Flat ADSL a contratto variabile

Sono quelle a tre o sei mesi, che potrebbero dare una scossa ad un mercato stagnante. Aruba già lo fa da tempo ma lo sanno in pochi e ora parte SìADSL. Sono contratti che già spopolano in Francia e Stati Uniti


Roma – Perché legarsi per un anno a un provider ADSL? In Italia ci sono già offerte flat-rate che possono essere disdette dopo appena tre mesi dall’attivazione. Le vende Aruba : permette di scegliere, senza rincari sul canone, la durata del contratto (da tre a dodici mesi). Non è un’opzione molto nota, perché appare sul sito soltanto quando si sta per acquistare l’ADSL. Aruba è al momento il solo provider ADSL nazionale a concedere contratti ADSL flat di durata inferiore a un anno , ma la situazione sta per sbloccarsi. L’idea è piaciuta, infatti, e sta per conquistare altri provider. Tra i primi, SìADSL , piccolo provider siciliano che da tempo cerca di distinguersi con offerte che si distinguono per originalità.

Ne parla in anteprima a Punto Informatico Gaetano Piazza , responsabile marketing di SìADSL: “Lanceremo nelle prossime settimane offerte flat con contratti che durano tre, sei mesi o un anno”, dice. Il prezzo? “Se l’utente ci viene incontro e paga in anticipo i tre o i sei mesi di contratto, il canone non sarà maggiore di quello delle attuali flat annuali”.

SìADSL già da anni offre ADSL senza canone, che hanno contratti trimestrali. Avanguardia è stata Alice Ricaricabile di Telecom Italia . La libertà di disdire prima di un anno è però poca cosa con le ADSL a consumo ed è preziosa invece con le ADSL flat. Se non si è più soddisfatti del servizio, se tocca cambiare casa, ci vuole poco se l’ADSL non ha un canone: non la si usa più e si può chiedere subito l’ADSL di un altro provider ( su linea aggiuntiva , se non si cambia casa).

Con le ADSL flat, invece, bisogna pagare i mesi di canone restanti . Tutti in una sola volta, se non si vuole aspettare la scadenza del contratto e si chiede disdetta anticipata.

A fronte di questi legami di fedeltà imposta, le ADSL dotate di contratto flessibile possono quindi farsi strada come un refolo d’aria fresca. Gli utenti di Aruba le apprezzano, infatti: “L’80 per cento dei nuovi clienti attiva ADSL di durata inferiore a un anno, anche se poi quasi tutti rinnovano il contratto”, dice a Punto Informatico Stefano Cecconi, titolare di Aruba. Per chi va bene questa formula? Ad esempio, per gli utenti che non sono sicuri di usare per 12 mesi l’ADSL. Magari stanno per cambiare casa o ce l’hanno in affitto per breve tempo. “Alcuni dei nostri utenti disdicono l’ADSL prima dell’estate, che trascorrono in un’altra casa, e poi la riattivano a settembre. Così non devono pagare il canone quando non la usano”, spiega Cecconi. Gli utenti potrebbero preferire contratti di durata ridotta anche per un altro motivo: per prudenza. Per poter attivare a cuore leggero una nuova connessione ADSL; provarla e, se non sono soddisfatti, disdirla in poco tempo .

Si sa che tutti i contratti prevedono, per legge, la possibilità di disdire l’ADSL entro dieci giorni; un tempo che però spesso non è sufficiente per mettere a nudo le qualità e i nei di un servizio così complesso. L’utente evoluto ha bisogno infatti di capire se le prestazioni sono stabili, se variano molto a seconda dei giorni e delle ore di connessione; se la velocità è accettabile sia verso server nazionali sia verso quelli esteri; qual è la latenza durante le chiamate VoIP o il gioco online.

Non si potrebbe però attivare un’ADSL a consumo per provare la qualità del provider prima di passare a una flat? Non è una buona idea, per tanti motivi: la velocità di picco è diversa , con le ADSL a consumo, così come l’infrastruttura di rete usata dal provider.
Gli utenti con ADSL a consumo sono messi in VP separati da quelli delle ADSL flat. I VP, Virtual Path, sono circuiti virtuali dove un gruppo di utenti di una stessa zona sono posti a condividere una quota di banda comune. Può capitare quindi che in una stessa zona un provider abbia un ottimo VP per le ADSL a consumo, mentre ha problemi con quella flat perché qui deve gestire un eccessivo numero di utenti peer to peer, che saturano la banda.

Sarebbe poi una prova costosa, perché per essere attendibile richiederà tante ore di connessione, da pagare con tariffa a consumo. Infine, quasi tutte le ADSL a consumo durano 12 mesi e quindi, se la prova non va bene, per attivare subito un’altra ADSL l’utente dovrà rivolgersi a un provider che la porti su doppino aggiuntivo. Ma i provider maggiori non offrono questo servizio, quindi la libertà di scelta, dopo avere attivato un’ADSL a consumo, si restringerebbe .

