Foto digitali, Adobe vuole uno standard

E cerca di promuovere sul mercato delle fotocamere digitali un nuovo formato d'immagine che possa sostituirsi ai numerosi formati RAW proprietari


San Jose (USA) – Dall’alto della propria posizione sul mercato, Adobe ha deciso di tentare il colpaccio e spingere l’industria della fotografia digitale verso un nuovo formato d’immagine standard che si affianchi al JPEG.

L’obiettivo della mamma di Photoshop è quello di eliminare la confusione e i problemi di interoperabilità generati oggi dall’esistenza di numerosi formati “RAW” sul mercato, tutti incompatibili fra loro, utilizzati da molti produttori nelle proprie fotocamere digitali.

Al contrario del JPEG, che comprime le immagini riducendone la qualità, i formati RAW si basano su algoritmi di compressione senza perdita di informazioni (lossless) capaci di mantenere la massima fedeltà con quanto scattato dalla macchina fotografica. I produttori hanno cominciato ad includere questo tipo di formato dapprima nelle macchine fotografiche digitali di fascia professionale e, più di recente, anche in quelle di fascia media. Il problema, come si è detto, è che ogni produttore utilizza un formato RAW proprietario: NEF per Nikon, DCR per Kodak, CRW per Canon, RAF per Fuji, ORF per Olympus, e via dicendo.

Adobe sta ora proponendo a tutti i produttori di convergere verso il Digital Negative Specification (DNG), un formato RAW basato su di una specifica pubblica e libera da royalty che, se promosso a standard di mercato, potrebbe eliminare i problemi di interoperabilità tra software di grafica e macchine fotografiche digitali.

“Fornendo una soluzione alla mancanza di uno standard aperto per i file RAW creati dalle fotocamere digitali, DNG garantisce ai fotografi la possibilità di accedere ai propri file da qualsiasi applicazione compatibile”, ha spiegato Adobe in un comunicato.

L’azienda ha già rilasciato un tool gratuito e un aggiornamento per Photoshop, entrambi disponibili qui , che possono essere utilizzati per convertire i principali tipi di file RAW nel formato DNG. C’è tuttavia da notare come il celebre software di grafica di Adobe supporti già da qualche tempo alcuni fra i più noti formati RAW proprietari.

La società ha spiegato che i produttori possono personalizzare le proprie implementazioni di DNG aggiungendovi dei metadati privati: sebbene tali modifiche saranno supportate solo dai software forniti dagli stessi produttori, i file DNG “estesi” potranno ancora essere aperti con qualsiasi applicazione compatibile con tale formato.

