Fox News colta con le mani nel sacco

Avrebbe trasmesso materiale protetto e per difendersi invoca il vituperato fair use. Mentre altri segmenti di News Corp si esercitano in tattiche anti-aggregatori

Roma – Dopo aver lanciato strali contro il fair use, contro i gli aggregatori di notizie e in generale contro il meno remunerativo business dell’editoria online, Rupert Murdoch vede accusata la sua Fox News di aver mandato in onda parte di un’intervista a Michael Jackson per la quale non deteneva i diritti, posseduti invece da un ex consulente del defunto re del pop.

Un portavoce ufficiale di Fox non fornito ulteriori commenti ma da quello che si legge nel testo della denuncia l’emittente televisiva si sarebbe appellata proprio a quel fair use tanto disprezzato da Murdoch, che la controlla attraverso News Corp.

Intanto pare che la promessa fatta dallo stesso tycoon australiano di rendere invisibili le sue testate telematiche a motori di ricerca e aggregatori si stia lentamente traducendo in realtà: l’edizione online del Times di Londra ha iniziato a bloccare alcuni portali che indicizzavano i suoi contenuti. Il trucco è quello che in molti avevano suggerito allo stesso Murdoch tempo fa, il Robot Exclusion Standard che impedisce l’accesso al sito a determinati spider e bot.

Ciò che desta curiosità è che Google, indicato più volte come il peggior nemico della corporation statunitense, non risulta per ora tra i siti da cui il Times risulta inaccessibile. Come è stato fatto notare , NewsCorp dimostra di essere al corrente di questo stratagemma e il fatto che i bot di BigG siano ancora in grado di scorrazzare in tutto il suo network potrebbe evidenziare la difficoltà dei vari manager nel rinunciare al più importante vettore di contenuti online .

Intanto in Gran Bretagna fa discutere l’emendamento 292 del Digital Economy Bill , che in pratica garantirebbe a Google il diritto di copiare qualsiasi contenuto, eccetto quelli protetti da robot.txt . Il conservatore Lord Lucas, fautore della proposta, ha dichiarato che “i provider di siti accessibili pubblicamente dovrebbero consentire ai motori di ricerca di fare una copia di parte o tutto il materiale presente sul portale, per il solo motivo di garantire i servizi di ricerca (…) il provider che agirà in questa maniera non sarà responsabile di infrazione del copyright”.

Se già prima Murdoch non dormiva sonni tranquilli, questa notizia proveniente dal Regno Unito, dove operano molti suoi quotidiani, potrebbe essere la scintilla per scatenare ulteriori cause legali tra News Corp e aggregatori, a meno che le testate del gruppo non estendano l’utilizzo di robot.txt , impedendo a Google, Bing e altri di attingere alla propria fonte.

