File sharing, pasticciaccio alla House of Lords

Imperversa il fuoco delle polemiche nel Regno Unito. Mentre la fazione liberal propone ghigliottine sulle piattaforme come YouTube, un conservatore denuncia il meccanismo di notifiche ai netizen: paragonabile a una truffa

Roma – Ha preso improvvisamente fuoco il già caldo dibattito nel Regno Unito sulla cosiddetta cura Mandelson , per estirpare alla radice il file sharing selvaggio. La House of Lords britannica è stata così il teatro principale dello scontro, in vista dell’adozione definitiva del Digital Economy Bill .

Due notizie sembrano aver colpito profondamente membri del Parlamento e osservatori esterni. La prima è che il contestato paragrafo 17 del Digital Economy Bill è stato modificato, dopo la bocciatura ai voti di una clausola che avrebbe potuto garantire a qualsiasi Segretario di Stato britannico (presente e futuro) di introdurre modifiche sostanziali al Copyright, Design and Patent Act del 1988.

La seconda , meno buona per tutti gli attivisti digitali a favore dei fondamentali diritti dei netizen: al paragrafo 17 è stata aggiunta una clausola che potrebbe fornire all’alta corte britannica un forte potere censorio . E, non senza una certa ironia, i fautori di questa visione – il fronte liberal-democratico – sono stati precisamente gli stessi che poco prima avevano bocciato ai voti la forma primigenia del paragrafo 17. In pratica, si è passati da una pioggia di critiche ad una tempesta di dissenso.

La proposta liberal-democratica – passata alla House of Lords con 165 voti favorevoli e 140 contrari – fornisce in pratica agli alti vertici dell’autorità giudiziaria la possibilità di emanare un’ingiunzione nei confronti di quei particolari siti che si macchino di violazione del copyright. Per obbligare potenzialmente i server che li ospitano a tagliarli fuori dalla Rete .

Un meccanismo che dovrebbe placare gli animi più preoccupati dalla possibile introduzione nella legislazione britannica della cosiddetta dottrina dei three-strike , fondata sulla disconnessione degli utenti. Secondo i rappresentanti liberal, la nuova versione della legge dovrebbe risultare più adeguata. Un modo – stando alle dichiarazioni di Lord Clement-Jones – per inviare un segnale positivo all’industria dei contenuti senza passare attraverso la privazione di Internet.

E su questo punto, molti osservatori hanno espresso tutto il proprio disaccordo. A partire dal direttore esecutivo dell’ Open Rights Group , Jim Killock. “Questa proposta aprirebbe le porte ad un massiccio sbilanciamento degli equilibri a favore dei detentori dei diritti – ha spiegato Killock – Cittadini e piccole aziende si ritroverebbero seriamente minacciati, nonché impotenti di fronte ad attacchi del copyright. Fino alla definitiva chiusura dei siti da loro gestiti”.

Ed è proprio sulla potenziale chiusura di questi siti che hanno imperversato le principali polemiche. La più oscura paura consiste nella possibile introduzione in terra d’Albione di un meccanismo molto simile a quello relativo al Digital Millennium Copyright Act (DMCA), che permette negli Stati Uniti di bloccare certe attività online ritenute illecite da parte dei detentori dei diritti.

Il che – come osservato da più di una fonte – potrebbe portare ad obbligare i provider ad abbassare le saracinesche su tutti quei siti che ospitano materiale protetto dal copyright. Su tutti, la piattaforma di video sharing YouTube. Nelle parole di Lilian Edwards, esperto di cyberlaw alla Sheffield University, per la prima volta sarà possibile per le grandi sorelle dell’industria ordinare agli ISP britannici di bloccare la piattaforma di Google.

E per quanto riguarda quei netizen macchiatisi di file sharing illecito? Sempre nel corso del dibattito alla House of Lords , il conservatore Lord Lucas ha provveduto a stilare un resoconto riassuntivo dello schema in corso di approvazione in Parlamento. Dopo un iniziale rastrellamento degli indirizzi IP (e relativa identificazione degli utenti attraverso i provider), si verrebbero a generare notifiche composte da tre elementi chiave .

