In Europa nuove regole per l'advertising politico

Il vecchio continente potrebbe imporre ai giganti del mondo online nuove regole da rispettare per quanto riguarda le campagne elettorali.
Il vecchio continente potrebbe imporre ai giganti del mondo online nuove regole da rispettare per quanto riguarda le campagne elettorali.

La discussione in merito a come le piattaforme e i big del mondo online debbano porsi nei confronti dell’advertising politico è destinata ad accendersi anche in Europa. Della questione abbiamo scritto nei giorni scorsi in seguito all’annuncio giunto un po’ a sorpresa da Twitter: via la campagna elettorale dal social network. Il concorrente Facebook non sembra intenzionato a fare altrettanto, appellandosi alla libertà di espressione per spiegare la scelta di continuare a ospitare pressoché ogni tipo di campagna.

In Europa nuove regole per l’advertising della politica

Oggi la redazione di CNBC riporta una dichiarazione attribuita a Vera Jourova (commissario europeo per la giustizia, la tutela dei consumatori e l’uguaglianza di genere) dalla quale emerge la volontà di introdurre nuove regole con l’obiettivo di sgombrare il campo dal rischio di abusi. Diretto il riferimento a quanto avvenuto negli anni scorsi con il caso Cambridge Analytica. Queste le sue parole, riportate in forma tradotta, raccolte in occasione del Web Summit di Lisbona.

Il nostro compito è quello di introdurre regole capaci di tutelare il processo decisionale di chi vota. Non vogliamo che le elezioni diventino il terreno competitivo di metodi in stile Cambridge Analytica, mantenendole al sicuro da denaro sporco e intenzioni poco chiare.

La parola d’ordine è trasparenza: non c’è intenzione di mettere al bando le campagne elettorali online, ma chiunque dovrà essere in grado di ottenere informazioni su chi ha finanziato un’inserzione, chi gestisce l’operazione e quali interessi vengono rappresentati.

Social network e campagna elettorale: nuove regole

Il volere della Jourova è chiaro: fissare le regole, dettare le imposizioni che social network come Twitter e Facebook si troveranno a dover rispettare. Andrà però fatto senza calcare la mano, senza mostrare il fianco al rischio censura.

Sono personalmente parecchio riluttante a proporre regole che in qualche modo stabiliscano cosa sia la verità, chi ne sarà il giudice e come dovremmo sanzionare una menzogna. Non voglio contribuire a creare un mondo orwelliano.

Proprio la scorsa settimana Twitter, Facebook e Google hanno trasmesso alla Commissione Europea un report in cui illustrano nel dettaglio i progressi compiuti nell’ultimo anno in termini di lotta alle fake news, attuando quel codice di condotta sottoscritto in modo volontario ormai più di un anno fa per contrastare il fenomeno della disinformazione. L’autorità del vecchio continente riconosce l’impegno fin qui profuso, sottolineando però come ci sia ancora molto da fare.

Fonte: CNBC
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