Revolut: dati dei clienti ad una falsa agenzia governativa

Revolut: dati dei clienti ad una falsa agenzia governativa

Revolut ha fornito i dati personali di alcuni clienti ad un cybercriminale, dopo aver ricevuto una richiesta da una falsa agenzia governativa.
Revolut: dati dei clienti ad una falsa agenzia governativa
Revolut ha fornito i dati personali di alcuni clienti ad un cybercriminale, dopo aver ricevuto una richiesta da una falsa agenzia governativa.

Revolut ha informato gli utenti interessati di aver fornito i loro dati personali ad una falsa agenzia governativa. La fintech del Regno Unito non ha quindi subito un attacco informatico, ma è caduta nella trappola di un ignoto cybercriminale. Il grave incidente di sicurezza è stato svelato dal ricercatore ZackXBT. Non è certamente un’ottima pubblicità in vista della quotazione in Borsa.

Dati personali e finanziari

Revolut ha oltre 80 milioni di clienti nel mondo e opera in oltre 30 paesi (anche in Italia). Un’azienda che gestisce numerosi dati sensibili dovrebbe avere complessi sistemi per evitare la divulgazione di tali informazioni. Invece è bastata l’astuzia di un cybercriminale (ignoto) per cadere nella trappola.

Come scritto nella comunicazione inviata ai clienti interessati, Revolut ha ricevuto una richiesta di informazioni da un’agenzia governativa. La fintech ha stabilito che fosse autentica, in quanto è arrivata dal dominio email legittimo dell’agenzia. In pratica ha superato tutti i controlli di sicurezza (SPF, DKIM e DMARC) che permettono di rilevare la falsificazione del mittente (spoofing), phishing e spam.

Revolut ha quindi fornito i seguenti dati personali: nome, cognome, data di nascita, lavoro, indirizzo postale, indirizzo email e numero di telefono. A questi si aggiungono i seguenti dati finanziari: IBAN, stato dell’account, data di apertura, numero di riferimento del wallet, elenco dei prelievi e cronologia della transazioni (anche quelle Bitcoin). Infine sono stati divulgati anche copia dei documenti di identità (passaporto e/o patente di guida) e selfie per il riconoscimento facciale (che teoricamente dovrebbe essere cancellato dopo la verifica).

La fintech ha contattato i clienti, bloccato l’indirizzo email e avvisato agenzie governative, forze dell’ordine e autorità varie. Non sono stati sottratti i fondi degli utenti. Non è noto il numero esatto dei clienti, né se l’incidente è limitato ad alcuni mercati. Secondo ZackXBT sembra che siano interessati solo utenti con patrimoni elevati.

Non è nota nemmeno l’agenzia governativa che, a sua volta, ha subito un attacco informatico. Quanto accaduto potrebbe avere un impatto negativo sulla quotazione in Borsa prevista entro fine 2026. La capitalizzazione di mercato dovrebbe arrivare a circa 200 milioni di dollari.

Fonte: TechCrunch
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Pubblicato il
14 set 2026
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