Si sente allora il bisogno di ADSL flat che durino meno di un anno, e non solo per i vantaggi a breve termine. Se tutte le ADSL italiane avessero un contratto flessibile, infatti, la concorrenza farebbe forse un salto di qualità . Se l’utente potesse passare con più libertà da un’offerta all’altra, gli operatori si impegnerebbero di più per non perderlo. Non si cullerebbero nell’idea che, tanto, per dodici mesi è nelle loro grinfie. Allora forse le ADSL funzionerebbero meglio, i call center sarebbero più efficienti; non lascerebbero l’utente per mesi in panne, con il rischio di vedersi arrivare di punto in bianco una disdetta.


Non a caso, nei mercati più evoluti , dove la concorrenza è più feroce, non sono rare le offerte ADSL con contratti che durano meno di un anno. In Francia e negli Stati Uniti è cosa diffusa; anche se alcuni applicano una penale di qualche decina di euro per chi disdice prima di 12 mesi.

In Gran Bretagna i contratti ADSL durano 12 mesi, scaduti i quali si può però disdire in ogni momento. In Italia, invece, dopo un anno si auto rinnovano e durano per altri 12 mesi . Il motivo di queste differenze tra Francia e Italia è nelle caratteristiche dell’offerta all’ingrosso di Telecom. “Ce n’è una, Easy IP, che permette ai provider di disdire la linea in qualsiasi momento”, dice Piazza; “ma finora l’abbiamo snobbata perché obbliga a usare a pacchetto chiuso la rete e i VP di Telecom, senza possibilità di personalizzazione. Non permette quindi di dare agli utenti una banda garantita, che è un aspetto per noi importante”. Gli operatori che scelgono Easy IP fanno quindi rivendita pura dei servizi Telecom; i loro utenti sono attivati nella stessa rete usata da Alice ADSL.

I provider maggiori però preferiscono usare la propria rete di VP a livello ATM, non quella di Telecom. Così possono gestire gli utenti con maggiore libertà e differenziarsi meglio dalla concorrenza. Sfruttano quindi un’offerta all’ingrosso di diverso tipo, comprando a parte i VP. In questo caso, però, i contratti offerti da Telecom hanno tutti una durata annuale . A loro volta, quindi, i provider che non sono puri rivenditori di Telecom impongono contratti annuali ai propri utenti.

Lo stesso vale per quei provider minori, come SìADSL, che acquistano il servizio da altri provider, più grandi, e non direttamente da Telecom. Le cose stanno però cambiando: “stiamo facendo accordi con i nostri fornitori per poter offrire ADSL di durata inferiore a un anno”, spiega Piazza; “e poiché non ci rivolgeremo a Telecom potremo dare tagli di banda garantita”. Certo, c’è un’incognita: se l’utente disdice troppo presto, l’operatore potrebbe non riuscire a recuperare le spese affrontate per conquistarlo (di call center, marketing, per l’assistenza tecnica in attivazione…). “A noi però non importa fare margine, perché il nostro business principale non è l’ADSL, ma l’housing”, dice Cecconi.

Per altri operatori, che non disdegnano il guadagno, si tratta quindi di affrontare un rischio . È per questo motivo, forse, che nemmeno gli operatori dotati di rete unbundling hanno finora lanciato ADSL con contratti flessibili.

Già la mossa di SìADSL, comunque, contribuisce ad arricchire le possibilità di scelta per gli utenti e, forse, spianerà la strada ad altre offerte di questo tipo. Che danno alcuni vantaggi agli utenti, ma hanno anche un limite. Poter disdire un’ADSL e attivarne un’altra nel giro di pochi mesi ha il gusto della libertà, ma può essere anche fonte di grattacapi per l’utente. Rischia di restare impantanato nel guado e di perdere la connessione per mesi .

“Sono pochi”, dice infatti Cecconi, “i nostri utenti che disdicono l’ADSL nel periodo estivo. I più non vogliono affrontare i disagi della disattivazione e della successiva riattivazione”. Se c’è un intoppo, i piani saltano e l’utente resta senza ADSL anche in autunno. Gli imprevisti sono più frequenti se si passa da un operatore a un altro, poiché è una procedura che coinvolge tre soggetti: Telecom, il vecchio e il nuovo operatore. C’è quindi una variabile in più che può intervenire a creare problemi. La casistica è ampia. Capita che il nuovo operatore trovi la strada sbarrata perché la linea risulta ancora occupata; magari il vecchio operatore sta ritardando a inviare la richiesta a Telecom, oppure ha avuto un malinteso con l’utente, o c’è un errore nei database di Telecom che considerano ancora occupata una linea che è ormai invece libera.

Il tutto aggravato da una circostanza: i due operatori che si dovrebbero passare il testimone non si possono coordinare al meglio perché non si parlano direttamente, ma solo attraverso Telecom.

