbe a creare
      programmi se le condizioni fossero veramente
      quelle propspettate dalla prorposta di
      legge? Io dico nessuno. Qualcuno prima o poiA ridaje.... il diritto non e' "sul programmatore" (lo schiaviso e' stato abolito) ma sul programma di cui l'utente usufruisce... sul diritto dell'utente di continuare a usarlo, a ricompilarlo, a modificarlo... insomma, lo ha pagato? (o glie lo hanno regalato... o lo ha trovato per strada...) beh allora ci faccia quello che piu' gli aggrada.
      ci deve pur guadagnare sul lavoro che fa.Nulla da dire.
      Non confondiamo il monopolio con la
      capcaita' o la incapacita' di fare
      programmi. Un bravo programmatore credo che
      abbia tutti i diritti di vendere i propri
      programmi, anche perche' un modo per
      misurarsi col mercato ci deve pur essere.Nessuno gli (ci) vieta una cosa del genere. Ma vendere il proprio lavoro non significa vendere delle "scatole nere".
      E che cosa dire poi del fatto che se non si
      sta attenti si perde per strada il codice
      originale che magari era quello che
      funzionava meglio?Opinabile ma talvolta (purtroppo) vero :(
      Domanda: e' meglio avere (per esempio)
      diecimila sistemi operativi tutti diversi e
      tutti commercializzati da diecimila aziende
      diverse (ovviamente piccole), che per ovvi
      motivi non colloquiano tra di loro, oppure
      avere un unico sistema operativo unificato
      alla portata di tutti, e sui quali tutti
      possano costruire i loro applicativi e tutti
      possono usarlo su qualsiasi pc?Personalmente preferisco diecimila SO che colloquino tra loro. Cosi' il DIRITTO alla liberta' di scelta dell'utente e' preservato.
    • Anonimo scrive:
      Re: Dovere, non diritto
      - Scritto da: Ostregheta
      La butto li': non sara' che per caso sarebbe
      meglio se ci fosse il DOVERE, per iDOVERE? mi sa che ti sei letto troppo Stallman...
      • Anonimo scrive:
        Re: Dovere, non diritto
        ebbasta con questa crociata antistallman, ti ricordo che se non ci fosse stato lui probabilmente l'opensource neanche esisterebbe; a prescindere dalle tue idee sulla gpl e' innegabile che Stallman ha avuto il coraggio e la capacita' di andare praticamente da solo contro il resto del mondo e creare qualcosa di grande, forse prima di dargli addosso dovresti cercare di fare almeno la meta' di quello che ha fatto lui e poi permetterti di dare giudizi.
        • Anonimo scrive:
          Re: Dovere, non diritto
          - Scritto da: z2
          ebbasta con questa crociata antistallman, ti
          ricordo che se non ci fosse stato lui
          probabilmente l'opensource neanche
          esisterebbe; a prescindere dalle tue idee
          sulla gpl e' innegabile che Stallman ha
          avuto il coraggio e la capacita' di andare
          praticamente da solo contro il resto del
          mondo e creare qualcosa di grande, forse
          prima di dargli addosso dovresti cercare di
          fare almeno la meta' di quello che ha fatto
          lui e poi permetterti di dare giudizi.concordo...ma ho trovato anche io eccessivo l'utilizzo della parola DOVERE, anche se penso che fosse una provocazione.A me basta avere la scelta e il diritto di rendere pubblico il codice...senza che altri ne approfittino per creare programmi chiusi.Dovranno essere poi gli utenti a fare una scelta...Se fosse un obbligo allora dovrebbe esserlo per tutti e non solo x chi fa' sofwtare...pensa a tutti i segreti industriali ai codici dei chip...delle centraline delle auto, al codice della PS2 (scusate ho un po' il dente avvelenato con la S0ny)A parte questo, sono sempre convinto che uno stato dovrebbe utilizzare sempre programmi opensource, per un motivo molto semplice, l'indipendenza. La licenza d'uso o cose del genere non la garantiscono, e uno stato che si rispetti non puo' dipendere x il suo funzionamento da questa o da quella societa'.Senza tirare in ballo sicurezza, backdoor, spionaggio...o qualsiasi altra cosa del genere...
        • Anonimo scrive:
          Re: Dovere, non diritto
          - Scritto da: z2
          ricordo che se non ci fosse stato lui
          probabilmente l'opensource neanche
          esisterebbeBuonanotte.
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto
            - Scritto da: Pogoboy
            - Scritto da: z2


