Zuck e FB in difesa della libertà di espressione

Il numero uno di Facebook si schiera in difesa della libertà d'espressione e annuncia l'arrivo di una policy per far fronte al fenomeno dei deepfake.
Il numero uno di Facebook si schiera in difesa della libertà d'espressione e annuncia l'arrivo di una policy per far fronte al fenomeno dei deepfake.

È stata una giornata intensa quella di ieri per Mark Zuckerberg: prima l’intervento alla Georgetown University, poi l’intervista concessa ai microfoni del Washington Post. In entrambi i casi un obiettivo comune: ribadire come Facebook sia al lavoro per trovare il giusto equilibrio fra trasparenza, lotta alle fake news e necessità di tutelare la libertà d’espressione.

Zuckerberg su FB e libertà d’espressione

Il numero uno del social network ci mette la faccia, com’è giusto che sia, in un momento delicato per il gruppo che tra le altre cose deve fare i conti con gli imprevisti ostacoli incontrati lungo il cammino del progetto Libra. Parla anzitutto di politica e della campagna elettorale in vista delle Presidenziali USA 2020 che sta ormai per entrare nel vivo. Anche considerando quanto accaduto quattro anni fa, non è da sottovalutare il rischio di interferenze esterne. Il CEO ne è consapevole, ma non sembra intenzionato a usare il pugno duro contro inserzioni e campagne di advertising dalla natura o dal contenuto quantomeno discutibile.

Non credo che le persone vogliano vivere in un mondo dove si può dire solo ciò che le aziende tecnologiche hanno deciso essere al 100% vero.

Lecito attendersi paletti meno stringenti per ciò che gli statunitensi vedranno comparire nei loro Feed su FB da qui a quando si recheranno alle urne per eleggere il nuovo inquilino della Casa Bianca. E a proposito della vicenda che di recente ha visto il social network respingere al mittente la richiesta del candidato democratico Joe Biden per la rimozione di contenuti pro-Trump etichettati come misinformazione (un suo presunto legame con l’Ucraina per archiviare l’indagine sull’azienda del figlio), la visione di Zuckerberg è piuttosto chiara.

Si tratta di problemi molto complessi e, in generale, finché non sarà assolutamente chiaro come comportarsi penso sia meglio correre il rischio di commettere errori in favore di una più ampia libertà d’espressione.

Si è parlato poi di deepfake: la prima versione della policy di Facebook per gestire i contenuti di questo tipo (potenzialmente in grado di ingannare chi li guarda) è quasi pronta. Zuckerberg, nonostante la consapevolezza che ci sia ancora molto da fare, è convinto che attualmente la piattaforma sia “un posto molto migliore” rispetto al passato.

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