Questi imprevisti fanno sballare i tempi standard di attivazione, che sulla carta non dovrebbero superare il mese e mezzo. Telecom infatti si impegna con i provider ad attivare in 8 giorni (su linea RTG) e in 20 giorni (ISDN) il 90 cento delle ADSL 640/256 Kbps e 1.280/256 Kbps. Il restante 10 per cento entro 42 giorni. I giorni sarebbero 10, 22, e 44, rispettivamente, per le ADSL 4.096/256 Kbps, 1.280/512 Kbps e 2.048/512 Kbps.

Sono tempi calcolati dal momento in cui Telecom riceve, dall’operatore, una richiesta valida di attivazione. Se la richiesta è rigettata perché, ad esempio, il doppino risulta occupato, al nuovo operatore tocca ripeterla e, finché non viene accolta, non si possono cominciare a contare i giorni che mancano all’arrivo dell’ADSL. Ecco quindi che un’attivazione si protrae a tempo indeterminato. In questo scenario, la concorrenza resta imbrigliata . Non basteranno le ADSL trimestrali per dare agli utenti pieno potere di prendere l’operatore per la gola, di cambiarlo a piacimento finché non ne trovano uno che soddisfi. Potrebbero decidere di accontentarsi di un servizio scadente per non affrontare le incognite del passaggio, anche se magari il contratto dura pochi mesi. Il tutto graverà sulla libertà di azione degli utenti almeno finché gli operatori non creeranno un più agile sistema di disattivazioni e attivazioni. Ne parlano da anni ma ancora non sono riusciti a trovare un accordo.

Alessandro Longo

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  • Anonimo scrive:
    Illuminatemi
    Ho letto l'articolo. Da cima a fondo. Ho dato uno sguardo ai millemila link ma non so se ho capito il senso del "blog"!Già da qualche tempo ne sentivo parlare, "arrivano i blooooooog!", "Mi faccio il blog!".In un blog ci vanno informazioni giusto? Come in un qualsiasi altro sistema (vedi CMS)...e allora? Cosa c'e' di nuovo?Cioè tutta questa eccitazione deriva dalla semplicità? Cioè il blog è migliore di un CMS perchè chi lo mette su non perde i capelli? Comincio a credere che il "blog" è la classica scorciatoia. "Che palle questi CMS con le loro impostazioni...sforzo troppo i 3 neuroni che mi sono rimasti!"Se il punto forte è la semplicità perchè far nascere le nanoteorie su come fare informazione?Non basta dire "Uso il blog per semplicità non per altro!" ?Poi alcuni bloggers scoprono che avere una funzionalità sulla colonna di destra potrebbe aiutare. Così nascono i primi moduli...così si riscopre l'acqua calda.E così voi avete capito che io non ho captio un emerito *BIP* sulla faccenda blog! Illuminatemi!
  • xr2002 scrive:
    Incrongruenza semantica
    di illustri sconosciuti che pel desio d'amore fra una passatina sui siti proTettei pensan d'essere qualcuno col radioweb, per giunta idea non originale,ma scopiazzata come sempre dagli USA.Rassegnadovi pensate alle universitaria splendide 20nni che se ne fregano dei radioblog ma che si sfregano su prof sessantenni che non sanno usare nemmeno la webmail.Conosco personalmente...8)
    • Anonimo scrive:
      Re: Incrongruenza semantica
      - Scritto da: xr2002
      di illustri sconosciuti che pel desio d'amore fra
      una passatina sui siti proTettei pensan d'essere
      qualcuno col radioweb, per giunta idea non
      originale,ma scopiazzata come sempre dagli USA.
      Rassegnadovi pensate alle universitaria splendide
      20nni che se ne fregano dei radioblog ma che si
      sfregano su prof sessantenni che non sanno usare
      nemmeno la webmail.
      Conosco personalmente...8)fora de ball :@
    • max59 scrive:
      Re: Incrongruenza semantica
      - Scritto da: xr2002
      Rassegnadovi pensate alle universitaria splendide
      20nni che se ne fregano dei radioblog ma che si
      sfregano su prof sessantenni che non sanno usare
      nemmeno la
      webmail.
      Conosco personalmente...8)brutta cosa l'invidia (rotfl)
    • max59 scrive:
      Re: Incrongruenza semantica
      - Scritto da: xr2002
      Rassegnadovi pensate alle universitaria splendide
      20nni che se ne fregano dei radioblog ma che si
      sfregano su prof sessantenni che non sanno usare
      nemmeno la
      webmail.
      Conosco personalmente...8)brutta cosa l'invidia (rotfl)
  • xr2002 scrive:
    Le Solite Cagate di gente che per tromba
    ...re deve darsi un contegno e un'immagine con cazzatucce da professori universitari che almeno hanno gnoccone 20enne che gli si buttano fra le gambe per aver un posto da ricercatrice.Tranquilli, faranno anche 2000000000 radioblogs ma le universitaria preferiscono il CONCRETO.:@8)
  • Anonimo scrive:
    perchè nano?
    di nani spelacchiati uno solo ce n'è
    • Anonimo scrive:
      Re: perchè nano?
      - Scritto da: Anonimo
      di nani spelacchiati uno solo ce n'è :D No, non lo so, link?ciao-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 25 aprile 2006 21.19-----------------------------------------------------------
  • Anonimo scrive:
    Perchè avercela così tanto con i blog?
    Non capisco l'astio che avete verso i blog.Per me il blog è un mezzo, un mezzo più semplice ed immediato per pubblicare in rete le proprie idee, passioni, cazzatine..E' per certi versi l'evoluzione del vecchio sito personale, lo stesso che aveva bisogno di un minimo di conoscenze tecniche per essere costruito e un po più di tempo per essere riempito (o svuotato..) di contenuti*..La nascita e diffusione dei blog ha per me voluto dire dare la parola, o perlomeno facilitare la possibilità di esprimersi, a quanti prima non ne erano in grado o avevano difficoltà a pubblicare.Concordo nel criticare la parte della blogosfera che snobba il resto della rete, che si crede superiore, che pur di avere link da altri blog lascia commenti del tipo "Si,sono daccordo" ad ogni post giusto per avere un altro blog che linka a sè, che è narcisista, che vive di autoreferenze e "Grazie a Pinco che mi linka, grazie a Pallino che parla di me allora io parlo di lui"... Ma questi sono gli stessi difetti che, a mio modesto parere, erano ben presenti anche nei vecchi siti personali sempre "Under Construction"...Detesto chi dice "Cosa avranno mai da dire tutti sti bloggers??" in un post lungo 100 righe..Per carità, molte cose sono condivisibili, ma perchè lamentarsi della possibilità data ad infinite persone di esprimersi in rete?Se anche il 90% parlasse di stronzate, beh preferisco avere possibilità di scelta piuttosto che leggere solo Corriere e Repubblica.Tutto rigorosamente IMHO ;) Ciao :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè avercela così tanto con i blog?
      - Scritto da: casteredandblue
      Tutto rigorosamente IMHO ;) E io che pensavo non fosse una tua opinione ma quella di chissa' chi altro.
      Ciao :)Ciao.
      • Anonimo scrive:
        Re: Perchè avercela così tanto con i blog?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: casteredandblue