Il primo, che informi il netizen dell’avvenuta violazione. Il secondo, che minacci il suddetto netizen di ricorrere alla giustizia con pene pecuniarie molto elevate. Il terzo, che proponga al sempre suddetto netizen di pagare una somma forfettaria di 500-800 sterline (553-880 euro) per fare in modo che i detentori del copyright dimentichino l’accaduto.

Lord Lucas ha così parlato di una vera e propria forma di scamming, data la quasi certa impossibilità degli utenti di dimostrare la propria innocenza . Una quasi centenaria nonnina – secondo Lucas – non potrebbe fare alcunché, dato il semplice possesso di una connessione alla Rete, che basta all’industria per stabilire la sussistenza di un reato a mezzo file sharing.

Lord Lucas si è quindi dimostrato un fiero oppositore di questo meccanismo, ammettendo di preferire la proposta dei liberal-democratici. Che, tuttavia, non è stata l’unico focolare di discussioni nella recente seduta della House of Lords. Uno degli altri punti critici orbitanti intorno al Digital Economy Bill riguarda la forte pressione del governo affinché non ci sia il vaglio dell’Office of The Information Commissioner .

L’analisi dell’organo per la privacy britannico sarebbe un passo non necessario, almeno secondo Lord Young, lo stesso che aveva annunciato una regolamentazione più rigida per gli hotspot pubblici per l’accesso in WiFi. Sarebbe cioè una perdita di tempo inutile, che rallenterebbe l’iter di adozione del Digital Economy Bill . E queste dichiarazioni hanno scatenato la furia di alcuni MP britannici, su tutti Lord Putnam.

Lord Putnam ha infatti puntato il dito contro una legislazione che starebbe ricevendo continui strattoni da parte della lobby dell’industria del copyright. Legislazione che risulta attualmente alquanto deficitaria in termini di protezione della privacy degli utenti. “Sono assolutamente convinto – ha spiegato Putnam – che ci sarà bisogno di una nuova legge nei prossimi due o tre anni. Perché questa presenta alcune gravi lacune che dovrebbero essere colmate ora”.

