Il mese di giugno non è iniziato nel migliore dei modi per chi ha scelto di puntare su Bitcoin: nelle ultime 24 ore, il prezzo della criptovaluta ha fatto registrare un brusco calo, scendendo fino alla quota di 66.000 dollari, il livello più basso da aprile. Nel momento in cui scriviamo e pubblichiamo questo articolo, si trova a 66.982 dollari. Nei primi giorni di maggio si era portato sopra gli 80.000 dollari, facendo sperare in una nuova primavera che non è però mai sbocciata.

Bitcoin a 66.000 dollari non si vedeva da aprile
La flessione risulta ancora più evidente se si prende in considerazione l’intera ultima settimana trascorsa con un -12% circa. Che cosa ha innescato questa dinamica? Gli analisti la associano alle decisioni prese da alcuni grandi investitori, MicroStrategy in primis, ma anche a fattori legati alla geopolitica come lo stallo delle trattative di pace tra Stati Uniti e Iran. Sembrano aver pesato anche i progressi di alcune iniziative inerenti alle stablecoin, incluso il dollaro digitale, che tornano così ad accendere l’interesse.
Come sempre accade in questi casi, quando la criptovaluta più importante fa registrare una fluttuazione, gli altri asset del settore la seguono in modo quasi inevitabile. È il caso di ETH, che in una giornata ha perso oltre il 5% scendendo a 1.869 dollari, vale lo stesso per XRP e SOL. Lo abbiamo visto accadere ogni volta.
Come nella tradizione di un ciclo che si ripete sempre uguale a se stesso, a breve prenderà il via la fase delle promesse rialziste, formulate da chi auspica una ripresa veloce e decisa di Bitcoin, che dopo il crollo verticale di febbraio non è più stato in grado di riportarsi ai livelli precedenti. L’invito è come sempre quello a valutare con attenzione e in modo responsabile qualsiasi previsione: è un ambito in cui la volatilità e l’imprevedibilità la fanno da padrone.