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  • eymerich scrive:
    streaming = dittatura
    Aprite un pò gli occhi ... se si sta spingendo lo streaming è perchè si vuole andare verso una dittatura dei contenuti.Streaming generalizzato vuol dire che i padroni del "vapore" avranno il diritto di condannare all'oblio tutti i contenuti che non gradiscono, o di riproporre all'infinito contenuti vecchi cambiando un pò la "copertina".E già lo fanno, in parte ... provate solo ad andare in un negozio di dischi e chiedere qualche "classico" di cui sia presente anche una "cover" (il nome corretto è scopiazzatura) ...
    • Anonimo scrive:
      Re: streaming = dittatura
      i
      padroni del "vapore" avranno il diritto di
      condannare all'oblio tutti i contenuti che
      non gradisconoQuante baggianate... finchè ci sarà la libertàdi mettere in piedi un sito web, qualsiasi autore avràsempre un mezzo per non rimanere nell' "oblio"
  • Anonimo scrive:
    Ciao raga, una news dal 23esimo secolo!
    Eccomi qua a dirvi come andrà il futuro del mercato della musica:ora, alla fine del secolo passato (il *vostro* secolo passato, il XXesimo), le major dioscografiche hanno scelto di tagliare i costi ed affidare registrazione e stampa al supporto digitale... bene, questo taglia i costi di elaborazione e copia, ma anche per i clienti, che quindi cominciarono a passarsi, poi a scaricarsi la musica da soli (questo lo sapete già, ovviamente).Il fatto è che arrivò sto tizio e ammise quello che gli altri non avevano avuto il coraggio di ammettere, anche se non direttamente, è ovvio:1) le "star" non sono altro che delle lavatrici per risciacquare il denaro sporco, dei ragazzotti/e incolti e dipendenti da variate droghe e dipendenze morali o facilmente ricattabili, facili facili da spennare, in pratica tutto quello che gli si da rimane alle major, è come metterle sul conto corrente, quando si vuole si ritirano i soldi2) il costo della publicità è un costo ingannevole, dopotutto sono le radio e le tv che pompano questi prodotti a pagare per avere le anteprime, le esclusive, le ospitate, le interviste... quindi, si concede di farsi rapinare di $cifra_iperbolica per la pubblicità, sapendo di chiedere $cifra_iperbolica per esibire un vecchio rottame alcolizzato 5 minuti, totale, entrambe i membri hanno drogato i rispettivi mercati facendosi accettare come valore di $cifrone_iperbolico spendendo 1-1=0 (un po come se la cassiera andasse a pagare un uovo mille euro e li riprendesse subito come paga ufficiale per battere uno scontrino, si farebbe pagare 1000 euro a chiunque voglia un uovo o debba farsi fare lo scontrino, ma il costo dell'operazione per il supermercato sarebbe 0)Dato questo, si dimostra che i costi veri della musica sono dati dalla gente che lavora veramente, tecnici del suono, atrezzature (che col digitale costano meno e richiedono meno manodopera), musicisti veri(che col digitale vengono sempre più di frequente sostituiti da campionamenti), distribuzione (che tramite la rete costa meno).Questi costi sono piuttosto bassi, ma vanno coperti, quindi dato che è un dato di fatto che il digitale consenta di piratare la musica, è necessario dare a questa un valore aggiunto, di qui lo streaming:- non devi più comprare lo storage per i dati, nè preoccuparti di backuppare- paghi solo la banda che usi per lo stream di quello che hai voglia di ascoltare, non nottate e nottate a scaricare cose che magari non avrai mai il tempo di ascoltare (e controllare che siano giuste, complete, non ricampionate, a volumi assurdi)- non rischi più di beccare fake o farti agganciare da hacker (mi sembra che li chiamassero così i cracker nel vostro secolo)- abbonandoti, puoi scaricare le novità prima che arrivino sul tuo canale di fiducia (si, arrivano quasi subito, ma all'inizio scaricare è quasi impossibile con le code che si formano)- abbonandoti, hai un servizio con know how che può informarti, non solo a livello pubblicitario, su cosa stai ascoltando, sulle novità, sulla storia dei vari generi ed artisti, ed una interfaccia sicura, veloce, integrata con tutti i dispositivi che escono quasi quotidianamente in modo da rendere tutto più immediato.Insomma, hai un servizio migliore di quello che avresti su un canale p2p o in un negozio, a meno che non ti interessino esplicitamente anche i supporti, ed a un costo ragionevole (questo poi arrivò col tempo)Ecco, questa è un po la storia del mercato della musica nei prossimi tre secoli, ora parto per altri lidi a velocità di curvatura e, con quel gran pezzo del subcomandante T'Pol, vi saluto!
  • Anonimo scrive:
    non male come idea!
    era proprio cio cercavo visto che chiunque dopo un po' si rompe delle stesso cd (o delle stesse canzoni)
  • Bombardiere scrive:
    Futuro Futuro, ma di che ?
    Allora, il fatto è questo: NON può venire un pinco pallino qualunque e dire che il futuro è lo streaming. NON possono imporci le cose con la prepotenza, perchè non credo che noi le accetteremo. Stiamo facendo tutte queste tarantelle con Urbani e company, e arriva uno fresco fresco e vorrebbe farci credere che IL FUTURO E' NELLO STREAMING........ ma mi facci il piacere, mi facci!!!
  • Anonimo scrive:
    Il futuro è streeming
    Se ho capito bene (ma non credo) in futuro per la musica sarà necessario abbonarsi a Streeming?Così poi ci sarà una streeming di pinco , una streeming di pallo e un'altra di panco .... :D e noi continueremo ad usare p2p. :p
  • ilGiusto scrive:
    anche la radio...
    credo che questa cosa dello streaming sia un cavallo su cui saliranno le aziende per far profitto, questo investimento porterà ad alcuni benefici: aumento di banda, miglioramento delle tecnologie di streaming, ...Poi il business si sposterà da qualche altra parte e ciò che rimarrà dello streaming sarà ad uso e consumo di editori privati, tutto ciò accadde già per la radio che fu monopolista per un lungo periodo e poi divenne "libera" e privata.Per come la vedio io, è un bene che (spero) eliminerà il brutto vizio di scaricare per fare i "divudì di emmepittttrè".Del resto chi si puo' permettere una banda abbastanza larga (che poi non è neanche tanto cosi' larga [16k+ bastano]) è già passato allo streaming di shoutcast con migliaia di radio free da cui ascoltare buonissima musica.
    • Anonimo scrive:
      Re: anche la radio...
      bravissimo ,genialenon credi che la gente farà il download dallo streaming tramite programmi già esistenti?dai.........
  • Anonimo scrive:
    questo modello non mi piace
    L'industria si sta orientando su un modello deve è solo lei a guadagnare.Abbonamento vuol dire ricavi alla lunga, peccato che come al solito si fanno i conti senza l'oste.Lo streaming ha forse possibilità per i film (quando sarannoa una qualità accettabile) ma non credo per la musica.Anche il software, con le licenze a scadenza, sta orientandosi in questa direzione.Ma qui non siamo a teatro,a un concerto o al cinema.L'utente (almeno io) se paga, vuole avere qualcosa, se non propriamente tangibile come in questo caso, usufruibile in libertà.Il punto di incontro industria utenti lo vedo ancora lontano.
    • Anonimo scrive:
      Re: questo modello non mi piace
      Lo streaming richiede anche parecchia banda passante e linne di qulita', per i film quello video ad alta definizione non ne parliamo.Pensate se in azienda tutti vogliono sentire musica e vedere i video quanta banda passante rimane per lavorare.- Scritto da: Anonimo
      L'industria si sta orientando su un modello
      deve è solo lei a guadagnare.