        Tutto rigorosamente IMHO ;)

        E io che pensavo non fosse una tua opinione ma
        quella di chissa' chi altro.Hai ragione :$ Il problema è che spesso il "Per me" ed il "Secondo me", per quanto scorretti, siano necessari in un discorso che altrimenti sembrerebbe troppo "duro".

        Ciao :)

        Ciao.Ciao!
  • castigo scrive:
    Ecco fatto....
    sono arrivati i "guru", i pennivendoli "indipendenti" e i "nano"giornalai.... e il blog è morto....
    • WarezSan scrive:
      Re: Ecco fatto....
      - Scritto da: castigo
      sono arrivati i "guru", i pennivendoli
      "indipendenti" e i "nano"giornalai.... e il blog
      è morto....Per me il blog potrebbe anche creapre, non ne sentirei la mancanza.
      • castigo scrive:
        Re: Ecco fatto....
        - Scritto da: WarezSan

        - Scritto da: castigo

        sono arrivati i "guru", i pennivendoli

        "indipendenti" e i "nano"giornalai.... e il blog

        è morto....

        Per me il blog potrebbe anche creapre, non ne
        sentirei la mancanza.neanche noi sentiremo la tua :D
  • Anonimo scrive:
    la vera notizia...
    La vera notizia e' che notizie come questa sono buoni esempi di pubblicita' indotta.Se guardate i siti citati vedrete che e' continuo autoreferenziamento ("un caldo grazie a pinco che ci ha recensito"; "un caloroso benvenuto ai lettori di pallino che ci ha rilanciato"; etc)I portali verticali (una volta si chiamavano cosi') che trattano argomenti tematici esistono da anni, sia di editori registrati che le e-zine (altro termine caduto nell'oblio) di semplici appassionati.Poi sono arrivati i Blog, ovvero chiacchiere e meditazioni personali messe in condivisione (ma poi: ci interessa davvero tanto sapere che Mario Rossi, stamattina, in metropolitana, pensava gia' alle vacanze e ha saltato la fermata?)Se poi Blog e' una contrazione (di WebLog) perche' i blogger non fanno una contrazione dei loro pensieri scrivendo poche righe al giorno? Sarebbe la dimostrazione che la capacita' di sintesi - requisito fondamentale di chi fa giornalismo (ma loro rifulgono la professione) -si sarebbe impadronita della loro inarrestabile grafomania. La facilita' con la quale i propri pensieri viaggiano intorno al globo, e la quantita di occhi e teste pensanti che possono raggiungere ha creato l'illusione che ciò-che-scrivo sia realmente interessante.E' gia' successo con la creazione dei siti personali: la facilita' tecnica di registrare un dominio, affittare uno spazio, create grafica e sito, ha illuso milioni di ragazzini smanettori di essere diventati grafici e comunicatori di grido.Ma l'unico grido che si levava era quello di orrore per le loro pagine nere (o grigie) con decine di gif animate mal scontornate, effetti "pelo d'acqua increspata", anacronistici link "What's Cool", e desolanti "sito continuamente in aggiornamento, tornate spesso a visitarci". Se non siete novellini di internet li ricorderete anche voi.Poi, tornando ai blog, da scrivo-i-pensieri-che-mi-frullano-in-testa si e' passati a condivido-le-mie-passioni, cominciando cosi' a riempire il globo di notizie tematiche che il più delle volte sono gia' presenti in qualche altro sito (pardon... blog; ops... nanoblog), innescando così un loop di link che potremmo paragonare ai "sei gradi di separazione", ovvero: quanto link ci vogliono per ritornare al mio blog.La condivisione e compartecipazione dell'informazione, che ha trovato in Wikipedia il suo portabandiera, rischia di trasformarsi in prolissita' del già-detto, mettendo a dura prova la pazienza di chi vuole informazione rapida e precisa.E l'opportunita' di appiccicarvi commenti, cosi' come la tecnica di visualizzare le notizie in ordine di inserimento, e' vecchia almeno 5 anni. I commenti, gia': date un occhiata al numero di commenti tra parentesi in coda ad ogni post: e' sempre ZERO.Perche' ormai la gente non ne puo' piu'di dire la sua. Quasi tutti, in realtà: perche'ci sono ancora quelli che scrivono blog...
    • Anonimo scrive:
      Re: la vera notizia...

