Facebook sa dove sei, saprà dove vai

Alcuni brevetti depositati da Facebook descrivono tecnologie e sistemi in grado di predire i luoghi che saranno visitati dagli utenti.

Il social network in blu sa molto di noi, forse troppo. Sa dove siamo, con chi, cosa stiamo facendo e persino cosa ci passa per la testa (“A cosa stai pensando?”). Presto Facebook potrebbe essere in grado anche di predire dove stiamo andando. È l’obiettivo di alcune tecnologie descritte in una serie di brevetti depositati dal gruppo di Mark Zuckerberg presso lo United States Patent and Trademark Office.

Facebook: brevetti per sapere dove vai

La documentazione che reca il titolo “Offline Trajectories” è stata registrata nel 2017, ma è venuta alla luce solo oggi. Fa riferimento a un sistema che basandosi sulle informazioni di geolocalizzazione relative al passato dell’utente e raccolte durante la sua attività è in grado di stabilire in quali luoghi si recherà. Qual è l’obiettivo? A quanto pare, in questo caso l’advertising non c’entra. Se ad esempio si è soliti visitare un locale dopo il lavoro e lì viene rilevata una connessione assente o poco affidabile, essendone a conoscenza l’applicazione sullo smartphone può scaricare in anticipo le informazioni relative al News Feed, prima di giungere a destinazione, così da renderle consultabili anche in modalità offline.

Un altro brevetto, “Location Prediction Using Wireless Signals on Online Social Networks”, descrive una tecnologia che basandosi sulla misurazione dell’intensità dei segnali WiFi, Bluetooth, mobile e NFC (e non sul GPS) in una determinata location è in grado di prevedere dove si sta andando, incrociando le informazioni relative all’utente con quelle acquisite dagli altri iscritti al social network.

Infine, la proprietà intellettuale chiamata “Predicting Locations and Movements of Users Based on Historical Locations for Users of an Online System” spiega in che modo i dati di geolocalizzazione raccolti da più utenti possano tornare utili per definire dei pattern di movimento. In questo caso il riferimento all’utilizzo della tecnologia a fini di advertising è esplicito: ad esempio, dopo essere uscito da un negozio, l’utente potrebbe veder comparire sul proprio telefono un coupon relativo a una promozione in atto in un altro store, solitamente visitato da coloro che hanno abitudini di acquisto e preferenze simili.

Ricordiamo infine che è possibile controllare la tipologia delle informazioni relative alla propria posizione condivise con Facebook e con la sua community: i dettagli sono consultabili sul centro assistenza della piattaforma. Anthony Harrison, portavoce dell’azienda, intervenendo in merito ai brevetti citati ha affidato alle pagine del sito BuzzFeed News la seguente dichiarazione.

Spesso depositiamo brevetti per tecnologie che poi non implementiamo e le richieste relative a proprietà intellettuali come queste non devono essere interpretate come un’indicazione sui nostri piani per il futuro.

Fonte: BuzzFeed News

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