Giorgio Pontico

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  • Jim scrive:
    Dipende, se hanno ragione gli utenti
    Se tutto quello che lamentano quegli utenti è vero, si capisce veramente una cosa: la società in questione dovrebbe pensare a migliorare i suoi servizi, anzichè perdere tempo ad indagare su chi parla male e cercare continuamente di censurare, visto che questa società fa sempre in questo modo. O forse le fa comodo così?
  • ma i moderatori ci sono per questo scrive:
    L'autocensura dei forum
    I moderatori ci sono per questo
  • marcel scrive:
    Nemmeno l'autocensura ci sta be!
    Caro Mauro,quando leggo interventi come il tuo,scusami se lo dico senza mezzzi termini, mi cadono le braccia perché leggo che colleghi giornalisti non hanno molta familiarità con lingua italiana.La sentenza, che tu commenti, è perfettamemnte aderente con quelle che sono le "nostre" aspirazioni: la rete dev'essere libera, ma gli "attori" devono autocensurarsi. Una cosa è usare "espressioni offensive" ed una cosa, completamente differente, è usare "opinioni poco lusinghiere".Ti ricordo che quando il Ministro Maroni - a nome del Governo - voleva cancellare alcuni inciutamenti alla violenza (il casus belli era l'incidente al Presidnete del Consiglio osannato su Facebook)tutte le associazioni che si occupano di problematiche di rete hanno convenuto ed accettato di autocensurarsi. Beh! Questa sentenza è o no in sintonia con questa linea - che mi sembra ottimale per chi "naviga" in rete - dalle nostre associazioni rivenidcata.L'ADUC o chi si fa promotore di un forum deve provvedere - MOLTO GIUSTAMENTE - a realizzare il "controllo" del medesimo secondo quella "netiquette" da tutti, proprio tutti, accettata.Il contrario vuol dire promuovere anarchia e questa non la vuole nessuno di buon senso. Forse è l'unico punto che unisce tutte le forze politiche...miracolo!
  • dont feed the troll/dovella scrive:
    Re: Sentenza equilibrata....
    Come purtroppo ultimamente spesso accade, sono d'accordo con te.Si puo' fare informazione negativa senza essere offensivi.Quello che mi perplime è, se io passo il limite e commetto un reato, chi è responsabile del reato?Chi amministra il blog è responsabile del mio reato o, lasciando il mio commento offensivo, ne commette un altro?
  • Scoglio scrive:
    Vera?
    Articolo creato su questioni banali. Ma ADUC è un'associazione importante? La risonanza che si dà è giustificata? Ha iscritti?
    • no one scrive:
      Re: Vera?
      O_ocon l'aiuto dell'aduc son riuscito a disdire un contratto vodafone senza penale(200 famosissimi euro) perchè illegittima dal 2007 ;)solo perchè non la conosci non vuol dire che non sia rilevante.anche lei ha iniziative importanti e porta a casa "vittorie" schiaccianti contro quei rivenditori che vedono il cliente italiano con un pollo da spennare.. e solitamente sono le grandi SPA...
  • Frigghenaue i scrive:
    La diffamazione
    è un reato, e il reato è personale e non scaricabile su terzi. Dovrebbero pagare la rimozione e i danni gli utenti che hanno scritto tali post, non chi mette a disposizione un forum.
  • Yuna scrive:
    U__27@mail.ru
    http://allcinemaworld.com/
  • XYZ scrive:
    Re: Sentenza equilibrata....
    - Scritto da: Enjoy with Us

    Se si tratta di post offensivi, vanno solo
    rimossi, non basta renderne più difficoltoso
    l'acXXXXX, per il resto, la tua idea di usare dei
    pollici versi o simili per dare maggiore o
    minore visibilità ad un post a seconda
    dell'importanza che gli attribuiscono moderatori
    o utenti è sicuramente
    interessante.Rimango però dell'idea che in molti casi, dare la possibilità di rimuovere a discrezione di una sola parte (ergo un solo, unico punto di vista) può generare l'effetto contrario. E cioè il totale effetto censorio nella board. In parole semplici: Rimangono solo i pareri positivi cosi come piacciono a chi amministra la board. Fatto questo, che durante gli anni '90 e primi '00, specialmente nel circuito forumfree & forumcommunity ha tra le altre cose scatenato migliaia di azioni di hacking. (community vs community, e screzi simili)
  • Orwell scrive:
    Rigiriamo la frittata
    Trovo la vicenda assurda. E come se una persona parlasse male di un'azienda all'interno di un bar e l'azienda citasse in giudizio il proprietario del bar stesso.Rigiriamo la frittata: facciamo in modo che sia l'azienda chiamata in causa a definire quali secondo lei sono i commenti lesivi e che quindi agisca solo nei confronti di ogni singolo individuo che a suo giudizio ha espresso opinioni diffamatorie.
    • jonny scrive:
      Re: Rigiriamo la frittata
      - Scritto da: Orwell
      Trovo la vicenda assurda. E come se una persona
      parlasse male di un'azienda all'interno di un bar
      e l'azienda citasse in giudizio il proprietario
      del bar
      stesso.non è proprio così, se parli male di una azienda nel bar, le parole restano nell'aere, non c'è traccia. Diverso il discorso se un tizio nel bar appende un manifesto parlando male dui una azienda. Lì il danno è rilevabile. In ogni caso c'è da considerare che parlare male va benissimo, diffamare no.Fornire la propria esperienza con l'azienda X che non fornisce i servizi che ha promesso è diverso dal dire che l'azienda X è una truffatrice, poichè la truffa è tale quando il giudice ha emesso la condanna.Pensa se un tuo concorrente appendesse manifesti ovunque dicendo che la tua azienda NON fornisce i servizi promessi, ma lo fa solo per screditarti, è ovvio che a questo punto bisogna tutelare la questione in qualche modo.Jonny
      • Ingenuo 2001 scrive:
        Re: Rigiriamo la frittata
        Mmmmmmm non so.Non so perché sono ignorante nel senso che ignoro esattamente come sia la legge, ma mi pare che la diffamazione esista a prescindere dal fatto che ciò che si afferma sia vero o falso.Insomma, non si potrebbe dare del "ladro" a un ladro.Se affermi che l'azienda X sia truffaldina, mi pare che si tratti di "calunnia", mi pare, perché è un'affermazione che può essere falsa.Se invece dici che un'azienda ti abbia fornito un pessimo servizio, allora sicuramente stai ledendo la fama dell'azienda, quindi diffamazione.Ma se fosse veramente così allora sarebbe drammatico, nessuna critica potrebbe essere sollevata verso alcuno.E se dicessi che "mi sento truffato dall'azienda X"? Non sto dicendo che l'azienda X mi abbia truffato (calunnia) ma esprimo un mio sentimento, e dovrebbe essere mio diritto ma, per chi mi ritenesse degno di fiducia, questa espressione assumerebbe un valore e pertanto inciderebbe sul buon nome dell'azienda X e questa si potrebbe sentire diffamata.Insomma, non ci capisco niente, che pensare? Che fare?SalutiIngenuo 2001- Scritto da: jonny
        - Scritto da: Orwell

