Anche Facebook interverrà sui post dei politici

Presto il social network in blu mostrerà un avviso per i post degli esponenti politici ritenuti in violazione delle proprie regole.
Presto il social network in blu mostrerà un avviso per i post degli esponenti politici ritenuti in violazione delle proprie regole.
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Alla fine anche Facebook appiccicherà un’etichetta ai post degli esponenti politici che risultano essere in violazione delle proprie policy. Un dietrofront per la piattaforma di Mark Zuckerberg, negli ultimi mesi presa di mira da pesanti critiche per la scelta di non intervenire sui contenuti o sulle inserzioni pubblicitarie dei personaggi pubblici nel nome della libertà di espressione e del diritto all’informazione.

Facebook cambia atteggiamento sui post della politica

Con una mossa di questo tipo il social network in blu assume una posizione simile a quella del concorrente Twitter, già da qualche settimana alle prese con il fact checking degli interventi di Trump. L’annuncio arriva direttamente dal CEO.

Presto inizieremo a etichettare alcuni dei contenuti che lasciamo online poiché ritenuti degni di nota, così le persone possono conoscerli. Consentiremo loro di condividerli e condannarli, proprio come accade con altri contenuti problematici, perché rappresentano una parte importante della discussione a proposito di ciò che è accettabile nella nostra società, ma aggiungeremo un messaggio che avvisa della possibile violazione delle nostre regole.

Three weeks ago, I committed to reviewing our policies ahead of the 2020 elections. That work is ongoing, but today I…

Pubblicato da Mark Zuckerberg su Venerdì 26 giugno 2020

Al momento non è dato a sapere quale sarà l’aspetto di questi avvisi né con quali tempistiche saranno introdotti. Di certo a pesare sulla decisione la campagna di boicottaggio dell’advertising su Facebook che di recente ha raccolto l’adesione di grandi brand: Coca-Cola, Unilever, Verizon e The North Face tra coloro che hanno deciso di interrompere almeno temporaneamente gli investimenti in pubblicità sui social network (anche Twitter e YouTube) chiedendo alle piattaforme un’assunzione di responsabilità e la definizione di regole più severe per affrontare problemi quali razzismo, hate speech e abusi di altro tipo.

Ricordiamo infine che questa settimana sono emerse informazioni secondo le quali lo staff dell’attuale Presidente USA starebbe valutando l’ipotesi di abbandonare Facebook e Twitter in favore di Parler per la componente social della campagna elettorale in vista delle elezioni in autunno.

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