Mauro Vecchio

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  • gjWSXRmDLK scrive:
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  • Damix scrive:
    Piccola osservazione
    Premetto che sugli algoritmi di analisi ed information retrieval audio non sono molto preparato (invece mi dedico spesso alle stesse tematiche in ambito video), ma a me questa sembra unaXXXXXta clamorosa; non so a che punto fossero queste tecnologie nei vari laboratori universitari e/o centri di eccellenza aziendali eccetera eccetera... ma mi sembra una funzionalità molto bella, che non ha bisogno di calibrazione e che già funziona in maniera soddisfacente. Sarà utile senza dubbio ai non udenti ma anche a chi non è completamente fluent con l'inglese; mi ci metto anche io, qualche volta qualche parola la perdo per strada. Com'è possibile che su 13 commenti nessuno abbia notato la positività di questa cosa? Solo menate, solo problemi, solo tragicommedie legali.
    • Little Magpie scrive:
      Re: Piccola osservazione
      Dice un proverbio zen:"Lo stolto guarda il dito che indica la luna.Il saggio guarda la luna".
    • Sborone di Rubikiana memoria scrive:
      Re: Piccola osservazione
      Perché hanno solo trollato un po'. :)
    • Sgabbio scrive:
      Re: Piccola osservazione
      Semplicemente perchè ci sono persone con una mentalità ferma al 1930, pensando che uno diventi un editore automaticamente se usa un sistema simile ho usa un automatismo per ricodificare un video per adattarlo alla piattaforma video.....
      • franky scrive:
        Re: Piccola osservazione
        - Scritto da: Sgabbio
        Semplicemente perchè ci sono persone con una
        mentalità ferma al 1930, pensando che uno diventi
        un editore automaticamente se usa un sistema
        simile ho usa un automatismo per ricodificare un
        video per adattarlo alla piattaforma
        video.....Personalmente questa gente non riesco proprio a caXXXXX... come si fa a definire una piattaforma interattiva (da notare questo aggettivo, perche' e' importante...!!! stiamo parlando di un mezzo interattivo dove la gente posta video,videorisposte e commenta...quindi l'equivalente di un telefono...se proprio vogliamo fare un paragone...) dove gli utenti caricano i loro contenuti, dove gli utenti non ricevono alcun compenso, i loro contenuti non sono selezionati...un editore ? Solo un italiota potrebbe fare un paragone del genere...e poi che senso ha paragonare internet al giornale ed alla tv?Allo scopo di poter censurare le libere opinioni, portando avanti il principio che chi gestisce le piattaforme e' responsabile di quello che si dice ? Cosi' non si potra' scrivere su un forum, su un sito, senza ricevere il via del governo centrale ? Cosa vogliono questi troll pro-censura ? Perche' non se ne vanno in Cina ?Cmq ritornando al tema centale del thread...ho gia' provato questo servizio...dei sottotitoli automatici pero' non funziona granche'...purtroppo...google ha fatto progressi da gigante nel campo della traduzione statistica,ci ha regalato la possibilita' di mettere i sottotitoli ai nostri video generati dagli umani e di tradurli automaticamente in qualunque lingua in maniera abbastanza soddisfacente...ma il riconoscimento vocale al momento e' alquanto deludente...io l'ho provato su due video...google stesso dice che dipende molto dai rumori di fondo...ma a me questi video sembravano abbastanza liberi da rumori di fondo...
    • gino scrive:
      Re: Piccola osservazione
      - Scritto da: Damix Com'è
      possibile che su 13 commenti nessuno abbia notato
      la positività di questa cosa? Solo menate, solo
      problemi, solo tragicommedie
      legali.Quoto tutto, sai perchè nessuno ha commentato positivamente, perchè siamo italiani, quindi, italioti.
  • angros scrive:
    Ma se il testo non è in inglese?
    Cosa succede se si mette un testo non in inglese, e si cerca di sottotitolarlo comunque?Mi aspetto qualcosa del genere:[yt]ZA1NoOOoaNw[/yt][yt]fcxtQD6caoA[/yt]
  • Rex scrive:
    Editore
    Ora si può proprio dire che Google si è trasformato in un editore: inserisce non solo pubblicità, ma modifica il formato dei contenuti multimediali ricevuti, li adatta alla propria piattaforma e aggiunge anche altri contenuti di sua scelta (vedi sottotitoli), se consideriamo che Google, in alcuni casi, sceglie anche cosa pubblicare e cosa no, abbiamo un editore a tutti gli effetti.
    • cinghiale scrive:
      Re: Editore
      Ma cosa diciLa pubblicità serve al sostentamento del servizio (ripeto, servizio) ed è generata automaticamente. La modifica del formato video avviene automaticamente e in modo trasparente (poi non so cosa c'entri questo).Però ora mi devi spiegare dove sono i "contenuti di propria scelta"!! Hai letto l'articolo? C'è scritto che i sottotitoli sono generati automaticamente, ed è quella la novità.E poi Google sceglie cosa pubblicare da secoli: c'è scritto chiaro e tondo cosa non pubblicheranno: XXXXXgrafia e materiali illegali, et similia. Ma comunque il suo servizio, se si esclude queste esclusioni dettate dalla licenza, è trasparente. Quindi non può essere considerato un editore... E' un servizio!
      • Davi scrive:
        Re: Editore
        - Scritto da: cinghiale
        Ma cosa dici
        La pubblicità serve al sostentamento del servizioAnche per la Repubblica, il Giornale, Mediaset e Sky la pubblicità serve a sostenere il servizio e (possibilmente) a fare utili. Dov'è la differenza?
        (ripeto, servizio) ed è generata automaticamente.Perché sarebbe rilevante che la pubblicità sia o no generata automaticamente?
        La modifica del formato video avviene
        automaticamente e in modo trasparenteÈ rilevante che sia fatto automaticamente?
        Però ora mi devi spiegare dove sono i "contenuti
        di propria scelta"!!Hanno scelto di mettere i sottotitoli nei video in inglese: quella è una scelta.La Repubblica solitamente sceglie contenuti italiani.
        Hai letto l'articolo? C'è
        scritto che i sottotitoli sono generati
        automaticamente, ed è quella la
        novità.La novità è che ora Google modifica i contenuti per il proprio tornaconto: fa l'editore.
        E poi Google sceglie cosa pubblicare da secoli:Appunto: è un editore.
        c'è scritto chiaro e tondo cosa non
        pubblicheranno: XXXXXgrafia e materiali illegali,
        et similia. Ma comunque il suo servizio, se si
        esclude queste esclusioni dettate dalla licenza,
        è trasparente. Quindi non può essere considerato
        un editore...Non può essere considerato un editore... perché?Cosa gli manca?La volontà di scelta?Se Mediaset mandasse in onda tutto ciò che riceve, senza controllo, smetterebbe di essere un editore?
      • Vizaviz scrive:
        Re: Editore
        - Scritto da: cinghiale