      Abbonamento vuol dire ricavi alla lunga,
      peccato che come al solito si fanno i conti
      senza l'oste.

      Lo streaming ha forse possibilità per
      i film (quando sarannoa una qualità
      accettabile) ma non credo per la musica.

      Anche il software, con le licenze a
      scadenza, sta orientandosi in questa
      direzione.

      Ma qui non siamo a teatro,a un concerto o al
      cinema.
      L'utente (almeno io) se paga, vuole avere
      qualcosa, se non propriamente tangibile come
      in questo caso, usufruibile in
      libertà.


      Il punto di incontro industria utenti lo
      vedo ancora lontano.
  • 3p scrive:
    Solo streaming!
    Streaming? Certo, certo... Mi farò il collegamento internet wireless in auto, a casa starò allacciato quando avrò solo voglia i sentirmi una canzoncina, mi connetterò col cellulare quando andrò a fare jogging... Grande idea! Chi mai vorrebbe downloadare quando si ha lo streaming! :@
  • Anonimo scrive:
    OSX?
    perchè ci devono interessare strumenti che sono compatibili solo con windows 2000 o XPe Mac OS X?
  • Anonimo scrive:
    la musica la scarichiaaamooooooo...
    ...ke palle sti tizi!non l'hanno ancora capito???o abbassano i prezzi e la smettono di propinarci musica sottoforma di video e del tipo "YO YO YEAH FUNKY YO YO" che saprebbe fare anche un muto o continueremo a ll'infinito.Che sprechino risorse ecc.. per sviluppare altro ke è meglio và
  • Anonimo scrive:
    uhh 99 centesimi !!!
    Ma che combinazione anche Virgin vende musica su Internet a 99 centesimi.Quando Microsoft è uscita con il suo servizio a 99 centesimi come la Apple ho postato su P.I. un commento dicendo che stavano facendo cartello.Ora anche Virgin dimostra la mia testi.La Apple ha trovato la formula per vendere la musica su Internet, adesso tutti sotto a spartirsi la torta, mica a farsi concorrenza.
    • Anonimo scrive:
      Re: uhh 99 centesimi !!!
      Ho trovato il post:http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=732134
      • fabri.80 scrive:
        Re: uhh 99 centesimi !!!
        peccato che la torta è fatta con i nostri portafogli... :'(
        • HostFat scrive:
          Re: uhh 99 centesimi !!!
          Facciano quello che vogliono, possono anche mettersi a fare il cartello o qualsiasi altra cosa per fregarci ... purtroppo devono fare i conti con la concorrenza, e cioè il p2p :D
    • Anonimo scrive:
      Re: stesso fornitore...
      Avranno tutti lo stesso fornitore, cambia solo l'interfaccia rivenditore :D :D :D

      Ma che combinazione anche Virgin vende
      musica su Internet a 99 centesimi.

      Quando Microsoft è uscita con il suo
      servizio a 99 centesimi come la Apple ho
      postato su P.I. un commento dicendo che
      stavano facendo cartello.

      Ora anche Virgin dimostra la mia testi.

      La Apple ha trovato la formula per vendere
      la musica su Internet, adesso tutti sotto a
      spartirsi la torta, mica a farsi
      concorrenza.
  • Anonimo scrive:
    Ma che novità è ?!?!
    Mah.....http://www.shoutcast.com/l'omino della Virgin farà fortuna con questo sistema perchè saprà pubblicizzarlo bene e tutti i pecoroni ad abbonarsi....Buona giornata a tutti
  • Anonimo scrive:
    Destinato al fallimento
    Poverino, se crede che ci sbarazzeremo del supporto per farlo felice...........HAHAHAH :D
  • Anonimo scrive:
    Io vado a cd
    Altro che affittare le cose, lunga vita al CD, è il supporto che si sente meglio e che và meglio, quando è nel mio armadio non me lo leva più nessuno e lo sento quando ho voglia.
    • Anonimo scrive:
      Re: Io vado a cd
      peccato costi un rene...:(
    • Anonimo scrive:
      Re: Io vado a cd
      In realtà la fedeltà audio migliore era quella del vinile, essendo un supporto analogico che poteva riprodurre infinite sfumature.Peccato che proprio per questo fosse più soggetto a difetti in fase di produzione, tali che si può dire "nessun vinile fosse esattamente uguale agli altri". Poi l'uso stesso del supporto ne comportava l'usura e il decadimento. Il supporto era poi molto fragile e se graffiato (anche minimamente) ecco comparire gracchiate e crepitii.Il costo di produzione era elevato, come anche quello degli apparati di riproduzione, se si voleva un giradischi all'altezza.Di sicuro il vinile non era un formato lossy....
      • Anonimo scrive:
        w il vinile!

