Firefox e porn mode, occhio agli add-on

Mozilla ha varato una nuova policy per lo sviluppo delle estensioni di Firefox. Si vuole impedire che un add-on registri dati sensibili o personali anche quando è attiva la modalità Private Browsing

Roma – Spesso gli utenti meno esperti tendono a sopravvalutare le funzionalità di navigazione anonima oggi offerte dai principali web browser, Firefox incluso. Un esempio ne è la questione sollevata la scorsa settimana da Ehsan Akhgari, autore della funzione Private Browsing Mode (PBM) di Firefox, secondo il quale certe estensioni di Firefox possono vanificare l’operato di PBM ed esporre gli utenti a rischi per la privacy.

Akhgari, le cui argomentazioni e proposte sono state riprese ieri in questo post del Mozilla Add-ons Blog, spiega che oggi Firefox non ha modo di riconoscere automaticamente quali estensioni onorino PBM e quali invece ignorino tale funzione. Il risultato è che certi add-on potrebbero scrivere sull’hard disk dati potenzialmente sensibili anche quando l’utente ha attivato la navigazione anonima, e questo senza che il browser possa ravvisare la violazione e avvertire l’utente.

Akhgari ha dunque proposto una policy, peraltro già accolta dai coordinatori di addons.mozilla.org (AMO), che stabilisce che tutte le estensioni che registrano dati personali o potenzialmente sensibili – come URL visitati, segnalibri, contenuti di pagine web, dati delle form, dati personali dell’utente ecc. – debbano esplicitamente supportare PBM, e dunque astenersi dal registrare certe informazioni quando la navigazione anonima è attiva.

La policy verrà da subito applicata a tutti i nuovi add-on, mentre agli autori delle estensioni preesistenti Mozilla fornirà due mesi di tempo per adeguarsi alle nuove regole: trascorso questo arco di tempo, gli add-on che non rispetteranno la policy verranno eliminati da AMO.

Akhgari ammette che la disamina degli add-on non sarà un compito facile, soprattutto perché non può essere automatizzata: “Ancora una volta – ha detto lo sviluppatore – si rivelerà preziosa la collaborazione degli autori”.

Secondo il blog di ADO, la nuova policy entrerà ufficialmente in vigore verso la fine di marzo. Nel frattempo vale il vecchio detto: “Fidarsi è bene…”.

Alessandro Del Rosso

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  • Marco Del Vecchio scrive:
    Aziende italiane non fanno innovazione
    Purtroppo le aziende italiane non fanno innovazione o prodotti innovativi, quindi spesso di figure così preparate e altamente qualificate non sanno cosa farsene! E poi, anche quelle, poche, grandi aziende che fanno un minimo di R&D non pagano adeguatamente il laureato italiano(parlo per esperienza personale)!Ma gli imprenditori italiani(e anche lo stato italiano) lo sanno che senza R&D non si va avanti nel mondo d'oggi?Speriamo in un futuro migliore!!
    • Biri biri scrive:
      Re: Aziende italiane non fanno innovazione
      Se credi nei miracoli...
    • sxs scrive:
      Re: Aziende italiane non fanno innovazione
      - Scritto da: Marco Del Vecchio
      Purtroppo le aziende italiane non fanno
      innovazione o prodotti innovativi, quindi spesso
      di figure così preparate e altamente qualificate
      non sanno cosa farsene! E poi, anche quelle,
      poche, grandi aziende che fanno un minimo di R&D
      non pagano adeguatamente il laureato
      italiano(parlo per esperienza
      personale)!
      Ma gli imprenditori italiani(e anche lo stato
      italiano) lo sanno che senza R&D non si va avanti
      nel mondo
      d'oggi?
      Speriamo in un futuro migliore!!Le cose stanno esattamente come dici.L'Italia, caro collega, e' un piccolo sultanato feudale.Si riservano i posti lavorativi meglio inquadratiad amici, parenti, sostenitori e lacche'.Nelle aziende si si sfruttano le competenze dei "non raccomandati"al minore costo possibile tenendoli "a servizio" come si facevacon la servitu' nelle case padronali di una volta.In piu', dal momento che cio' che conta e' riempirsi le tasche,se si riesce a farlo utilizzando meno "servitu'" tanto meglio,cosi' si risparmiano anche quei miseri salari.E cosi' e' impensabile che si sviluppi un settore come quelloelettronico/informatico dove gli investimenti sono ingentissiminelle competenze delle persone (e non solo) e dove la concorrenzae' immediatamente globale e seria.Molto piu' facile speculare con il cemento, l'acqua, i rifiuti, le tette e i culi per dirne alcuni.
  • laureato italiano scrive:
    In Italia
    prrrr rr rr rrr rrrr...ah
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