        E poi Google sceglie cosa pubblicare da secoli:
        c'è scritto chiaro e tondo cosa non
        pubblicheranno: XXXXXgrafia e materiali illegali,
        et similia. Ma comunque il suo servizio, se si
        esclude queste esclusioni dettate dalla licenza,
        è trasparente. Quindi non può essere considerato
        un editore... E' un
        servizio!E' un editore dell'era internet. Il fatto che usi sistemi automatici non cambia moltoperchè la scelta in ultima istanza la fanno loro.Il caricatore di contenuti è l'autore e ne risponde come tale, mentre google ne deve rispondere come editore.Se un domani una casa editrice di libri usasse software automatici quando uno scrittroe gli invia un manoscritto per fare il lavoro che oggi è fatto da persone nelle case editrici, cosa cambierbbe? Sempre editrice sarebbe.Il servizio puro d'intermediazione non prevede scelte sul materiale trattato, oggetto dell'intermediazione: la Posta, per es. si limita a consegnare lettere e pacchi, ma non controlla i contenuti e volendopotrebbe vivere anche solo di pubblictà (caso limite) per certe consegne, sostituendo per es. il pagamento del francobollo con l'impegno per il destinatario/mittente di accettare una certa quantità di volantinaggio pubblicitario nella sua cassetta postale.Del resto per la telefonia qualche servizio free fu tentato in passato, mi pare, quando si consentiva di fare un certo numero di telefonate gratis ad un utente previo sorbirsi un tot secondi di pubbliditàprima che la telefonata vera e proria potesse aver luogo.Non capisco poi tutta questa foga nel voler difendere una multinazionale USA che ha come scopo solo di far profitti. Cosa legittima, ma alamneo non stravolga il senso delle cose e si comporti a dovere rsipsttando le leggi dei Paesi in cui lavora.
        • Sgabbio scrive:
          Re: Editore
          Google non è un editore:Non produce i video, non li crea, da solo i mezzi per pubblicarli e basta.I sottotitoli non li fa lei, ma da un mezzo che permette di generali automaticamente...Mamma mia che limitazione mentale... E' solo un fortintore di un servizio.
          • Davi scrive:
            Re: Editore
            Che io sappia anche la rai è una società di servizi... e pure Sky.A Google cosa mancherebbe, a tuo parere, per essere un editore?La7 è un editore? NON produce praticamente nulla, riceve video e li ripubblica. Eppure è un editore, perché google no? Solo perché non controlla (anche se lo fa)? E se pure La7 non controllasse, smetterebbe di essere un editore?
          • Sgabbio scrive:
            Re: Editore
            - Scritto da: Davi
            Che io sappia anche la rai è una società di
            servizi... e pure
            Sky.Sono due cose ben diverse. La RAI non permette a chiunque di mettere in onda in TV dei video, la RAI come SKY, comprano dei diritti per trasmettere quello che vogliono, film, cartoni, format televisivi, fiction ecc ecc... Google non produce nulla e non compra i diritti televisivi per trasmettere nulla. una piattaforma come Youtube è totalmente DIVERSA da una televisone: Non paragoniamo le mele con le pere perfavore.
            A Google cosa mancherebbe, a tuo parere, per
            essere un
            editore?Non produce nessun video, non crea format....... Cioè hai mai visto google Che pubblica tutti i video di youtube ? Sono gli utenti che pubblicano i video su youtube.... mi sembra chiara la differenza!
            La7 è un editore? NON produce praticamente nulla,
            riceve video e li ripubblica. Eppure è un
            editore, perché google no? Solo perché non
            controlla (anche se lo fa)? E se pure La7 non
            controllasse, smetterebbe di essere un
            editore?La 7 è un editore! Compra i contenuti che trasmette (mica tu puoi mettere un video che si vede in tutta la nazione su la 7), ha una redazione giornalistica con un suo telegiornale..... Mi sembra ABBASTANZA CHIARA LA DIFFERENZA....
          • Vizaviz scrive:
            Re: Editore
            - Scritto da: Sgabbio
            - Scritto da: Davi

