Facebook gioca con Unity

Il social network ha stretto un accordo con la società dell'engine videoludico per la realizzazione di una nuova piattaforma di gaming: gli sviluppatori potranno rivolgersi più facilmente agli amici di Facebook
Il social network ha stretto un accordo con la società dell'engine videoludico per la realizzazione di una nuova piattaforma di gaming: gli sviluppatori potranno rivolgersi più facilmente agli amici di Facebook

Facebook e Unity hanno annunciato di essere all’opera per la realizzazione di una piattaforma videoludica che permetterà agli sviluppatori di rivolgersi alle sconfinate platee connesse degli amici in blu. Dal 18 al 31 agosto, gli sviluppatori di videogame possono avere accesso alla versione alpha di Unity 5.4, che permette loro di realizzare ed esportare videogame verso Facebook.

Prima di questa collaborazione, gli operativi con Unity avevano a disposizione un SDK per trasporre i videogame sulla piattaforma web. “Integrare strumenti che forniscono accesso agevole alla rete di Facebook è un elemento chiave nell’aiutare gli sviluppatori a conquistare il successo che meritano”, ha dichiarato Elliot Solomon, vicepresidente di Unity.

Il colosso del social network sembra così voler fare concorrenza a piattaforme come Steam, nel tentativo di ritornare ai fasti dei tempi dell’esplosione del social gaming, prima che il casual gaming diventasse di dominio delle app mobile.

Menlo Park non ha fornito ulteriori dettagli sui propri piani: ricorda però che sono oltre 650 milioni le persone che utilizzano ogni mese Facebook in senso videoludico, sia che si servano di un dispositivo mobile, di una console o di un pc.

Facebook aveva annunciato una piattaforma di download già a maggio, con un test chiamato “Facebook Games Arcade”, di cui è possibile vedere una demo . Il rinnovato annuncio si rivolge invece a un pubblico multipiattaforma, non soltanto a Windows come nel test Gamed Arcade. Supporterà i tradizionali casual game di Facebook, ma Unity assicura che fornirà anche supporto a titoli hardcore e “immersivi”. Per i gamer sarà possibile cercare titoli online con i quali giocare e Facebook pagherà una quota dei ricavi agli editori dei giochi, ma non è ancora chiaro se questa si discosterà dal 30 per cento standard utilizzato in passato.

Pierluigi Sandonnini

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