      Se poi Blog e' una contrazione (di WebLog)
      perche' i blogger non fanno una contrazione dei
      loro pensieri scrivendo poche righe al giorno?Tu non potresti di sicuro fare il blogger allora :)Ti consiglio il libro "Blog Generation" di Giuseppe Granieri, Laterza 10 euro 150 pagine. Magari cambi idea sui blog.
    • Sandro kensan scrive:
      Re: la vera notizia...
      - Scritto da: Anonimo
      La vera notizia e' che notizie come questa sono
      buoni esempi di pubblicita' indotta.
      ...Ciao, peccato che tu non ti sia firmato ma mi sembra carino il tuo scritto e mi piacerebbe metterlo sul mio sito/blog. Non è una presa in giro, mi interessa la parte che parla dei blog e che supporta un punto di vista interessante con buone idee in parte originali.Il sito su cui metterei il tuo pezzo è nel mio profilo.Ciao :)
    • Anonimo scrive:
      Re: la vera notizia...
      - Scritto da: Anonimo
      La vera notizia e' che notizie come questa sono
      buoni esempi di pubblicita' indotta.

      Se guardate i siti citati vedrete che e' continuo
      autoreferenziamento ("un caldo grazie a pinco che
      ci ha recensito"; "un caloroso benvenuto ai
      lettori di pallino che ci ha rilanciato"; etc)

      I portali verticali (una volta si chiamavano
      cosi') che trattano argomenti tematici esistono
      da anni, sia di editori registrati che le e-zine
      (altro termine caduto nell'oblio) di semplici
      appassionati.

      Poi sono arrivati i Blog, ovvero chiacchiere e
      meditazioni personali messe in condivisione (ma
      poi: ci interessa davvero tanto sapere che Mario
      Rossi, stamattina, in metropolitana, pensava gia'
      alle vacanze e ha saltato la fermata?)
      Se poi Blog e' una contrazione (di WebLog)
      perche' i blogger non fanno una contrazione dei
      loro pensieri scrivendo poche righe al giorno?
      Sarebbe la dimostrazione che la capacita' di
      sintesi - requisito fondamentale di chi fa
      giornalismo (ma loro rifulgono la professione)
      -si sarebbe impadronita della loro inarrestabile
      grafomania.

      La facilita' con la quale i propri pensieri
      viaggiano intorno al globo, e la quantita di
      occhi e teste pensanti che possono raggiungere ha
      creato l'illusione che ciò-che-scrivo sia
      realmente interessante.

      E' gia' successo con la creazione dei siti
      personali: la facilita' tecnica di registrare un
      dominio, affittare uno spazio, create grafica e
      sito, ha illuso milioni di ragazzini smanettori
      di essere diventati grafici e comunicatori di
      grido.
      Ma l'unico grido che si levava era quello di
      orrore per le loro pagine nere (o grigie) con
      decine di gif animate mal scontornate, effetti
      "pelo d'acqua increspata", anacronistici link
      "What's Cool", e desolanti "sito continuamente in
      aggiornamento, tornate spesso a visitarci". Se
      non siete novellini di internet li ricorderete
      anche voi.

      Poi, tornando ai blog, da
      scrivo-i-pensieri-che-mi-frullano-in-testa si e'
      passati a condivido-le-mie-passioni, cominciando
      cosi' a riempire il globo di notizie tematiche
      che il più delle volte sono gia' presenti in
      qualche altro sito (pardon... blog; ops...
      nanoblog), innescando così un loop di link che
      potremmo paragonare ai "sei gradi di
      separazione", ovvero: quanto link ci vogliono per
      ritornare al mio blog.