            Che io sappia anche la rai è una società di

            servizi... e pure

            Sky.

            Sono due cose ben diverse. La RAI non permette a
            chiunque di mettere in onda in TV dei video, la
            RAI come SKY, comprano dei diritti per
            trasmettere quello che vogliono, film, cartoni,
            format televisivi, fiction ecc ecc... Google non
            produce nulla e non compra i diritti televisivi
            per trasmettere nulla. una piattaforma come
            Youtube è totalmente DIVERSA da una televisone:
            Non paragoniamo le mele con le pere
            perfavore.Chi si arrampica sugli specchi?You tube chiede all'utente il diritto di pubblicarei suoi video, per poi pubblicarli. Che non lo paghi nonsignifica nulla.Anche autori in erba posson decidere di farsi pubblicare un libro da un editore e non esser pagati, solo per autopromuoversi.Se dopo un pò di video pubblicati su Y t un tizio giungesse ad una certa fama da riuscire a farsi pagare per quelli che produce, sarebbe G.un editore?


            A Google cosa mancherebbe, a tuo parere, per

            essere un

            editore?

            Non produce nessun video, non crea format.......
            Cioè hai mai visto google Che pubblica tutti i
            video di youtube ? Sono gli utenti che
            pubblicano i video su youtube.... mi sembra
            chiara la differenza!

            Gli utenti sono gli autori, non chi pubblica.Così come i giornalisti di una testata sono differenti dall'editore dellatestata.La differenza tra un intemediario puro- le poste, per es.- e goggle secondo mela fa la possibilità di controllo, che sia a priori o dopo, su segnalazione o meno, non fa differenza. E il controllo teoricamente G. lo può fare (anzi mi pare che su certo materiale lo fa già automaticamente). Se non lo fa è una sua scelta, ma che non venda la favolettadi essere un intermediario puro. Che poi vuol dire che vuol comportarsi come gli pare: il controllo lo faccio quando lo dico io e se mi dovessecostare troppo non lo faccio. Bel modo di fare impresa!!!

            La7 è un editore? NON produce praticamente
            nulla,

            riceve video e li ripubblica. Eppure è un

            editore, perché google no? Solo perché non

            controlla (anche se lo fa)? E se pure La7 non

            controllasse, smetterebbe di essere un

            editore?

            La 7 è un editore! Compra i contenuti che
            trasmette (mica tu puoi mettere un video che si
            vede in tutta la nazione su la 7), ha una
            redazione giornalistica con un suo
            telegiornale..... Mi sembra ABBASTANZA CHIARA LA
            DIFFERENZA....Anche G. ha una redazione, sia pure non chiamata così. Come uno staff legale, che valutta i video alla bisogna. Qunado un video viene rimosso su segnalazione e poi ripirstinato a seguito delle proteste di chi lo ha caricato (vedi caso grillo con video di Travaglio, recentemente) chi fa la valutazione sereinserirlo o meno?E quando le tv ristrasmettono i video da you tube o you report, sono editori? E se nascesse una tv di questo tipo sarebbe un editore?Certo che si, secondo me. L'intermediario puro si limita a verificare se hai pagato la tariffa- poste o autostrade- non gli importa di verificare i contenuti.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Editore

