Facebook, accuse e contraccuse sul marchio

Il termine "timeline" sarebbe generico e potrebbe quindi essere utilizzato in associazione alla nuova funzione proposta agli utenti. Al contempo il sito in blu diffida dal pubblicare profili di suoi utenti senza permessi specifici

Roma – Facebook ha deciso di controdenunciare Timelines.com , accusandola di utilizzare un termine generico come marchio.

L’ultima novità del social network in blu, le Timeline che sostituiscono i profili tradizionali degli utenti, era oggetto di una denuncia dal sito dedicato alle ricostruzioni storico/cronologiche Timelines.com per violazione di marchio, a causa del nome identico a parte la “s” finale.
Timelines.com afferma che questa somiglianza creerebbe una confusione tale da spingere il traffico dal suo sito verso Facebook, mettendo a rischio la sua stessa sopravvivenza.

Il giudice aveva rifiutato di accordare un’ingiunzione preliminare contro l’introduzione della nuova funzione da parte di Facebook, ma il caso deve ancora essere affrontato dal punto di vista sostanziale: ora il social network afferma che il termine “Timeline” è generico e quindi non riconducibile ad un marchio distintivo . Basti pensare, per esempio, al fatto che lo impiega anche Twitter.

Facebook, tra l’altro, è particolarmente aggressiva sul fronte proprietà intellettuale: ha minacciato azioni legali contro IsAnyoneUp , blog che posta foto senza veli associate a screenshot dei profili Facebook dei soggetti messi a nudo per additarne l’identità.

Il sito ha problemi legali collegati alla privacy dei soggetti delle foto, spesso pubblicate come forma di “vendetta”. Le minacce di Facebook aggiungono a questa problematica ben più seria (in quanto collegabile a stalking e altri reati che coinvolgono l’individuo) quella relativa agli screenshot delle sue pagine che sarebbero tutelate dalla sua proprietà intellettuale e dalla sua licenza di utilizzo.

Per questo il social network ha inviato al proprietario del blog Hunter Moore una lettera di diffida dal continuare a pubblicare contenuti di Facebook. Moore dice di non essere intimorito e di aver ribattuto con una foto del suo pene.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • ultimate scrive:
    e adesso...
    ... il povero pilota del drone avrà lo stesso trattamento del soldato Bradley Manning per avere dato informazione segrete al nemico: l'ergatolo!! :)
    • mario rossi scrive:
      Re: e adesso...
      i droni non hanno pilota intelligentone! si chiamano così apposta...
      • ahahah scrive:
        Re: e adesso...
        E tu non hai capito l'ironia del post precedente...intelligentone!!!
      • Bibbo scrive:
        Re: e adesso...
        Di che cosa parlate? I droni hanno pilota eccome, solo che sta seduto in poltrona in qualche centro dell'Arizona o dintorni.Studiate: "Quando il drone è in volo, viene controllato in remoto grazie a un collegamento satellitare da una stazione operativa. Ma durante la partenza e latterraggio, viene pilotato a vista con un segnale radio da un operatore nei pressi della pista di decollo. Ciò è necessario perché il collegamento satellitare da remoto ha un ritardo di alcune centinaia di millisecondi, che sono una latenza troppo lunga per correggere le deviazioni causate dal vento e altri problemi nel corso del decollo e dellatterraggio.Sembra quindi che gli iraniani siano riusciti a prendere il controllo a vista del drone. Questo dopo aver interrotto il collegamento satellitare. Fare questo non sarebbe comunque sufficiente, dato che il drone avrebbe comunque seguito qualche azione preprogrammata, come un semplice ritorno dal luogo di partenza. Con il controllo a vista ancora attivo, linterruzione del collegamento via satellite non porterebbe a un aborto preprogrammato.Possiamo ragionevolmente ritenere che gli iraniani abbiamo qualche stazione nei pressi dellaeroporto di Kandahar in ascolto di tutto il traffico militare presente in zona. Hanno avuto quattro anni per analizzare i segnali radio tra loperatore sul terreno e questi droni. Anche se questi segnali sono criptati, la ricognizione di questi modelli nel corso dei tanti voli effettuati in quattro anni potrebbero avergli fornito informazioni sufficienti per violare il codice."
      • arin scrive:
        Re: e adesso...
        - Scritto da: mario rossi
        i droni non hanno pilota intelligentone! si
        chiamano così
        apposta...ma certo che ce l'hanno! solo che è remoto, sta in una base militare a migliaia di km di distanza e non nell'abitacolo dell'aereo (che manco c'è)!
Chiudi i commenti