Facebook: chi ascolta le conversazioni Messenger?

Anche Facebook lo fa: messaggi vocali e chiamate Messenger ascoltati da terzi al fine di migliorare gli algoritmi impiegati per la trascrizione.
Anche Facebook lo fa: messaggi vocali e chiamate Messenger ascoltati da terzi al fine di migliorare gli algoritmi impiegati per la trascrizione.

Il social network in blu ha ammesso che centinaia di soggetti esterni alla società hanno ascoltato i messaggi vocali e le chiamate degli utenti che si sono affidati a Messenger. Anche Facebook scivola così sulla stessa buccia di banana tecnologica che di recente ha già provocato qualche imbarazzo ad Amazon (Alexa), Apple (Siri), Google (Assistente Google) e Microsoft (Skype e Cortana).

Chi ascolta i messaggi vocali di Messenger?

Stando a quanto reso noto attraverso le pagine di Bloomberg, per l’azienda di Mark Zuckerberg la pratica è stata condotta senza metterne al corrente i diretti interessati. Al momento risulta “in pausa” da circa una settimana. Ha riguardato coloro che in Messenger hanno scelto di trascrivere le conversazioni contribuendo al miglioramento degli algoritmi che si occupano dell’operazione. L’obiettivo è lo stesso perseguito dagli altri big: coinvolgere operatori in carne e ossa nel processo di revisione, facendo così emergere eventuali imperfezioni nella conversione da audio a testo e apportando di conseguenza i necessari perfezionamenti al sistema.

Anche in questo caso la pratica solleva legittimi dubbi in fatto di privacy, considerando la natura strettamente personale di alcune comunicazioni non destinate ad essere pubbliche. Gli utenti non sono infatti mai stati avvertiti in modo esplicito che quanto registrato e inviato ai contatti potesse essere ascoltato da altre persone.

L’ICO (Information Commissioner’s Office) britannica ha reso noto di aver avviato un’indagine in merito, al fine di far emergere eventuali violazioni delle normative in vigore, in particolare del GDPR che dallo scorso anno regola la gestione di tutte le informazioni che riguardano gli utenti nel vecchio continente. Così afferma un portavoce dell’autorità UK.

Siamo al corrente delle preoccupazioni relative ai programmi di assistenza vocale e valuteremo le informazioni disponibili.

Fonte: Bloomberg
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