            Chi si arrampica sugli specchi?
            You tube chiede all'utente il diritto di
            pubblicare
            i suoi video, per poi pubblicarli. Che non lo
            paghi
            non
            significa nulla.
            Anche autori in erba posson decidere di farsi
            pubblicare un libro da un editore e non esser
            pagati, solo per
            autopromuoversi.
            Se dopo un pò di video pubblicati su Y t un tizio
            giungesse ad una certa fama da riuscire a farsi
            pagare per quelli che produce, sarebbe G.un
            editore?YOUTUBE NON E' UN EDITORE, NON PRODUCE I VIDEO E NON LI PUBBLICA DI SUA VOLONTA' COME UN EDITORE!Sono gli utenti che decidono di caricare i video su youtube... E DIVERSO lo volete capire ?
            Gli utenti sono gli autori, non chi pubblica.
            Così come i giornalisti di una testata sono
            differenti dall'editore
            della
            testata.Gli autori del video li pubblicano anche, pensi che loro fanno un video e magicamente finisce su youtube ???? Una testata giornalistica, i giornalisti lavorano per l'editore del giornale... E DIVERSA LA STORIA SVEGLIA!
            La differenza tra un intemediario puro- le poste,
            per es.- e goggle secondo
            me
            la fa la possibilità di controllo, che sia a
            priori o dopo, su segnalazione o meno, non fa
            differenza. E il controllo teoricamente G. lo può
            fare (anzi mi pare che su certo materiale lo fa
            già automaticamente).No non fa nulla di automatico. Se non lo fa è una sua
            scelta, ma che non venda la
            favoletta
            di essere un intermediario puro. Che poi vuol
            dire che vuol comportarsi come gli pare: il
            controllo lo faccio quando lo dico io e se mi
            dovesse
            costare troppo non lo faccio. Bel modo di fare
            impresa!!!Non possono fare un controllo preventivo perchè è impossibile controllare ogni singolo video che viene caricato.... LO VOLETE CAPIRE CHE GOOGLE NON E' un editore ?
            Anche G. ha una redazione, sia pure non chiamata
            così. Come uno staff legale, che valutta i video
            alla bisogna. Qunado un video viene rimosso su
            segnalazione e poi ripirstinato a seguito delle
            proteste di chi lo ha caricato (vedi caso grillo
            con video di Travaglio, recentemente) chi fa la
            valutazione
            se
            reinserirlo o meno?
            E quando le tv ristrasmettono i video da you tube
            o you report, sono editori? E se nascesse una tv
            di questo tipo sarebbe un
            editore?
            Certo che si, secondo me.
            L'intermediario puro si limita a verificare se
            hai pagato la tariffa- poste o autostrade- non
            gli importa di verificare i
            contenuti.FALSO. Avere uno staff legale vuol dire essere editori ? Oo Google non ha una redazione giornalistica.... Non diciamo castronerie.
          • pippo75 scrive:
            Re: Editore
            - Scritto da: Sgabbio
            Google non è un editore:
            Non produce i video, non li crea, da solo i mezzi
            per pubblicarli e basta.Leggi la licenza poi ne riparliamo.YT vuole scaricarsi dalla colpe intermediario oppure no, si fa firmare una delibera e tutto si risolve.In caso contrario sono cavoli suoi, fosse anche l'autore/editore/master del filmato a mandare il video.Ti potrà piacere o no, tu metti in pubblico un filmato, delle foto o altro, fai in modo di avere i diritti.E' una cosa normale, solo che su internet sembra si caschi dalle nuvole.Se io voglio fare un calendario pubblico e gratuito, tu mi dai una tua foto, senza il tuo permesso firmato è meglio che non la metto da nessuna parte.Scherziamo, poi tu mi denunci e mi chiedi il motivo.
    • Funz scrive:
      Re: Editore
      - Scritto da: Rex
      Ora si può proprio dire che Google si è
      trasformato in un editore: inserisce non solo
      pubblicità, ma modifica il formato dei contenuti
      multimediali ricevuti, li adatta alla propria
      piattaforma e aggiunge anche altri contenuti di
      sua scelta (vedi sottotitoli), se consideriamo
      che Google, in alcuni casi, sceglie anche cosa
      pubblicare e cosa no, abbiamo un editore a tutti
      gli
      effetti.sicomenoEccone un altro che ragiona per categorie mentali obsolete. Che minc*a vuol dire editore? Stiamo parlando di Internet, non di stampare un libro o una rivista.
    • pippo75 scrive:
      Re: Editore
      - Scritto da: Rex
      Ora si può proprio dire che Google si è
      trasformato in un editore: inserisce non solo
      pubblicità, ma modifica il formato dei contenuti
      multimediali ricevuti,Se l'inserimento dei sottotitoli lo fa google, penso che tu abbia ragione.Credo che invece se vuole comportarsi da intermediario, debba dare la facoltà al destinatario del servizio.
      • Vizaviz scrive:
        Re: Editore
        - Scritto da: pippo75
        - Scritto da: Rex

