Finlandia, i dieci minuti dell'antipirateria

I signori del copyright invitano una donna locale a pagare 6mila euro in seguito allo scaricamento di alcuni file illeciti. Avrebbe sfruttato 10 minuti di connessione WiFi non protetta. Ma si dichiara assolutamente innocente
I signori del copyright invitano una donna locale a pagare 6mila euro in seguito allo scaricamento di alcuni file illeciti. Avrebbe sfruttato 10 minuti di connessione WiFi non protetta. Ma si dichiara assolutamente innocente

Si tratta dell’ennesima missiva intimidatoria, inviata dagli alti rappresentanti dell’anti-pirateria finlandese all’attenzione di una misteriosa donna della regione di Pohjanmaa. Un minaccioso ultimatum, presentato dalla divisione locale del Copyright Information and Anti-Piracy Center (CIAPC) per il presunto scaricamento di alcuni file in violazione del diritto d’autore.

La donna dovrebbe dunque pagare la corposa somma di 6mila euro per evitare fastidiose conseguenze legali , apparentemente colpevole di aver condiviso online una serie di contenuti – non è chiaro se film o musica – illeciti. La stessa donna ha però contestato con vigore le accuse, dichiarando alla stampa locale di non aver mai e poi mai usato un programma di file sharing.

Stando alla ricostruzione dell’accaduto, la donna avrebbe sfruttato una rete WiFi non protetta per accaparrarsi i file illeciti. Uno scarica e fuggi, dal momento che nella stessa lettera si è parlato di appena 10 minuti di connessione in wireless. Praticamente, ciascun minuto passato online costerebbe alla donna 600 euro . I dieci minuti di Internet più cari della storia, come sottolineato dal Partito Pirata finlandese.

Il punto non è però nel costo al minuto stabilito dall’antipirateria locale. Altri potrebbero essersi intrufolati nella rete wireless non protetta per scaricare i file illeciti. I responsabili di Electronic Frontier Finland hanno sottolineato come il proprietario di una rete aperta non possa pagare per le attività compiute da terzi . Lo stesso governo finlandese sta pensando di legalizzare l’uso delle reti WiFi aperte.

Mauro Vecchio

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28 07 2011
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