            ricordo che se non ci fosse stato lui

            probabilmente l'opensource neanche

            esisterebbe

            Buonanotte.Buongiorno! Hai letto il manifesto gnu? se si saprai che il primo a proporre un modello opensource quando tutti si schieravano verso un modello chiuso e' stato proprio Stallman; poi il resto e' storia, posso capire che a te non vada a genio la gpl ma stravolgere i fatti non serve a nulla.
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto
            - Scritto da: z2
            Buongiorno! Hai letto il manifesto gnu? seAhime'...
            si saprai che il primo a proporre un modello
            opensource quando tutti si schieravano verso
            un modello chiuso e' stato proprio Stallman;Certo, Stallman ha inventato l'open source e Bill Gates ha inventato il PC ed Internet =)
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto
            - Scritto da: Pogoboy
            Certo, Stallman ha inventato l'open source e
            Bill Gates ha inventato il PC ed Internet =)ahahah ma scherzi? davvero non lo sai? (in ogni modo non mettere bill games e Stallman nella stessa frase, fa' senso :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto
            hai ragione: Internet l'ha inventata Al Gore.
          • Anonimo scrive:
            Re: Dovere, non diritto
            Capisco l'avere un punto di vista, ma se esso ti spinge a negare la realta' dei fatti allora diventa fanatismo, e' innegabile che l'opensource sia nato ad opera di Stallman non capisco perche' ti ostini ad affermare il contrario.
    • Anonimo scrive:
      Re: Dovere, non diritto
      - Scritto da: Ostregheta
      La butto li': non sara' che per caso sarebbe
      meglio se ci fosse il DOVERE, per i
      programmatori, di divulgare il codice
      sorgente da loro elaborato, alfine di
      permettere ad altri programmatori, a loro
      volta, di modificare tale codice e divulgare
      obbligatoriamente il medesimo codice
      modificato? Che senso ha avere il "diritto"?
      Il diritto su chi? Su chi ha creato il
      programma? E chi si metterebbe a creare
      programmi se le condizioni fossero veramente
      quelle propspettate dalla prorposta di
      legge? Io dico nessuno. Qualcuno prima o poi
      ci deve pur guadagnare sul lavoro che fa.
      Non confondiamo il monopolio con la
      capcaita' o la incapacita' di fare
      programmi. Un bravo programmatore credo che
      abbia tutti i diritti di vendere i propri
      programmi, anche perche' un modo per
      misurarsi col mercato ci deve pur essere.Sarebbe bello se fosse un dovere, almeno ci si confronterebbe tutti ad armi pari

      E che cosa dire poi del fatto che se non si
      sta attenti si perde per strada il codice
      originale che magari era quello che
      funzionava meglio?

      Domanda: e' meglio avere (per esempio)
      diecimila sistemi operativi tutti diversi e
      tutti commercializzati da diecimila aziende
      diverse (ovviamente piccole), che per ovvi
      motivi non colloquiano tra di loro, oppure
      avere un unico sistema operativo unificato
      alla portata di tutti, e sui quali tutti
      possano costruire i loro applicativi e tutti
      possono usarlo su qualsiasi pc?

      Ai posteri la rispostameglio avere diecimila sistemi interoperabilise uno ha un bug probailmnte un'altro no e non cade tutto come un castello di carte se una sola cosa va male
  • Anonimo scrive:
    Il governo inglese e l'Open source
    http://www.govtalk.gov.uk/rfc/rfc_document.asp?docnum=429http://www.govtalk.gov.uk/interoperability/egif_document.asp?docnum=430http://www.govtalk.gov.uk/library/library.asp?page=3&order=title&librarydocs=9disponibili in formato DOC e PDF.(Mi chiedo se PDF possa ricadere sotto la definizione di formato libero - ci sono problemi con i widget di input, lo scripting, la compressione LZW... E' una questione spinosa...)Al governo inglese non importano gli aspetti ideologici dell'O/S. Se stai dietro a questi aspetti con una declamazione in stile RMS verrai ignorato (giustamente).Il governo Blair è in carica anche perché ha rifiutato l'ideologia a favore del pragmatismo. Il punto più importante è che l'Inghilterra o l'Italia possono influenzare molto di più lo sviluppo dell'O/S rispetto a quello di Win.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il governo inglese e l'Open source
      - Scritto da: Niela