        Di sicuro il vinile non era un formato
        lossy....e le ristampe lussuriose in vinile vergine 180 grammi
      • Anonimo scrive:
        Re: Io vado a cd
        - Scritto da: Anonimo
        In realtà la fedeltà audio
        migliore era quella del vinile, essendo un
        supporto analogico che poteva riprodurre
        infinite sfumature.Questa è una doppia stronzata......analogico non significa migliore e non significa che può riprodurre infinite sfumature.Non so se veramente i cd sono meglio del vinile, ma a giudicare dalle leggende che circolano tra gli audiofili.....non mi fido molto dei loro giudizi.Tieni presente che con il digitale puoi aumentare la fedeltà di quanto vuoi (basta aumentare i bit....), con l' analogico una volta scelto un supporto no.
        Di sicuro il vinile non era un formato
        lossy....I base a quello che hai detto volevi dire "di sicuro non era 'non lossy""
        • Anonimo scrive:
          Re: Io vado a cd

          Questa è una doppia stronzata......
          analogico non significa migliore e non
          significa che può riprodurre infinite
          sfumature.Campionando una segnale analogico in uno digitale operi una discretizzazione di una grandezza continua. Non è sbagliato affermare che il vinile può riprodurre infinite sfumature... Tuttavia se il campionamento è efficace, è difficile distinguere tra il sorgente ed il risultato
          Tieni presente che con il digitale puoi
          aumentare la fedeltà di quanto vuoi
          (basta aumentare i bit....), con l'
          analogico una volta scelto un supporto no.



          Di sicuro il vinile non era un formato

          lossy....
          I base a quello che hai detto volevi dire
          "di sicuro non era 'non lossy""
          • eymerich scrive:
            Re: Io vado a cd