      La condivisione e compartecipazione
      dell'informazione, che ha trovato in Wikipedia il
      suo portabandiera, rischia di trasformarsi in
      prolissita' del già-detto, mettendo a dura prova
      la pazienza di chi vuole informazione rapida e
      precisa.
      E l'opportunita' di appiccicarvi commenti, cosi'
      come la tecnica di visualizzare le notizie in
      ordine di inserimento, e' vecchia almeno 5 anni.
      I commenti, gia': date un occhiata al numero di
      commenti tra parentesi in coda ad ogni post: e'
      sempre ZERO.
      Perche' ormai la gente non ne puo' piu'di dire la
      sua. Quasi tutti, in realtà: perche'ci sono
      ancora quelli che scrivono blog...


      La penso in tutto e per tutto come te: fa piacere non essere i soli a farlo.Ciao! :)
    • WarezSan scrive:
      Re: la vera notizia...
      Concordo completamente, complimenti anche per l'ottima proprieta' di linguaggio.Leggerti, e' stato un piacere.
    • Anonimo scrive:
      Re: la vera notizia...
      - Scritto da: Anonimo
      La vera notizia e' che notizie come questa sono
      buoni esempi di pubblicita' indotta.
      [...CUT...]Straquoto e sottoscrivo!!Da come scrivi mi sa che un giornalista... ma anche se non lo sei credo che potresti diventarlo facilmente.:-)
      • Anonimo scrive:
        Re: la vera notizia...
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Anonimo

        La vera notizia e' che notizie come questa sono

        buoni esempi di pubblicita' indotta.

        [...CUT...]

        Straquoto e sottoscrivo!!

        Da come scrivi mi sa che un giornalista... ma
        anche se non lo sei credo che potresti diventarlo
        facilmente.

        :-)Si anch'io penso che siate due fini analisti
        • WarezSan scrive:
          Re: la vera notizia...
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo


          La vera notizia e' che notizie come questa
          sono


          buoni esempi di pubblicita' indotta.


          [...CUT...]



          Straquoto e sottoscrivo!!



          Da come scrivi mi sa che un giornalista... ma

          anche se non lo sei credo che potresti
          diventarlo

          facilmente.



          :-)

          Si anch'io penso che siate due fini analistiTu invece il classico troll da 2 soldi.Firmati va.
  • Anonimo scrive:
    Non ci ho capito un caxio
    cosa è sto Nanopublishing? Un riportare/scroccare notizie pari pari da fonti che pagano le tasse?e vai, che dopo la specie dei programmatori, i prossimi ad estinguersi saranno i giornalisti (rotfl)
    • JackVentura scrive:
      Re: Non ci ho capito un caxio
      ... per curiosita', che lavoro fai? 8)Jack
    • MaurizioB scrive:
      Re: Non ci ho capito un caxio
      - Scritto da: Anonimo
      cosa è sto Nanopublishing? Un riportare/scroccare
      notizie pari pari da fonti che pagano le tasse?No, perché, spiegami... Di solito invece un giornalista le notizie per averle e in seguito scriverle, le paga? Sai di cosa stai parlando oppure scrivi a muzzo?Saluti
  • JackVentura scrive:
    Se e' per questo...
    ... anch'io ho qualche nano-coniglio nel cappello! ;-)Tipo www.jackventura.com oppure, di piu' verticale, www.mobtech.it(come cantava Vasco... piccolo spazio pubblicita' ;)jack
  • Anonimo scrive:
    Non ho MAI letto un blog
    Non sono molto d'accordo con quanto scrive l'articolo, in effetti non ricordo di aver mai letto un blog, né so di amici che lo abbiano mai fatto.... :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ho MAI letto un blog
      - Scritto da: Anonimo
      Non sono molto d'accordo con quanto scrive
      l'articolo, in effetti non ricordo di aver mai
      letto un blog, né so di amici che lo abbiano mai
      fatto.... :) Evidentemente vivi sulla luna.
    • puntomediatico scrive:
      Re: Non ho MAI letto un blog
      - Scritto da: Anonimo
      Non sono molto d'accordo con quanto scrive
      l'articolo, in effetti non ricordo di aver mai
      letto un blog, né so di amici che lo abbiano mai
      fatto.... :)Da quanto tempo sei su internet?I blog escono anche facendo una semplice ricerca, sei sicuro di non averne mai letto uno?
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ho MAI letto un blog
      NON HAI MAI LETTO WWW.GIUSTIZIAQUOTIDIANA.NET???
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ho MAI letto un blog
        o WWW.BLOGGERSPERLAPACE.ORG???
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ho MAI letto un blog
          o http://web.archive.org/web/20040622042305/http://smsdiminaccia.splinder.it/HTTP://WEB.ARCHIVE.ORG/WEB/20040622042305/HTTP://SMSDIMINACCIA.SPLINDER.IT/ ???
    • castigo scrive:
      per gli OT...
      ma ragazzi, questi signori sono di moooolto superiori a voi , ed a me, e non si curano di concedere la loro attenzione a cose così.... come dire... volgari??nella vita, secondo loro, bisogna avere ben altri interessi..... che sò, magari totti e ilary ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: per gli OT...
        - Scritto da: castigo
        ma ragazzi, questi signori sono di moooolto
        superiori a voi , ed a me, e non si curano di
        concedere la loro attenzione a cose così.... come
        dire... volgari??
        nella vita, secondo loro, bisogna avere ben altri
        interessi..... che sò, magari totti e ilary ;)Ma che cazzo dici?
  • Anonimo scrive:
    Alberigo Masucci...
    chi è costui? mi fa venire in mente la rai... radio rai... possibile?lo sento nominare spesso?
    • Anonimo scrive:
      Ott
      Re: Alberigo Masucci...
      - Scritto da: Anonimo
      chi è costui? mi fa venire in mente la rai...
      radio rai... possibile?

