Facebook e i video esponenziali

Riff è un'app mobile per creare catene di video che si costruiscono di pari passo con la loro diffusione virale: il social network confida nell'effetto meme
Riff è un'app mobile per creare catene di video che si costruiscono di pari passo con la loro diffusione virale: il social network confida nell'effetto meme

Facebook intende mettere a frutto le tendenze che emergono fra i propri utenti, mettendo a disposizione dei suoi 1,4 miliardi di amici strumenti volti ad alimentarle, in vista dell’aumento dei tempi di permanenza nell’orbita del social network, se non della monetizzazione diretta: Riff non è che l’ultima app scodellata da Facebook, destinata alla creazione di video collaborativi che ambiscono a diventare meme.

Presentata come uno strumento dedicato all’intrattenimento puro, Riff consente di creare catene di spezzoni catturati in diretta attraverso l’app stessa, frammenti che possono sommarsi in un flusso di coscienza video da fruire e condividere anche al di fuori dell’app.

L’utente dell’applicazione Android o iOS non deve fare altro che registrare un video della durata massima di 20 secondi e assegnargli un topic: le immagini saranno automaticamente condivise con gli amici, che a loro volta potranno agganciare il proprio video, facendo scattare la notifica ad una nuova cerchia di amici.
Tutti i partecipanti saranno taggati nel momento in cui il video verrà esportato su Facebook per essere condiviso con coloro che non si siano dotati dell’app, e il video postato su Facebook si aggiornerà con i nuovi contributi, nuovi anelli della catena di video.

Pur ricordando i concetti su cui sono fondate altre applicazioni dedicate alla collaborazione e alla condivisione, Riff non nasce dall’imitazione ma dall’osservazione dei comportamenti degli utenti: alcuni membri del Facebook Creative Labs hanno coltivato il progetto dopo aver studiato l’ evolvere del meme dell’Ice Bucket Challenge, iniziativa solidale a base di secchi di acqua ghiacciata, motore per la diffusione di video virali. “Il gruppo potenziale di chi collabora può crescere esponenzialmente – ha spiegato Josh Miller, responsabile di Riff – e così un breve video può diventare un processo creativo tra cerchie di amici che si può condividere su Facebook o ovunque in Rete”. E se l’Ice Bucket Challenge, nel giro di tre mesi, ha consentito a Facebook di aumentare del 50 per cento il volume dei video condivisi, l’auspicio è che Riff con la sua vocazione virale possa alimentare questa tendenza che ha già sospinto il social network a competere direttamente con YouTube .

Gaia Bottà

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02 04 2015
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