        Trovo la vicenda assurda. E come se una persona

        parlasse male di un'azienda all'interno di un
        bar

        e l'azienda citasse in giudizio il proprietario

        del bar

        stesso.

        non è proprio così, se parli male di una azienda
        nel bar, le parole restano nell'aere, non c'è
        traccia. Diverso il discorso se un tizio nel bar
        appende un manifesto parlando male dui una
        azienda. Lì il danno è rilevabile. In ogni caso
        c'è da considerare che parlare male va benissimo,
        diffamare
        no.

        Fornire la propria esperienza con l'azienda X che
        non fornisce i servizi che ha promesso è diverso
        dal dire che l'azienda X è una truffatrice,
        poichè la truffa è tale quando il giudice ha
        emesso la
        condanna.
        Pensa se un tuo concorrente appendesse manifesti
        ovunque dicendo che la tua azienda NON fornisce i
        servizi promessi, ma lo fa solo per screditarti,
        è ovvio che a questo punto bisogna tutelare la
        questione in qualche
        modo.


        Jonny
        • Giorgio Amadori scrive:
          Re: Rigiriamo la frittata
          - Scritto da: Ingenuo 2001
          Mmmmmmm non so.

          Non so perché sono ignorante nel senso che ignoro
          esattamente come sia la legge, ma mi pare che la
          diffamazione esista a prescindere dal fatto che
          ciò che si afferma sia vero o
          falso.

          Insomma, non si potrebbe dare del "ladro" a un
          ladro.

          Se affermi che l'azienda X sia truffaldina, mi
          pare che si tratti di "calunnia", mi pare, perché
          è un'affermazione che può essere
          falsa.

          Se invece dici che un'azienda ti abbia fornito un
          pessimo servizio, allora sicuramente stai ledendo
          la fama dell'azienda, quindi
          diffamazione.
          Ma se fosse veramente così allora sarebbe
          drammatico, nessuna critica potrebbe essere
          sollevata verso
          alcuno.

          E se dicessi che "mi sento truffato dall'azienda
          X"? Non sto dicendo che l'azienda X mi abbia
          truffato (calunnia) ma esprimo un mio sentimento,
          e dovrebbe essere mio diritto ma, per chi mi
          ritenesse degno di fiducia, questa espressione
          assumerebbe un valore e pertanto inciderebbe sul
          buon nome dell'azienda X e questa si potrebbe
          sentire
          diffamata.

          Insomma, non ci capisco niente, che pensare? Che
          fare?

          Saluti

          Ingenuo 2001

          - Scritto da: jonny

          - Scritto da: Orwell


          Trovo la vicenda assurda. E come se una
          persona


          parlasse male di un'azienda all'interno di un

          bar


          e l'azienda citasse in giudizio il
          proprietario


          del bar


          stesso.



          non è proprio così, se parli male di una azienda

          nel bar, le parole restano nell'aere, non c'è

          traccia. Diverso il discorso se un tizio nel bar

          appende un manifesto parlando male dui una

          azienda. Lì il danno è rilevabile. In ogni caso

          c'è da considerare che parlare male va
          benissimo,

          diffamare

          no.



          Fornire la propria esperienza con l'azienda X
          che

          non fornisce i servizi che ha promesso è diverso

          dal dire che l'azienda X è una truffatrice,

          poichè la truffa è tale quando il giudice ha

          emesso la

          condanna.

