Facebook torna a scuola

Il social network si rivolge alla scuole con una piattaforma destinata all'apprendimento. Per ora è una sperimentazione limitata, disgiunta dal servizio principale

Roma – Facebook ha presentato K-12 Education Project , iniziativa dedicata alle scuole ed ai software per l’educazione.

Il progetto è stato portato avanti insieme all’associazione californiana Summit Public School e vede Facebook offrire agli istituti scolastici software per supportare l’apprendimento , basato in particolare sul principio che ciascun discente ha i propri ritmi: in pratica permette agli studenti di creare con gli insegnanti lezioni personalizzate e progetti specifici ed ai professori di utilizzarlo per organizzare e tener traccia di punteggi e quiz svolti.

Come racconta lo stesso social network, si tratta di un progetto a cui hanno lavorato nel corso degli ultimi anni un piccolo team di suoi sviluppatori insieme ad un gruppo di educatori locali: il tutto è partito dall’idea di ricreare l’esperienza di una classe e “metterci al centro l’ambizione degli studenti di poter sfruttare tutta la tecnologia e le informazioni disponibili per crescere nel mondo di oggi”.

L’interesse di Facebook, oltre a provare sul campo nuovi possibili strumenti di collaborazione (eventualmente anche in ottica sviluppo di suite per il mondo del lavoro), è probabilmente legato anche alla sua base utenti: arrivato al record di avere connessi in una sola giornata un miliardo di persone, ovvero una persona su sei sulla Terra, i suoi unici limiti appaiono quelli strutturali, quelli costituiti dal digital divide (per cui sta già lavorando ) ed i limiti di età che gli impediscono di raggiungere una non trascurabile fetta della popolazione.

Non si tratta tanto un limite autoimposto, quanto una conseguenza dei dettami del Children’ s Online Privacy Protection Act ( COPPA ), lo strumento normativo che negli Stati Uniti regola i prodotti ed i servizi online destinati ai minori di 13 anni e che tramite il passaggio per gli strumenti educativi il social potrebbe ora puntare a superare. Certo, i nuovi strumenti rappresentano per il momento una piattaforma del tutto disgiunta dal social network e per il momento limitata a solo ad una ventina di scuole: ma anche la cavalcata di Zuckerberg è iniziata da una sola università.

Per conquistare le scuole, d’altra parte, stanno lavorando anche altri attori della Rete: Dropbox ha annunciato da poco un nuovo vertice per i servizi all’educazione, Jason Katcher, e Google – dopo aver già predisposto una versione dei propri servizi e del proprio browser tagliate su misura dei più piccoli – ha ora lanciato una nuova estensione per Chrome a disposizione degli insegnanti per condividere istantaneamente link con l’intera classe, per chattare con gli studenti e tener traccia ti quanto fatto a lezione.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • bubba scrive:
    pwn2Hypocrisy
    un altro mattone per la torre della Security Hypocrisy ....
    • hhhh scrive:
      Re: pwn2Hypocrisy
      - Scritto da: bubba
      un altro mattone per la torre della Security
      Hypocrisy
      ....palesissimo che vogliono lasciare tutto insicuro ad uso e consumo dei soliti noti...
      • bubba scrive:
        Re: pwn2Hypocrisy
        - Scritto da: hhhh
        - Scritto da: bubba

        un altro mattone per la torre della Security

        Hypocrisy

        ....

        palesissimo che vogliono lasciare tutto insicuro
        ad uso e consumo dei soliti
        noti...o magari e' il contrario... meglio piu' understatement dopo i vari casi 'hackingteam' :P
        • hhhh scrive:
          Re: pwn2Hypocrisy
          - Scritto da: bubba

          palesissimo che vogliono lasciare tutto insicuro

          ad uso e consumo dei soliti

          noti...
          o magari e' il contrario... meglio piu'
          understatement dopo i vari casi 'hackingteam'
          :PIl numero dei bug non dipende certo da una legge e gli hacker black o white, la ricerca la fanno comunque
          • bubba scrive:
            Re: pwn2Hypocrisy
            - Scritto da: hhhh
            - Scritto da: bubba



            palesissimo che vogliono lasciare tutto
            insicuro


            ad uso e consumo dei soliti


            noti...


            o magari e' il contrario... meglio piu'

            understatement dopo i vari casi 'hackingteam'

            :P

            Il numero dei bug non dipende certo da una legge
            e gli hacker black o white, la ricerca la fanno
            comunquefosse cosi' sarebbe perfetto. niente zdi, vupen, Netragard, NICE, e neanche hackingteam e revuln ecc i loro premi milionari.. e invece..
Chiudi i commenti