        Ora si può proprio dire che Google si è

        trasformato in un editore: inserisce non solo

        pubblicità, ma modifica il formato dei contenuti

        multimediali ricevuti,

        Se l'inserimento dei sottotitoli lo fa google,
        penso che tu abbia
        ragione.

        Credo che invece se vuole comportarsi da
        intermediario, debba dare la facoltà al
        destinatario del
        servizio. Ma smettetela con kla favola dell'intermediario, google è un editore dell'era Internet.
        • Sgabbio scrive:
          Re: Editore
          Non è un editore! XXXXX miseria, non crea i video, non scrive notizie, da solo dei servizi.Ma vogliamo CAXXXXX STA COSA?!?
          • Davi scrive:
            Re: Editore
            - Scritto da: Sgabbio
            Non è un editore! XXXXX miseria, non crea i
            video, non scrive notizie, da solo dei
            servizi.

            Ma vogliamo CAXXXXX STA COSA?!?Guarda che pure le tv italiane non producono quasi nulla e si affidano a personale esterno che invia programmi, video, idee, film, telefilm.... dove sta la differenza?Te lo dico io: le tv sono responsabili e controllano cosa possono e cosa non possono mandare in onda. Google non vuole responsabilità, ma controlla ugualmente cosa vuole e cosa non vuole mandare in onda. Non vedo altre differenze di rilievo.
          • Davi scrive:
            Re: Editore
            - Scritto da: Sgabbio
            - Scritto da: Davi


            Guarda che pure le tv italiane non producono

            quasi nulla e si affidano a personale esterno
            che

            invia programmi, video, idee, film, telefilm....

            dove sta la

            differenza?

            Comprano i DIRITTI per trasmettere i vari format,
            youtube e quindi google non compra i diritti per
            trasmettere alcunchè In realtà Google acquisisce i diritti per trasmettere ciò che raccoglie dai proprio utenti.La differenza è che gli altri pagano, Google no.Quindi dici che PI, se smettesse di pagare i suoi giornalisti, non sarebbe più un editore?
          • Sgabbio scrive:
            Re: Editore
            - Scritto da: Davi
            In realtà Google acquisisce i diritti per
            trasmettere ciò che raccoglie dai proprio
            utenti.
            La differenza è che gli altri pagano, Google no.
            Quindi dici che PI, se smettesse di pagare i suoi
            giornalisti, non sarebbe più un
            editore?Stai caotizzando il discorso per portare confusione, cosa c'entra Punto informatico! Punto informatico è responsabile dei suoi articoli, non dei post del forum ad esempio.Mamma mia queste menti opsolete.
          • Sborone di Rubikiana memoria scrive:
            Re: Editore
            Ma lasciali perdere 'sti troll ignoranti. (troll1)(troll2)(troll3) :o
          • Sgabbio scrive:
            Re: Editore
            - Scritto da: Vizaviz


            Certo che lo è secondo me se abbina un certo
            controllo
            sul materiale, tipo gli hosting free che mettono
            pubblicità
            nella tua pagina web abbinata
            all'argomento trattato sulla tua pagina web.Basta quello per essere un editore ? Credo proprio di No. Altervista non è un editore, ma un fornitore di servizi.
            Se si limitassero a darti un servizio,
            facendoselo pagare, e poi non inserissero
            pubblicità, soprattutto quella consona al tuo
            sito web (che presuppone un controllo, automatico
            o umano non importa), potrebbero definirsi
            intermediari puri. Come chi affitta cassette di
            sicurezza, che non controlla il contenuto su
            segnalazione di qualcuno, ma solo su mandato
            esclusivo
            dell'autorità
            giudiziaria.Darti un servizio gratuito ma con della pubblicità, non vuol dire diventare editori....