          Pensa se un tuo concorrente appendesse manifesti

          ovunque dicendo che la tua azienda NON fornisce
          i

          servizi promessi, ma lo fa solo per screditarti,

          è ovvio che a questo punto bisogna tutelare la

          questione in qualche

          modo.





          JonnyNon state considerando la parte più importante, ovvero che sembra che gli utenti di quel forum abbiano assolutamente ragione nelle loro lamentele!
  • Whitemusk scrive:
    A parte la moderazione...
    ....credo che andando avanti così si rischi di mettere un guinzaglio alla LIBERTA' DI ESPRESSIONE!!!Già non siamo liberi si ricevere da parte di quasi tutti i media (e non parlo certo solo dei mezzi di Berlusconi ma di TUTTI) informazioni veramente libere e non "prezzolate" Se da oggi si inizia anche a decidere cosa possiamo o cosa no possiamo dire anche noi siamo davvero a posto...mmmhhhhh....mi pare che LA CINA sia sempre più VICINA...
  • gigggi scrive:
    Pubblicita' comparativa
    In Italia non esiste ancora la pubblicita' comparativa, come invece succede in altri paesi.Altrove puoi dire :-Il mio prodotto "TIZIO" ha queste caratteristiche-Invece il prodotto della concorrenza "CAIO" ha caratteristiche inferiori perche'....Da noi non c'e' ancora sufficiente concorrenza per potersi esprimere con questa liberta': in sostanza si preferisce lasciare il consumatore nella semi-ignoranza.Tanto e' vero che quando scoppiano scandali alimentari, tipo i formaggi fatti coi resti marci di vecchie caciotte scadute e verminose, per sapere i nomi delle case produttrici devi andare su siti esteri e per un po' di tempo l'utente lasciato nel dubbio NON compra piu' formaggi di alcuna marca: per proteggere il produttore disonesto si danneggiano anche quelli onesti....La scusa e' che finche' la magistratura non si pronuncia, non puoi danneggiare il "buon nome" (SIC) della ditta.Intanto i formaggi restano in vendita nei supermercati......
    • gigggi scrive:
      Re: Pubblicita' comparativa
      Ma non l'hai ancora letto?Strano che un mio post resista tanto tempo senza essere bannato!Sto proprio diventando un bravo ragazzo
      • Joliet Jake scrive:
        Re: Pubblicita' comparativa
        Veramente io sapevo che la pubblicità comparativa in Italia è possibile già da diversi anni.Ovviamente regolamentata da mille cavilli, ma c'è.Mi ricordo che uno dei primi casi fu quello di Elio E le Storie Tese che pubblicizzavano il loro album dicendo: "Compra il nostro CD! E' meglio di Alex Britti o del Papa!" :Dhttp://archiviostorico.corriere.it/1999/giugno/12/Spot_delle_Storie_Tese_Britti_co_0_9906123445.shtmlhttp://archiviostorico.corriere.it/1999/giugno/24/Pubblicita_comparativa_ora_Elio_sfida_co_0_990624421.shtml
  • guast scrive:
    Che c'è di male ?
    A prima vista non mi sembra una sentenza tanto scandalosa. Sta semplicemente dicendo che il forum deve avere un moderatore. C'è qualche cosa che non ho capito ?
    • jessica scrive:
      Re: Che c'è di male ?
      Chiaro. Si parla tanto di libertà oltre la censura, ma come non censurare, in moltissimi casi, chi con la propria "libertà" lede quella altrui?La soluzione sta nel mezzo. Non è che si possa fare proprio tutto quello che ci piace. Essere responsabili significa anche questo.
      • Orwell scrive:
        Re: Che c'è di male ?
        - Scritto da: jessica
        Chiaro. Si parla tanto di libertà oltre la
        censura, ma come non censurare, in moltissimi
        casi, chi con la propria "libertà" lede quella
        altrui?Scusa in che modo l'espressione di un giudizio negativo su un'azienda lede la libertà dell'azienda stessa?
        La soluzione sta nel mezzo. Non è che si possa
        fare proprio tutto quello che ci piace. Essere
        responsabili significa anche
        questo.Io direi che invece sarebbe meglio lasciare che ognuno esprima liberamente il proprio pensiero assumendosene però le conseguenze. Se uno diffama in una pubblica piazza non è che puoi chiudere la piazza.
      • XYZ scrive:
        Re: Che c'è di male ?
        - Scritto da: jessica
        Chiaro. Si parla tanto di libertà oltre la
        censura, ma come non censurare, in moltissimi
        casi, chi con la propria "libertà" lede quella
        altrui?
        La soluzione sta nel mezzo. Non è che si possa
        fare proprio tutto quello che ci piace. Essere
        responsabili significa anche
        questo.Onestamente, e come altre migliaia di persone potranno confermare, aldilà del trolling e del flaming senza senso, non mi sono ancora imbattutto nella capacità di "ledere l'altrui capacità di espressione" attraverso un semplice post. Semmai, diventa troppo facile farlo attraverso lo strumento della censura.Dire che una certa ditta ha caratteri comportamentali e gestionali per l'utenza che ricordano quelli di una cosca mafiosa, ad esempio, è sempre e comunque una mera opinione personale che "merita" di essere diffusa non in virtù del fatto che potrebbe essere vera, ma in virtù del fatto che potrebbe essere confutata. Se nel proseguire della discussione la seconda tesi può realizzarsi, e la prima risulta non veritiera, la censura è imho semplicemente inutile (oltrechè controproducente per l'azienda che poteva avere pubblicità privata gratis su internet).Poi si potrebbe stare a parlare per ore intere riguardo al concetto di "forma", per illustrare un certo concetto o commentare l'operato di una certa azienda. Ma in ogni caso, censurare un commento, per quanto offensivo possa essere, è sempre e comunque stupido oltre che ridicolmente inutile, e questo per almeno due motivazioni:1) Censurare tale commento, pregiudica agli altri lettori la capacità di valutarne l'effettiva offensività o probabile insensatezza della tesi sostenuta attraverso il semplice e personale buon senso(visto che censurare significa rimuovere ciò che qualcuno ha scritto). 2) La capacità di censurare viene "data" sempre e solo ad una sola parte, concetto già di per sè deprecato anni e anni fà nel periodo in cui nacquero le "message board" e i primi forum poichè concentrava "troppo" potere su di un'unica parte. (I Moderatori multipli, aldilà degli amministratori, sono stati inventati proprio per mitigare i litigi nati da questo status "monarchico" delle vecchie piattaforme clicca & posta)3) Alla luce di questo, che lo vogliate o meno, il flaming e il trolling sono di fatto uno dei termometri per vagliare il reale stato dei fatti di un dato elemento sostenuto in rete. Ed inizio a pensare, che sia esattamente per questo che si cerca di censurare. (Se la bacheca dell'azienda Pippo rimane vuota e nessuno lascia messaggi di carattere negativo, probabilmente Pippo non commette azioni di carattere negativo e grazie alla censura, ANCHE quando questo non è vero.)La stessa dinamica naturalmente è applicabile a questo post.XYZ
    • SIGLAZY scrive:
      Re: Che c'è di male ?

