Facebook, videogiochi per il social mobile

Il social network californiano chiama a raccolta i piccoli e medi sviluppatori per un programma pilota che promuoverà i titoli videoludici verso l'utenza in blu. In cambio di una fetta dei guadagni
Il social network californiano chiama a raccolta i piccoli e medi sviluppatori per un programma pilota che promuoverà i titoli videoludici verso l'utenza in blu. In cambio di una fetta dei guadagni

Si chiama Mobile Games Publishing ed è un nuovo programma pilota avviato da Facebook per aiutare piccoli e medi sviluppatori videoludici a raggiungere le vaste masse connesse al social network di Menlo Park. Lo stesso sito in blu tratterrà una non meglio specificata quota di guadagni in cambio delle attività di supporto promozionale dei vari titoli attraverso le applicazioni in mobilità.

Dalla britannica Space Ape – controllata dai veterani del social gaming Playfish – a Gameloft , un primo gruppo di dieci case di sviluppo ha già aderito al programma per sfruttare le audience della condivisione social e far crescere il proprio business con i quasi 700 milioni di utenti attivi ogni giorno registrati alla fine dell’ultimo trimestre di attività finanziaria del gigante californiano.

Con svariati milioni di like e reti di amicizia, Facebook è ormai diventato un autentico tesoro per i pubblicitari, come dimostrato dal fatto che il 20 per cento delle prime cento applicazioni su iOS sfrutta la piattaforma di Facebook per iniettare messaggi pubblicitari sulle applicazioni mobile. Al contrario, vecchi giganti del social gaming come Zynga faticano ad aumentare il fatturato, obbligati a concentrarsi con più attenzione sullo sviluppo di nuovi titoli per gli ambienti operativi su smartphone e tablet.

Ad oggi, un totale di 260 milioni di utenti gioca su Facebook , ormai capace di monetizzare al meglio gli accessi alle varie applicazioni mobile. Da Dawn of the Dragons a Samurai Siege , i titoli videoludici prodotti dalle case di sviluppo all’interno del programma Mobile Games Publishing potranno raggiungere la massa critica delle esperienze di gioco social, concedendo a Facebook un obolo per il passaggio attraverso i suoi territori di promozione.

Mauro Vecchio

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

31 07 2013
Link copiato negli appunti