            Campionando una segnale analogico in uno
            digitale operi una discretizzazione di una
            grandezza continua. Non è sbagliato
            affermare che il vinile può
            riprodurre infinite sfumature...Il limite di quantizzazione è la dimensione della molecola del polimero, esattamente come il limite di quantizzazione di una fotografia "analogica" è la grana della pellicola.Per quanto piccolo, esiste .. e quindi può essere superato.
      • Anonimo scrive:
        Re: Io vado a cd
        - Scritto da: Anonimo
        In realtà la fedeltà audio
        migliore era quella del vinileStupidaggini. Fruscia, fruscia, fruscia................
      • Anonimo scrive:
        cosa tocca sentire
        ne avevo sentite tante di stranezze dagli audiofili (la più divertente è quella che per collegare le casse servono i cavi speciali dal 10 euro al metro), ma questa le batte tutte...
        • Anonimo scrive:
          Re: cosa tocca sentire
          Intendi dire quei cavi schermati dalle interferenze magnetiche esterne?
          • Anonimo scrive:
            no, cavi semplici
            Neppure schermati, sono semplici doppini isolati in plastica trasparente, per vedere i due conduttori di colore diverso (uno color rame e l'altro color stagno); i venditori raccontano che sono cavi di rame speciale per evitare "perdite" del segnale o altre stupidaggini analoghe, e gli audiofili ci cascano. Ovviamente chi si intende un po' di elettronica sa benissimo che "perdite" di segnale alle frequenze audio, causate dai cavi, sono insignificanti. Mi riferisco ai cavi per collegare le casse passive.
        • Anonimo scrive:
          Re: cosa tocca sentire
          - Scritto da: Anonimo
          ne avevo sentite tante di stranezze dagli
          audiofili (la più divertente è
          quella che per collegare le casse servono i
          cavi speciali dal 10 euro al metro), ma
          questa le batte tutte...Ma dove li trovi a 10 euro al metro?Quelli buoni che ho trovato vengono almeno 400$ a coppia. :p
          • Anonimo scrive:
            Re: cosa tocca sentire
            - Scritto da: Anonimo
            Ma dove li trovi a 10 euro al metro?
            Quelli buoni che ho trovato vengono almeno
            400$ a coppia. :pdimenticavo il link http://www.partsexpress.com/pe/pshowdetl.cfm?&DID=7&Partnumber=185-004
          • Anonimo scrive:
            Re: cosa tocca sentire
            Ok non credevo che si potesse arrivare a simili assurdità, per me già pagare un pezzo di cavo di rame 10 euro al metro è pazzesco. SE (e dico SE) questi cavi da 400$ servono a trasportare il segnale dall'amplificatore finale alle casse passive, allora sono TUTTI soldi buttati. Le parolone impiegate nella descrizione "tecnica" dei cavi servono solo ad impressionare i feticisti dell'audio, mentre sul loro significato reale, o sull'impatto che quelle caratteristiche possono avere sulla trasmissione del segnale, beh, siamo seri, sono tutte stupidaggini.Se invece servono a trasportare segnali che devono poi essere amplificati, il discorso cambia. Ma stiamo parlando di frequenze audio... a queste frequenze, preoccuparsi della capacità parassita del dielettrico è ridicolo!
          • Anonimo scrive:
            Re: cosa tocca sentire
            - Scritto da: Anonimo
            Ok non credevo che si potesse arrivare a
            simili assurdità, per me già
            pagare un pezzo di cavo di rame 10 euro al
            metro è pazzesco. SE (e dico SE)
            questi cavi da 400$ servono a trasportare il
            segnale dall'amplificatore finale alle casse
            passive, allora sono TUTTI soldi buttati.No, no, sono cavi di potenza, quindi che portanno il segnale già amplificato alle casse
          • Anonimo scrive:
            soldi buttati