      A prima vista non mi sembra una sentenza tanto
      scandalosa.A me invece sì.Decidere CHE COSA è offensivo/calunnioso non è compito del gestore, ma del giudice.
      Sta semplicemente dicendo che il forum deve avere un moderatore.
      C'è qualche cosa che non ho capito ?Fino ad oggi, se non c'era un moderatore, i responsabili erano i singoli autori del post, mentre se c'era un moderatore c'era una corresponsabilità tra il gestore e l'autore.Da domani ADUC sarà l'unico responsabile, in quanto INCARICATO da un giudice di fare il lavoro che giudice, ma senza l'irresponsabilità del giudice (che in Italia può sbagliare decisione, ma non rischia comunque nulla).
    • Frigghenaue i scrive:
      Re: Che c'è di male ?
      - Scritto da: guast
      A prima vista non mi sembra una sentenza tanto
      scandalosa. Sta semplicemente dicendo che il
      forum deve avere un moderatore. C'è qualche cosa
      che non ho capito
      ?Non esiste nessuna legge in Italia che dica che un forum debba avere un moderatore, e leggiferare non è compito dei giudici.
    • Trolley scrive:
      Re: Che c'è di male ?
      - Scritto da: guast
      A prima vista non mi sembra una sentenza tanto
      scandalosa. Sta semplicemente dicendo che il
      forum deve avere un moderatore. C'è qualche cosa
      che non ho capito
      ?Secondo me si, cioè che il fatto che un giudice abbia detto a qualcuno di eliminare dei messaggi offensivi nei confronti di qualcun'altro, senza minimamente specificare quali debbano essere censurati e quali no. In altre parole:Giudice: CANCELLA QUEI MESSAGGI OFFENSIVIio: ok va bene quali?Giudice: NON LO SO TU CANCELLALI E BASTAMi sembra che questo come fatto scandaloso basti e avanzi.
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