      lo sento nominare spesso?trovai questo http://punto-informatico.it/info.asp?i=3
  • Anonimo scrive:
    Luca Conti?
    Ma Luca non scrive anche su http://www.ictblog.it/ (quello della vicenda 10 DVD + lettore DVD in regalo), http://www.internet-pro.it/ (ex-Internet News) e SKY TG24?
    • Anonimo scrive:
      Re: Luca Conti?
      E' anche quello dello Scoop sulle Mappe di Google.http://punto-informatico.it/p.asp?i=53656
    • MaurizioB scrive:
      Re: Luca Conti?
      - Scritto da: Anonimo
      Ma Luca non scrive anche su
      http://www.ictblog.it/ (quello della vicenda 10
      DVD + lettore DVD in regalo),
      http://www.internet-pro.it/ (ex-Internet News) e
      SKY TG24?Precisamente, lui.Saluti
  • Anonimo scrive:
    Ma cos'e' il Nanopublishing?
    ...La nuova casa editrice di Nano Berluska Pelato? :D :D :D :D :D :D :D
  • Anonimo scrive:
    La cosa funzionerebbe se ci fosse google
    Infatti google se introducesse le microtransazioni, permetterebbe di comprare gli articoli che si vuole a centesimi, pagando solo poi quando si arriva a 10 o 20 dollari.
    • Anonimo scrive:
      Re: La cosa funzionerebbe se ci fosse go
      Tutte queste realtà non possono vivere cosi', solo sulla publicità o su AdSense. Molti (tantissimi) moriranno presto.Le microtransazioni sarebbero certo la soluzione. Il problema però che si pone, è enorme. Tutti si butterebbero a far pagare.... ma poi, vista la qualità bassissima..... nessun lettore più comprerebbe
      • JackVentura scrive:
        Re: La cosa funzionerebbe se ci fosse go
        Qualcuno ha deciso addirittura di 'sopravvivere' col proprio blog (attraverso donazioni PyPal, per esempio, dai suoi lettori 'affezionati' che diventano 'micro-sponsor'), ma prima di raggiungere questi livelli bisogna conquistare notorieta', ergo trattare temi di interesse generale ma in modo chiaro e completo e scrivere bene, ergo avere gia' esperienza di redazione.Un esempio, all'estero, di questo tipo e' questo:http://www.kottke.org/05/02/kottke-micropatronI blog che rispondono a tali requisiti, tuttavia, saranno sempre una esigua minoranza, e non facili da individuare se non salta fuori una 'voce' di Google dedicata ai blog stessi, cosi' come e' successo per i Gruppi ... a proposito, quanto credete che manchi a questo nuovo servizio? Le scommesse sono aperte ;)jack
        • Anonimo scrive:
          Re: La cosa funzionerebbe se ci fosse go
          - Scritto da: JackVentura
          Qualcuno ha deciso addirittura di 'sopravvivere'
          col proprio blog (attraverso donazioni PyPal, per
          esempio, dai suoi lettori 'affezionati' che
          diventano 'micro-sponsor'), ma prima di
          raggiungere questi livelli bisogna conquistare
          notorieta', ergo trattare temi di interesse
          generale ma in modo chiaro e completo e scrivere
          bene, ergo avere gia' esperienza di redazione.
          Un esempio, all'estero, di questo tipo e' questo:

          http://www.kottke.org/05/02/kottke-micropatron

          I blog che rispondono a tali requisiti, tuttavia,
          saranno sempre una esigua minoranza, e non facili
          da individuare se non salta fuori una 'voce' di
          Google dedicata ai blog stessi, cosi' come e'
          successo per i Gruppi ... a proposito, quanto
          credete che manchi a questo nuovo servizio? Le
          scommesse sono aperte ;)

          jacka chi vuoi che interessi... :s
      • Sandro kensan scrive:
        Re: La cosa funzionerebbe se ci fosse go
        - Scritto da: Anonimo
        Le microtransazioni sarebbero certo la soluzione.
        Il problema però che si pone, è enorme. Tutti si
        butterebbero a far pagare.... ma poi, vista la
        qualità bassissima..... nessun lettore più
        comprerebbeQuesto dipende da quali sono i costi delle transazioni, se fossero quasi nulli si potrebbe fare pagare uno o più centesimi per vedere un articolo a seconda dell'autorevolezza della testata.Con AdSense si guadagna tipicamente 4 euro ogni mille articoli letti (dato presente in un esempio su google/adsense), con le microtransazioni si potrebbe arrivare a 10 euro o di più ogni mille articoli letti.Immagino che un centesimo per una valido articolo possa essere una spesa accettabile da molti ma i micropagamenti sono un'area nuova tutta da esplorare.
        • Anonimo scrive:
          Re: La cosa funzionerebbe se ci fosse go