            se sono cavi di potenza, non servono a niente. Usare due fili recuperati dal cordone del ferro da stiro è la stessa cosa. Le correnti in gioco, e le frequenze, sono tali per cui il segnale arriva alle casse senza alcun problema. Non servono nè connettori dorati nè cavi particolari. Potrebbe succedere, se il cavo scorre per una lunghezza apprezzabile parallelo e vicino ad altri cavi percorsi dalla rete elettrica 220V, che al segnale delle casse si sovrapponga una componente alternata a 50Hz. Ma in condizioni normali non potrebbe mai avere un livello così alto da muovere gli altoparlanti! In genere, il ronzio entra prima, a monte dell'amplificatore. E poi anche se fosse, un cavo schermato qualsiasi andrebbe altrettanto bene di quelli spacciati come supertecnologici da 400$. O forse vogliono farmi credere che hanno la calza schermante di ferro, per fermare anche le frequenze così basse???
        • Anonimo scrive:
          Re: cosa tocca sentire
          - Scritto da: Anonimo
          ne avevo sentite tante di stranezze dagli
          audiofili (la più divertente è
          quella che per collegare le casse servono i
          cavi speciali dal 10 euro al metro), ma
          questa le batte tutte...No, c'e' di peggio:Molti anni fa, sicuramente piu' di 10, sono andato con mio padre (ormai purtroppo scomparso) a vedere la demo di una coppia di casse ad architettura planare (magniaplaner) che facendo un paragone azzardato con la tecnologia di oggi potrei paragonarle alla tecnologia plasma appliacata all'audio.Ebbene in quella particolare sessione si poteva ascoltare (con grande stupore) un vinile suonare PERFETTAMENTE con la STESSA QUALITA' di un CD,l'unico problema, pero' era che se si voleva portare a casa un simile gioiello bisognava sborasre 7.000.000 (sette milioni) solo per acquistare la PREZIOSISSIMA testina in zaffiro e cobalto del giradischi piu' ovviamente, altri 15 o 16 (milioni di lire) per le casse di cui sopra! Ditemi se il peggio e' mai morto: chi offre di piu'?
          • Anonimo scrive:
            e inoltre
            qualche anno fa una nota rivista di elettronica, che pubblica progetti di un certo livello e quindi fatti da gente competente, ha pubblicato un articolo che parlava di tutte le fesserie che certi "audiofili" si fanno rifilare a prezzi spaziali credendo di migliorare la qualità dell'impianto. Purtroppo non ho più la rivista ma vi assicuro che raccontava cose incredibili, davvero c'era da smascellarsi dal ridere
      • MadiC scrive:
        Re: Io vado a cd
        - Scritto da: Anonimo
        In realtà la fedeltà audio
        migliore era quella del vinile, essendo un
        supporto analogico che poteva riprodurre
        infinite sfumature.C'e' un problema: il vinile non riesce ad avere la stessa dinamica di un supporto digitale qualsiasi.Cioe' un segnale che ha grosse variazioni di livello nel tempo non e' fedelmente riprodotto dal vinile, proprio per la struttura fisica del vinile.Per questo si e' solito definire il suono del vinile "caldo", ma in generale non e' piu' fedele del segnale digitale.Per le infinite sfumature, be', puo' essere, basta che non si abbiano troppe "sfumature" in una frazione di tempo piccola, altrimenti ci possono anche stare problemi nella produzione (i solchi che variano molto in altezza in un piccolo spazio sono difficili da incidere).:)
        Il costo di produzione era elevato, come
        anche quello degli apparati di riproduzione,
        se si voleva un giradischi all'altezza.Ci pensavo proprio in questi giorni: il vinile, il cui costo di produzione e' molto maggiore di quello di un Cd, ha un prezzo di vendita paragonabile ai CD...E poi dicono che i CD costano per il packaging, la produzione, bla bla bla...E soprattutto: ricordo perfettamente che da quando sono usciti i primi CD il prezzo e' rimasto allineato a quello del vinile, e non e' mai sceso =
        per un lunghissimo periodo hanno guadagnato molto di piu' rispetto a prima.'STI BASTARDI!

