Facebook compra l'advertising di Microsoft

Il social network acquisisce una tecnologia precedentemente in mano a Microsoft e promette vantaggi per tutti: per gli utenti, con l'advertising pertinente ai loro interessi, e per i pubblicitari, con strumenti di gestione più sofisticati
Il social network acquisisce una tecnologia precedentemente in mano a Microsoft e promette vantaggi per tutti: per gli utenti, con l'advertising pertinente ai loro interessi, e per i pubblicitari, con strumenti di gestione più sofisticati

Le indiscrezioni si rincorrevano da tempo, ora è ufficiale: Facebook ha acquisito la tecnologia Atlas Advertiser Suite , sistema per l’advertising personalizzato precedentemente finito nelle mani di Microsoft in seguito al dispendioso inglobamento di aQuantive .

Atlas è “leader nella gestione e nella misurazione delle campagne per pubblicitari e agenzie”, spiega Facebook in una comunicato, e una volta a regime l’acquisizione “garantirà benefici sia ai pubblicitari che agli utenti”.

Il nuovo strumento servirà a ottenere “una visione globale” delle performance di ogni campagna pubblicitaria, dice ancora Facebook, assicurando che il “giusto messaggio” (pubblicitario) arrivi alle “persone giuste” nel momento più opportuno e fornendo altresì una comprensione molto maggiore dell’efficacia delle campagne.

Se chi fa pubblicità sarà meglio edotto sulle proprie campagne, sostiene Facebook, anche gli utenti si troveranno davanti a messaggi di advertising più interessanti e rilevanti rispetto ai loro interessi. Dopo l’acquisizione, il social network intende investire sull’infrastruttura back-end di misurazione di Atlas e migliorare l’attuale suite di strumenti per il monitoraggio a disposizione dei pubblicitari.

Avere a disposizione Atlas porterà poi vantaggi anche in funzione anti-Google , concorrente del social network sempre più sotto pressione e ora “minacciato” anche dove fa più male: a oggi, l’advertising è il canale da cui proviene la quasi totalità dei ricavi di Mountain View.

Per quanto riguarda Microsoft, infine, la cessione di Atlas – originariamente “costato” ben 6 miliardi di dollari assieme al resto degli asset di aQuantive – ha un duplice vantaggio: l’operazione sancisce una partnership ancora più stretta col social network più popolare, e permette alla corporation di Redmond di liberarsi di un tipo di contenuti (l’advertising, appunto) che “i consumatori non vogliono”. I consumatori vogliono servizi, dispositivi ed esperienze digitali, possibilmente marchiati Microsoft.

Alfonso Maruccia

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01 03 2013
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