          Con AdSense si guadagna tipicamente 4 euro ogni
          mille articoli letti (dato presente in un
          esempio su google/adsense),O signore, perdonalo perchè esso non sà di cosa sta parlando...
          • Sandro kensan scrive:
            Re: La cosa funzionerebbe se ci fosse go
            - Scritto da: Anonimo


            Con AdSense si guadagna tipicamente 4 euro ogni

            mille articoli letti (dato presente in un

            esempio su google/adsense),
            O signore, perdonalo perchè esso non sà di cosa
            sta parlando...:) Premetto che Adsense obbliga da contratto la non pubblicazione dei dati, io ho adsense e i numeri li conosco. Comunque quello dei 4 euro come costo per mille impression è presente sul sito ufficiale, poi google/adsense paga a click ma nelle statistiche vengono riportati anche i CPM.Voglio dire che so di cosa sto parlando anche perché in rete di dati se ne vedono anche se il contratto lo vieta.
  • Anonimo scrive:
    il 90% è schifo
    Certo ce ne sono di utili ... diciamo 1 su 1 milione ... gli altri sono solo un "chi prima copia più bravo è", è assurdo avere un blog che riporta altre notizie copiate pari pari da qualche altra parte. E sempre più spesso si trovano post tipo "io penso che pippo(link) dice che pluto(link) pensa riguardo questo(link) che l'altro(link) sta con questo(link)" ci si ritrova con una marea di link che riportano la stessa identica cosa e spesso senza un briciolo di commento ... giusto un "si sono daccordo" o "no non sono daccordo".Sarà una rivoluzione ... ma a me sembra pessima.
    • MaurizioB scrive:
      Re: il 90% è schifo
      - Scritto da: Anonimo
      Certo ce ne sono di utili ... diciamo 1 su 1
      milione ... gli altri sono solo un "chi prima
      copia più bravo è", è assurdo avere un blog che
      riporta altre notizie copiate pari pari da
      qualche altra parte.
      Sarà una rivoluzione ... ma a me sembra pessima.Il punto è che ci sono ovviamente degli ottimi blog fonti principali di notizie e tutti gli altri favoriscono la diffusione con una sorta di passaparola. È ovvio che sia così, non c'è altro modo. L'interesse per qualche blog poi si perde nella "foga", però è giusto.La questione è che ognuno può poi scegliere un blog per l'impostazione che usa (e non mi riferisco ovviamente solo alla grafica): la scrittura degli articoli, l'impronta critica/soggettiva/oggettiva e soprattutto la scelta delle notizie. Ovviamente ognuno può impegnarsi e trovare dozzine di fonti originali delle notizie che si leggono nei blog più comuni, ma molto probabilmente ci si perderebbe via troppo facilmente, dal momento che il discorso diventa molto più dispersivo. In questa maniera invece c'è una sorta di filtraggio bidirezionale, dove l'autore d'ogni blog sceglie le notizie che più gli aggradano, i lettori scelgono i blog in base ai propri interessi, poco importa se poi sanno benissimo quali siano le fonti.Prendiamo le radio: ormai con internet sappiamo benissimo che potremmo tranquillamente visitare i siti di agenzie tipo ansa, adnkronos e via dicendo, eppure io onestamente non ho nessuna voglia di andarci per seguire le notizie, se non in rari casi, preferisco quindi seguire le notizie "non IT" seguendo i media tradizionali. Le fonti sono importanti, ma non tutti possono o vogliono seguirle, a questo servono intermediari come i bloggers.L'unica differenza con i media "tradizionali" è che con i blog c'è veramente libertà d'espressione, i costi sono irrisori e i rischi minori.È una rivoluzione e, come ogni rivoluzione, ci sono cose che non vanno, ma purtroppo (o per fortuna) bisogna avere una vista d'insieme...Saluti
  • Anonimo scrive:
    per la maggior parte...
    :-o
    • Anonimo scrive:
      Re: per la maggior parte...
      Ottimo, vuol dire che il 10 % e' buono/ottimo, cioe' c'e' un mucchio di roba interessante.Devi andartela a cercare, nessuno ti da' la pappa pronta.
      • Anonimo scrive:
        Re: per la maggior parte...
        - Scritto da: Anonimo
        Ottimo, vuol dire che il 10 % e' buono/ottimo,
        cioe' c'e' un mucchio di roba interessante.
        Devi andartela a cercare, nessuno ti da' la pappa
        pronta.La maggior parte: :-oIl resto: :(:s:'(
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