        Di sicuro il vinile non era un formato
        lossy....invece si (vedi sopra)
      • Anonimo scrive:
        Re: Io vado a cd
        - Scritto da: Anonimo
        In realtà la fedeltà audio
        migliore era quella del vinile, essendo un
        supporto analogico che poteva riprodurre
        infinite sfumature.
        Peccato che proprio per questo fosse
        più soggetto a difetti in fase di
        produzione, tali che si può dire
        "nessun vinile fosse esattamente uguale agli
        altri". Poi l'uso stesso del supporto ne
        comportava l'usura e il decadimento. Il
        supporto era poi molto fragile e se
        graffiato (anche minimamente) ecco comparire
        gracchiate e crepitii.
        Il costo di produzione era elevato, come
        anche quello degli apparati di riproduzione,
        se si voleva un giradischi all'altezza.

        Di sicuro il vinile non era un formato
        lossy....No di sicuro, ma quando si incantava era davvero da ridere a sentirlo (AMO....TRUNK.....AMO....TRUNK) e così all'infinito!
  • Anonimo scrive:
    pagando all'infinito
    ognuno di noi sa che fare scorta, in periodo di magra seguente, fa molto bene.forse qualcuno ride di chi oggi si fa 20 Kg di DVD pieni di mp3.ma domani costui forse sarà una specie di biblioteca di alessandria della cultura musicale, quando gli altri non avranno i soldi per affittarsi dei lossy in streaminggente che ha messo via lossless a quintalate, qualità perfetta, musica eccellente.e non robaccia che qualcuno ha deciso, che solo alcuni "esperti" consigliano ... quando saremo di nuovo poveri e ci sogneremo l'adsl, forse avremo ancora invece la possibilità di ascoltarci o trasferirci il malloppo che quel tizio o quella tizia hanno messo via in quantità impossibili per la loro stessa VITA - da ascoltare.
    • Anonimo scrive:
      Re: pagando all'infinito