      Al governo inglese non importano gli aspetti
      ideologici dell'O/S. Se stai dietro a
      questi aspetti con una declamazione in stile
      RMS verrai ignorato (giustamente).
      Il governo Blair è in carica anche perché ha
      rifiutato l'ideologia a favore del
      pragmatismo. Che vantaggio puo` ricavare un governo di un paese europeo dall'utilizzo di prodotti Microsoft? Significa essere obbligati a finanziare periodicamente una compagnia d'oltre oceano. E` una tassa sull'informatizzazione della pubblica amministrazione.
      • Anonimo scrive:
        Re: Il governo inglese e l'Open source
        Non solo. Magari sono paranoico ed esagero, ma vista la tendenza a trasmettere dati di certi OS, se fossi una qualunque Amministrazione Pubblica (in particolar modo Ministeri ed istanze governative) uno in particolare eviterei accuratamente di usarlo...
  • Anonimo scrive:
    Art.4 Comma 1
    Aggiungerei che la PA e' tenuta a fornire (rendere disponibile) anche le specifiche sui formati adottati. non si sa mai che se tra qualche decina di anni qualcuno cerca un particolare documento trovi piu' difficile trovare delle vechcie specifiche....
    • Anonimo scrive:
      Re: Art.4 Comma 1
      - Scritto da: Dixie
      Aggiungerei che la PA e' tenuta a fornire
      (rendere disponibile) anche le specifiche
      sui formati adottati. non si sa mai che se
      tra qualche decina di anni qualcuno cerca un
      particolare documento trovi piu' difficile
      trovare delle vechcie specifiche....Si, punto veramente importantissimo, per citare un esempio, la stessa NASA non e' piu' in grado di leggere grandissime quantita' di dati raccolte negli anni '60 e 70' dalle sonde interplanetarie proprio perche' gli attuali elaboratori non sono piu' in grado di interpretare i formati di file usati all'epoca.Secondo me, il formato ideale e' XMLCiao
      • Anonimo scrive:
        Re: Art.4 Comma 1
        - Scritto da: Marina
        Si, punto veramente importantissimo, per
        citare un esempio, la stessa NASA non e'
        piu' in grado di leggere grandissime
        quantita' di dati raccolte negli anni '60 e
        70' dalle sonde interplanetarie proprio
        perche' gli attuali elaboratori non sono
        piu' in grado di interpretare i formati di
        file usati all'epoca.Forse hanno problemi a leggere i supporti.Non ad interpretare i dati. Non credoche abbiano buttato le specifiche.Però magari un vecchio lettore di nastri si.
        Secondo me, il formato ideale e' XMLForse. Ma XML non è la panacea contro tutti i mali. Se i dati sono binari (immagini, suoni)devi usare una forma di encoding da metterenel valore del nodo XML. Quindi usare una formadi encoding quale Mime. Saluti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Art.4 Comma 1
      mi sembra giusto!cerca di postare il commento nel newsgroup interessato, oppure in alternativa manda una mail direttamente al tizio della proposta di legge!ne fvale la pena!ciao!- Scritto da: Dixie
      Aggiungerei che la PA e' tenuta a fornire
      (rendere disponibile) anche le specifiche
      sui formati adottati. non si sa mai che se
      tra qualche decina di anni qualcuno cerca un
      particolare documento trovi piu' difficile
      trovare delle vechcie specifiche....
      • Anonimo scrive:
        Re: Art.4 Comma 1
        Nella notizia si parla di generiche mailing-list... forse potrei recuperare l'e-mail del tizio da una vecchia news di PI...- Scritto da: la redazione non c'entra



        mi sembra giusto!
        cerca di postare il commento nel newsgroup
        interessato, oppure in alternativa manda una
        mail direttamente al tizio della proposta di
        legge!
        ne fvale la pena!
        ciao!

        - Scritto da: Dixie

        Aggiungerei che la PA e' tenuta a fornire

        (rendere disponibile) anche le specifiche

        sui formati adottati. non si sa mai che se

        tra qualche decina di anni qualcuno cerca
        un

        particolare documento trovi piu' difficile

        trovare delle vechcie specifiche....
        • Anonimo scrive:
          Re: Art.4 Comma 1
          - Scritto da: Dixie
          Nella notizia si parla di generiche
          mailing-list... forse potrei recuperare
          l'e-mail del tizio da una vecchia news di
          PI...credo che le mailinglist in questione siano quelle di alcuni LUG, anche nel mio LUG e' passata roba inerente a questo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Art.4 Comma 1 (dal tizio!!)
            Il tizio in questione è più che contento se gli mandate tutte le indicazioni interessanti come questa!! (possibilmente all'indirizzo neuromant99@yahoo.com o gruppo.verdi@comune.fi.it)In effetti al di là del merito della proposta di legge mi sembra interessante anche il metodo che punta a realizzare una proposta che è formata da decine e decine di suggerimenti.In effetti la proposta di legge non è mia, io sono solo l'estensore: è una proposta di legge quasi corale. Per questo ho parlato di Democrazia Telematica Partecipata, anche se su altri argomenti è più difficile utilizzare il mezzo informatico!Ciao e grazieAlessio Papini- Scritto da: z2


            - Scritto da: Dixie

            Nella notizia si parla di generiche

            mailing-list... forse potrei recuperare

            l'e-mail del tizio da una vecchia news di

            PI...

            credo che le mailinglist in questione siano
            quelle di alcuni LUG, anche nel mio LUG e'
            passata roba inerente a questo.
Chiudi i commenti