            E' esatto e questo non capirlo da parte di taluni
            mi fa pensare quandoALT quella COSA NON L'HO DETTA IO! Non mischiamo i quote per farmi mettere in bocca parole che non ho detto....
            Cioè come dire che , poveretti, vedrbbero ridursi
            i loro profitti se

            si assumessero le loro giuste responsabilità.Ma siamo Ciechi ho cosa ? Quale lato di TECNICAMENTE E UMANAMENTE IMPOSSIBILE NON TI E' chiara ?Allora seguendo questo ragionamento, chi ha in concessione le autostrade dovrebbe controllare preventivamente ogni vettura che entra per vedesere se portano qualcosa d'illegale o meno.... Siamo seri perfavore.
            Vedi sopra.
            A me risulta che in automatico anche il controllo
            preventivo lo
            fa
            (i casi di violAZIONE DI COPYRIGHT su canzoni,
            per
            es.)Sbagliato, non fa in automatico nulla! Anche per il Copyright ci sono le segnalazioni fatte da parte dei detentori dei diritti.
          • Vizaviz scrive:
            Re: Editore
            - Scritto da: Sgabbio
            - Scritto da: Vizaviz





            Certo che lo è secondo me se abbina un certo

            controllo

            sul materiale, tipo gli hosting free che mettono

            pubblicità

            nella tua pagina web abbinata

            all'argomento trattato sulla tua pagina web.

            Basta quello per essere un editore ? Credo
            proprio di No. Altervista non è un editore, ma
            un fornitore di
            servizi.
            E' il controllo dei contenuti che fa la differenza, poichè decidechi li ospita se metterceli o no.

            Se si limitassero a darti un servizio,

            facendoselo pagare, e poi non inserissero

            pubblicità, soprattutto quella consona al tuo

            sito web (che presuppone un controllo,
            automatico

            o umano non importa), potrebbero definirsi

            intermediari puri. Come chi affitta cassette di

            sicurezza, che non controlla il contenuto su

            segnalazione di qualcuno, ma solo su mandato

            esclusivo

            dell'autorità

            giudiziaria.

            Darti un servizio gratuito ma con della
            pubblicità, non vuol dire diventare
            editori....
            Se controlli i contenuti si, secondo me, perchè già faiuna selezione del materile.





            Cioè come dire che , poveretti, vedrbbero
            ridursi

            i loro profitti se



            si assumessero le loro giuste responsabilità.

            Ma siamo Ciechi ho cosa ? Quale lato di
            TECNICAMENTE E UMANAMENTE IMPOSSIBILE NON TI E'
            chiara
            ?

            Allora seguendo questo ragionamento, chi ha in
            concessione le autostrade dovrebbe controllare
            preventivamente ogni vettura che entra per
            vedesere se portano qualcosa d'illegale o
            meno.... Siamo seri
            perfavore.
            Ho già detto sopra che le autostrade non controllano contenuti e del rstonon hanno bisogno di fARLO.





            Vedi sopra.

            A me risulta che in automatico anche il
            controllo

            preventivo lo

            fa

            (i casi di violAZIONE DI COPYRIGHT su canzoni,

            per

            es.)

            Sbagliato, non fa in automatico nulla! Anche per
            il Copyright ci sono le segnalazioni fatte da
            parte dei detentori dei
            diritti.sEI Sicuro di questo?Fai parte dello staff di google e ne conosci i meccanismi interni?Di sicuro che c'è che i controlli a posteriori li fa, anche solo su segnalazione di altri utenti. A te risulta che le poste agiscano su segnalazione di altri utenti o solo dell'autroità giudiziaria?La rsiposta è chiara, visto che esiste il segreto epistolare e quindi gli altriutenti non potrebbero controllare un bel nulla!
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