      e non robaccia che qualcuno ha deciso, che
      solo alcuni "esperti" consigliano ... vuoi dire che MTV consiglia(=impone attraverso una becera massificazione)per quella roba in effetti lo streaming e gli mpShit vanno più che bene...
      • Anonimo scrive:
        Re: pagando all'infinito
        mpShit..Ma veramente se l'mp2 è ben codificato a un bitrate accettabile (tipo 256-320 ) la qualità è buona.
  • Anonimo scrive:
    ha reinventato la radio?
    vabbè, battute a parte....potrebbe essere interessante a patto che:- ci sia una buona banda larga e non intendo i 640 di alice, perchè lo streaming non ammette repliche e se durante l'ascolto mi si impasta tutto la cosa non mi attizza- i costi siano decenti... interessante l'idea imho di un forfettarioillimitato, certo che se vogliono 50 ? al mese... ;)
    • Anonimo scrive:
      Re: ha reinventato la radio?
      50? al mese ?Solo se l'adsl costasse 10? /mese sarei disposto a spendere per altri servizi online. Anche se 50? per ascoltare la radio mi pare eccessivo, neppure il canone rai arriva a tanto, quello telecom ci si avvicina :D
    • Anonimo scrive:
      Re: ha reinventato la radio?
      50? al mese?AHAHAHAHAHAma dai mica saranno così sciocchiche vogliono fallire dopo 5 minuti e 40 secondi di servizio?ahah
    • Anonimo scrive:
      Re: ha reinventato la radio?
      640 è più che sufficente per lo streaming audio....per i fissati con la qualità..ma veramente esiste qlc1 che riesce,ponendo di averne un impianto adeguato, a distinguere tra un mp3 e un cd...!?... Ma via su...spesso ascoltiamo la musica in auto con i ronzii di fondo del motore e del traffico,nelle case dove tra i berci dei vicini dobbiamo distinguere se la codifica mp3 ammazza qualche bit....
      • Anonimo scrive:
        Re: ha reinventato la radio?
        - Scritto da: Anonimo
        ma veramente esiste qlc1 che
        riesce,ponendo di averne un impianto
        adeguato, a distinguere tra un mp3 e un
        cd...!?... Te poverino non sai di quel che parli. Si vede che non hai un impianto adeguato. Ovvio che se la musica la ascolti in macchina non percepisci differenza.Ma se possiedi un buon impianto stereo, la differenza si sente, eccome, e mica parlo di mp3 a 128, anche mp3 a 256 sono comunque di qualita' peggiore rispetto al CD audio originale da cui sono stati compressi.Se poi ci mettiamo a parlare di qualcuno che i CD li mixa con CDJ il divario e' ancora piu' impressionante. Prova a dire ad un dj professionista(non quello che mette i dischi alla festa della parrocchia) di lavorare con degli mp3, probabilmente avra' un conato di vomito.
        • Anonimo scrive:
          Re: ha reinventato la radio?
          Orecchio perfetto ma va via.. l'è perchè un sò chi tu sei altrimenti con il tuo bel impianto ti bendavo e ti facevo sentire alternativamente due bei cd uno da mp3 e uno in cd audio originale.... e poi volevo vedere se azzeccavi........... bona precisini...
        • Anonimo scrive:
          Re: ha reinventato la radio?
          Certo. Certo.Ma te hai una qualche malformazione all'orecchio?Ci senti meglio degli altri?Potrei, in tal caso, utilizzarti al posto dell'oscilloscopio.
    • Anonimo scrive:
      Re: ha reinventato la radio?
      - Scritto da: Anonimo
      vabbè, battute a parte....

      potrebbe essere interessante a patto che:
      - ci sia una buona banda larga e non intendo
      i 640 di alice, perchè lo streaming
      non ammette repliche e se durante l'ascolto
      mi si impasta tutto la cosa non mi attizza

      - i costi siano decenti... interessante
      l'idea imho di un forfettarioillimitato,
      certo che se vogliono 50 ? al mese... ;)Io personalmente con i 2 mb di fastweb vato piu' che bene con lo streaming!Tant'e' che l'altro giorno mi sono rivisto (su raiclick) lo sceenggiato sull'attentato al Papa con una qualita' audiovideo piu' che accettabile!
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